
ZURIGO – La Svizzera ha svolto il suo compito battendo la Gran Bretagna con il punteggio di 4-1. Una vittoria magari più stretta di quanto ci si potesse immaginare, ma siamo pur sempre a un Mondiale, come afferma anche il difensore Christian Marti.
“È così, contro l’Austria è stata un’eccezione che abbiamo colto volentieri. Contro i britannici ci siamo un po’ complicati la vita da soli, ma credo che l’avversario si sia preparato bene, sapendo che non poteva essere indisciplinato a livello difensivo. Ci portiamo comunque a casa i tre punti e ci fa anche bene non volare sempre così in alto. Ciò ci fa capire che se non facciamo le piccole cose al 100% non sarà mai facile vincere”.
Oltre a un’efficienza minore, volendo essere puntigliosi possiamo citare tra le note negative un paio di ripartenze avversarie..
“A volte va tutto così veloce nell’hockey. A mio avviso i britannici hanno impostato la partita in modo simile a quanto fatto dalla Lettonia e hanno tentato appunto di sfruttare ogni minima chance, speculando su qualche contropiede. Ci sono sicuramente un paio di cose da analizzare e da migliorare in vista dei prossimi impegni, ma tutto sommato ce la stiamo cavando bene”.
Per tutti è un Mondiale casalingo, ma per te lo è ancora di più…
“Me lo godo, è un avvenimento molto speciale, non molti possono viverlo come me. È bello che tanti amici e membri della famiglia possano essere qui. Conoscere lo spogliatoio, la palestra e le altre infrastrutture della pista è ovviamente anche qualcosa di particolare e piacevole. Siamo vicini alla pista, abbiamo la nostra agenda, non dobbiamo correre a prendere qualche bus… Insomma è una bella esperienza”.
Le nostre star praticamente non possono muoversi dall’hotel, appena escono sono sommersi da richieste e da autografi. Tu devi essere decisamente meno sollecitato…
“(Marti ride di gusto). Non capisco cosa intendi. Scherzi a parte è normale che le stelle NHL siano richiestissime, è così, posso comunque dormire tranquillamente durante la notte”.
Tu abiti a Oberembrach, a un tiro di schioppo da qui. I tuoi bimbi, già grandicelli, trovano strano che il babbo giochi alla Swiss Life Arena e non torni a casa?
“Probabilmente un po’ sì. Sono abituati al fatto che quando gioco qui con lo ZSC torno sempre a casa, ma ovviamente per il gruppo è logico e fa bene che ogni membro della squadra sia sempre in hotel. Anche per me e per la famiglia è la cosa migliore, tutto è chiaro, non ci sono discussioni su quando rientro, a che ora riparto, quanto rimango e così via”.
Cosa bisogna migliorare maggiormente in vista dei prossimi impegni?
“Dobbiamo fare leva sulle nostre forze, trovare ancora maggiormente un modo per arrivare sempre in maniera diretta verso la rete avversaria, con decisione e insistenza e non semplicemente pensare che sia bello giocare e fare chissà che azioni articolate. Poi ecco, è sempre dura affermare certe cose immediatamente al termine di una partita. Bisogna analizzare i video per avere un’idea chiara e poter fornire una risposta più intelligente. Sai, durante una partita succede sempre tantissimo, subito dopo l’ultima sirena ci sono ricordi che non corrispondono sempre al vero, te ne rendi conto solamente dopo aver rivisto le scene in TV”.
Durante il Mondiale riesci a staccarti dall’hockey? E se sì come?
“In hotel c’è una lounge dove ci sono dei giochi, lì possiamo svagarci tutti insieme, ma gli impegni sono fitti: ci sono allenamenti, meeting video e tanto altro ancora. A volte sei semplicemente contento se puoi ritirarti per una mezzoretta in camera a riposare o magari a chiamare la famiglia. Questa in fondo è la vera differenza rispetto a un Mondiale all’estero. Se sei a Praga ad esempio esci a fare un giro per visitare la città”.
Il Mondiale in casa, malgrado i titoli vinti con i Lions o la partecipazione alle Olimpiadi, sarà uno dei momenti più importanti della tua carriera indipendentemente dall’esito finale?
“Direi di sì, in ogni caso è sicuramente uno dei momenti più importanti, ma ovviamente spero di cuore che la campagna finisca in maniera positiva, sarebbe ancora più bello. L’atmosfera vissuta in queste partite mi resterà per sempre, è qualcosa di incredibile e di grande nella mia carriera. Sono assolutamente grato di poter vivere tutto questo e far parte di un gruppo composto da grandissimi giocatori. L’ambiente è veramente bello, ci divertiamo tutti. Il fatto infine che la mia famiglia e i miei bimbi possano vivere pure questi momenti in loco è anche qualcosa di cui sono veramente grato”.

