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Primi accorgimenti al nuovo CBA in seguito ai casi di Redden e Gomez

CARNYR_0102_3_slide(rangers.nhl.com)

Wade Redden, difensore sotto contratto con i New York Rangers, e Scott Gomez, attaccante dei Montreal Canadiens, hanno dato vita in questi giorni ad una situazione decisamente particolare. Entrambi i giocatori, infatti, non rientrano più nei piani delle rispettive squadre, che hanno così optato per il buyout dei loro contratti così da non vederli più incidere nel salary cap in futuro.

Con il nuovo CBA, però, i loro contratti rispettivamente da 6.5 e 7.35 milioni di dollari a stagioni non possono essere oggetto del procedimento sino all’estate. Questo, in sostanza, impedisce ai giocatori di scendere sul ghiaccio. Nemmeno l’opzione della AHL è praticabile dato l’alto rischio di infortuni e, visto che se un giocatore è infortunato il buyout non può essere effettuato, le loro franchigie NHL di appartenenza non sono logicamente disposte a correre il rischio.

Stando agli ultimi sviluppi, però, per Redden e Gomez potrebbe esserci speranza di iniziare a giocare a hockey nel campionato 2013. NHL ed NHLPA si sono infatti accordate per aprire una breve finestra per la compilazione dei buyout da oggi sino al 19 gennaio, giornata di inizio della regular season.

Le squadre avranno dunque a disposizione quello che viene definito un “accelerated cap buyout” che, se utilizzato, vedrà gli stipendi gravare ancora sul tetto salariale della corrente stagione, anche se lo stesso giocatore firmerà un contratto da UFA con un’altra squadra. Successivamente, naturalmente, il cap hit non rienterà più nel conteggio.

Questa soluzione del tutto eccezionale è stata resa necessaria dalla situazione creata da Rangers e Canadiens, che con le particolari situazioni di Redden e Gomez hanno evidenziato una falla importante nel nuovo contratto collettivo.

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