PORRENTRUY - Ha vissuto una prima serata intensa l’Ambrì Piotta, confrontato immediatamente con un Ajoie che buona parte dei pronostici vuole tra le avversarie dirette dei leventinesi sul fondo della classifica, e proprio per questo la partita di debutto rappresentava già un test interessante. Questo ovviamente non in termini di punti o classifica, ma principalmente sul piano dell’attitudine che i biancoblù avrebbero messo in pista.
Da questo punto di vista la squadra di Tapola ha fatto sentire la sua presenza, ha giocato una partita nel complesso strutturata in cui è già emersa la mano di un allenatore che impone delle direttive molto precise, e con un po’ di cattiveria in più la vittoria sarebbe potuta benissimo arrivare nei tempi regolamentari.
Dai primi due tempi l’Ambrì Piotta ha infatti ricavato troppo poco per quanto espresso sul ghiaccio, questo al netto di un powerplay che è stato il vero neo di serata - anche nel finale, quando avrebbe potuto decidere la partita - e di un paio di ferri che hanno dato una mano all’ottimo Antoine Keller.
La sensazione che i biancoblù fossero scesi sul ghiaccio con il giusto piglio la si è avuta immediatamente, con un Ambrì subito propositivo e “frizzante” nel suo gioco - pur mancando la fase finale delle azioni con pochi tiri davvero pericolosi - ed un Ajoie che ha invero un po’ deluso nelle prime fasi, ad immagine dell’attesissimo gruppo straniero che ha impiegato oltre metà gara prima di iniziare ad ingranare.

Dai suoi giocatori d’importazione invece i leventinesi hanno di fatto avuto subito la conferma di quanto visto nel preseason, con praticamente tutto il pacchetto offensivo capace di trascinare le rispettive linee, ed anche in retrovia Kreü è stato bravo a non commettere praticamente alcun errore e a giocare una partita calma e pulita.
Sul fronte offensivo invece il primo cartellino lo ha timbrato Schnarr, che ad inizio periodo centrale ha messo pressione su Berthoud tanto da indurlo all’errore che ha portato alla prima rete stagionale. Durante la partita non è invece riuscito a trovare il gol Järventie, che ha però mostrato i suoi chiari istinti offensivi andando al tiro ben sette volte, e offrendo anche un gioco completo ad immagine di quel tiro bloccato nell’overtime che poteva essere molto pericoloso.
Anche il resto del gruppo si è dato da fare, a volte in maniera un po’ discontinua ma con le giuste intenzioni. Tim Muggli è sicuramente stato uno degli elementi che ha cercato subito di sfruttare la chance messa a sua disposizione, e nel complesso ha giocato una bella partita ad eccezione dell’unico - ma grave - errore costato prima una penalità e poi il gol dell’1-1 sul susseguente powerplay.
Scene del genere con tutte le probabilità si vedranno ancora nel corso della stagione, con Tapola ben consapevole che l’affidarsi ai giovani comporta anche passi falsi del genere. Non fa nulla, perché nel complesso l’Ambrì come squadra si è mosso bene, ha reagito anche quando Turkulainen ha infilato quel 2-1 che appariva piuttosto ingeneroso, e nel finale ai rigori è arrivato un punto extra meritato.

La fase più delicata è invece arrivata ad inizio terzo tempo, quando i biancoblù sono sembrati accusare il colpo del precedente pareggio arrivato a soli trenta secondi dalla pausa, ed in quel momento l’Ajoie ha saputo crescere e costringere anche Wüthrich a compiere alcuni interventi importanti.
Maggiore continuità e pure la capacità di sfruttare meglio le occasioni migliori - Schnarr ad esempio ha sprecato altre due ghiotte opportunità quando si era ancora sull’1-0 - saranno i principali margini di miglioramento per un Ambrì comunque apparso con le idee chiare in termini di gioco. Poi certo, alcune lacune si sono viste anche contro un avversario modesto come l’Ajoie - Isacco Dotti è andato spesso in difficoltà, ad esempio - ma nel complesso le quattro linee messe assieme da Tapola hanno girato bene.
L’unico dubbio che rimane è quello relativo alla scelta di schierare Heim nel secondo blocco e scalare Manix Landry nel quarto, mentre per il resto del lineup la continuità - già vista in amichevole - sembra poter essere la ricetta giusta in questo avvio di stagione. Ora arriveranno test più probanti, e sarà interessante vedere come l’impalcatura leventinese saprà reggere nei test previsti nel weekend.
IL PROTAGONISTA
Roby Järventie: Ha trovato un gol importante quando è stato chiamato ad aprire la serie di rigori, e nel corso di tutto il match ha confermato di poter essere uno dei principali punti di riferimento della fase offensiva. Ha cercato molto spesso la conclusione, è andato vicino alla rete ed ha fornito una prestazione completa a tutta pista. Sicuramente un bell’inizio il suo.
HIGHLIGHTS

