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Un paio di brividi non frenano il Lugano, battuto anche il Langnau

I bianconeri giocano col fuoco nel terzo periodo ma portano a casa la quarta vittoria filata. Koskinen e compagni si portano al decimo posto in classifica

Un paio di brividi non frenano il Lugano, battuto anche il Langnau

LUGANO – LANGNAU

5-2

(1-0, 2-0, 2-2)

Reti: 9’03 Granlund 1-0, 21’27 Carr (Andersson, Riva) 2-0, 21’48 Fazzini 3-0, 40’58 Eakin 3-1, 50’19 Saarela (Eakin, Salzgeber) 3-2, 54’29 Josephs 4-2, 55’21 Granlund (Morini, Marco Müller) 5-2

Note: Cornèr Arena, 4’411 spettatori
Arbitri: Stricker, Mollard; Burgy, Kehrli
Penalità: Lugano 6×2′, Langnau 1×2′ + 1×5′ + 1×20′

Assenti: Oliwer Kaski, Julian WalkerStephane Patry (infortunati), Kris Bennett (Ticino Rockets)

LUGANO – Nel finale, in quella decina di minuti tribolata e un po’ caotica si sono rivisti un po’ di fantasmi del passato recente, e quando gli arbitri hanno assegnato il 3-2 dopo una revisione video, sicuramente a più di un tifoso è salito qualche brivido.

Alla fine però il Lugano l’ha spuntata, di forza e di furbizia ma anche di classe come nel caso di Granlund, grande direttore d’orchestra della serata che ha aperto e chiuso le marcature per il 5-2 finale. E intanto per il Lugano di Luca Gianinazzi sono quattro vittorie filate, per un ritmo che solo la capolista Ginevra a cavallo della pausa riesce a mantenere.

Stavolta per i bianconeri non è stata una vittoria di fino o di “bellezza”, il coriaceo Langnau di Paterlini come al solito ha fatto sudare parecchio il suo avversario, rivelandosi la solita bestia mai “morta”soprattutto quando ci mette una forza della disperazione che è difficile capire da dove salti fuori.

Certo, il Lugano ci ha messo del suo, preso il gol in shorthand ad inizio del periodo conclusivo Arcobello e compagni hanno cominciato a giochicchiare, prendendosi troppi rischi e arretrando semplicemente sul forecheck ospite, piuttosto che cercare di scavalcarlo per tenere il disco lontano dalla propria zona difensiva.

Forse quelle tre reti di vantaggio, trovate con un primo break in shorthand di Granlund, con la prima rete di Carr in campionato e con una furbizia di Fazzini avevano illuso la squadra, che comunque nel periodo centrale aveva ancora lavorato bene e sfiorato in qualche ripresa il quarto gol, cercando intelligentemente di contenere un Langnau piuttosto scosso soprattutto dal terzo gol, arrivato in rapida sequenza al raddoppio.

Invece poi nel terzo periodo è successo un po’ di tutto, dal shorthand di Eakin – anche lui alla prima rete in National League – alla grande occasione per il Lugano di giocare in power play per cinque minuti per la penalità ricevuta da Rohrbach per un fallo su Arcobello (il capitano non è più rientrato, si attendono riscontri nei prossimi giorni), annullata invece da due falli in sequenza di Carr e di Andersson, mandando così a monte la possibilità di chiudere il match prima che questo si facesse pericoloso.

Poi è arrivata la rete di Saarela che inizialmente nessuno aveva visto, e questo ha cambiato le coordinate della partita per alcuni momenti. Il Langnau, già schierato in maniera “ridotta” da Paterlini, ha forzato il suo top six all’inverosimile, sfiorando il pareggio in paio di occasioni.

Ma nella serata dei shorthand ci ha pensato la combattività di Josephs a togliere d’impaccio la squadra, imitato poi da Granlund pochi minuti dopo quando anche i Tigers ormai avevano subito il contraccolpo.

Gianinazzi lo aveva predetto, la risalita del Lugano – se costruita nella maniera giusta – non avrebbe rappresentato una retta inclinata, ma una ripresa a scalini con qualche buca ancora qua e là. Il Lugano di solo un mese fa in quelle buche trovate per strada probabilmente ci avrebbe sbattuto il naso, mentre la squadra di questo periodo sa trovare le forze per rialzarsi e riprendere il filo del discorso, togliendosi la soddisfazione di quattro vittorie filate e di arrampicarsi fino al decimo posto.

Ora i bianconeri sono attesi da quattro trasferte di quelle toste (Friborgo, Zugo, Bienne, Ajoie) e per Gianinazzi e i suoi ragazzi sarà un bel banco di prova per provare ad insidiare anche chi sta davanti in classifica, sempre però con la concentrazione di fare un passo alla volta per migliorare ogni giorno.


IL PROTAGONISTA

Markus Granlund: Poco spettacolo, siamo finlandesi. Scherzi a parte, il numero 60 bianconero non regala numeri da giocoliere, ma solo movimenti, colpi d’occhio e e tocchi di altissima accademia e tantissima sostanza. Contro il Langnau è passato dal gettarsi su un disco davanti al portiere a segnare un gol in shorthand, lavorando tantissimo durante il match e chiudendolo con il 5-2 grazie a una finezza. Un vero esempio da seguire e un fuoriclasse da ammirare per la capacità di rendersi decisivo in qualsiasi contesto.


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