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Ambrì Piotta

L’Ambrì ci mette ancora volontà, ma anche stavolta non basta

I biancoblù non si arrendono ma peccano in fase d’esecuzione, fermati anche da un po’ di sfortuna. Infortunio per Conz nel primo periodo e debutto di Fadani

(PostFinance/KEYSTONE/Anthony Anex)

L’Ambrì ci mette ancora volontà, ma anche stavolta non basta

BIENNE – AMBRÌ

3-2

(0-1, 2-1, 1-0)

Reti: 9’05 Bürgler (Heim) 0-1, 25’05 Rathgeb (Heponiemi) 1-1, 33’06 Cunti (Rajala, Haas) 2-1, 39’28 Pestoni (Bürgler, Heed) 2-2, 44’24 Hofer (Haas) 3-2

Note: Tissot Arena, 6’408 spettatori
Arbitri: Wiegand, Hungerbühler; Meusy, Kehrli
Penalità: Bienne 4×2, Ambrì 6×2

Assenti: Isacco DottiDiego Kostner (infortunati), Janne JuvonenSimone Terraneo (sovrannumero), Dominic Zwerger (assente)

BIENNE – Non si può certo dire che l’Ambrì Piotta non ci abbia provato in questo doppio scontro con il Bienne, ma il risultato del tanto impegno portato sul ghiaccio non si è tradotto in punti utili alla classifica e questo rende il weekend per la squadra di Cereda parecchio amaro da digerire.

In pista si è vista una squadra indubbiamente viva e determinata nelle sue intenzioni, ma che ha ancora nell’esecuzione la sua lacuna più grande, e questo limite sta iniziando a presentare il conto in un classifica che vede Langnau e Rapperswil ancora a distanza di sicurezza, ma che imporrà presto all’Ambrì di tornare a fare il suo macinando punti con più regolarità.

(PostFinance/KEYSTONE/Anthony Anex)

Dopo un complicato periodo in cui erano stati i troppi gol incassati a rappresentare il vero problema, in questo weekend è invece stata la fase offensiva a tradire i leventinesi, con una certa mancanza di killer instinct che ha vanificato un numero di occasioni da gol ampiamente sufficiente per ambire ad almeno 3-4 punti nelle due sfide contro il Bienne.

Sabato sera c’è stata anche un po’ di sfortuna, tra l’infortunio di Conz che ha costretto Fadani a debuttare in biancoblù in una situazione non semplice – l’italiano ha compiuto alcuni interventi importanti nel finale, ma doveva fare meglio sul primo gol – ed un paio di ferri colpiti in momenti chiave della sfida. Ci riferiamo ovviamente al palo di Bürgler ad una manciata di secondi dalla terza sirena, ma anche a quello di Douay nel primo periodo che sarebbe valso il 2-0.

In un match deciso dagli episodi ed in cui l’Ambrì ha avuto la volontà di dare battaglia, si è anche vista una squadra alle prese con delle difficoltà in termini di continuità tra un cambio e l’altro, questo anche a risultato del diverso stato di forma dei vari blocchi.

In questo senso il Bienne è stato superiore. Rajala e compagni hanno infatti mantenuto uno standard che ha sempre permesso loro di accompagnare il gioco in transizione con la capacità di mantenere il disco in profondità, mentre i biancoblù hanno operato maggiormente a compartimenti stagni e sono stati più imprecisi nella gestione del puck.

Alcuni elementi come Formenton, Dauphin oppure Lilja hanno inoltre mancato – per motivi diversi – nel lasciare il loro segno nel weekend, con il primo ancora in riserva in termini di energia e lo svedese che per due partite ha litigato con il gol nello slot, ritrovandosi con tante opportunità ma nessuna di quelle reti pesanti e sporche che avrebbe potuto ottenere. Poco ispirata inoltre anche la prova di Spacek, che ha perso malamente più di un disco.

I biancoblù non hanno insomma ancora superato del tutto un inizio di 2024 complicato soprattutto in termini di individualità, mentre sul piano del gioco il back-to-back con il Bienne ha comunque dato segnali positivi. Specialmente la partita di venerdì è stata giocata nella giusta maniera, ma anche quella di sabato aveva gli ingredienti giusti per strappare punti in trasferta, se non fosse per l’esecuzione in fase di rifinitura che ha rappresentato il vero problema.

Alla Tissot Arena la squadra di Cereda si è inoltre messa in difficoltà con le penalità, troppe soprattutto in un periodo centrale in cui si è di conseguenza persa quella struttura che invece nel primo tempo aveva permesso di limitare quasi a zero i pericoli per Conz. Questo ha portato anche ad alcuni errori difensivi evitabili, il più grossolano sulla rete decisiva di Hofer che è sfuggito in velocità ad Heed, dopo che lo svedese aveva letto male il gioco quando Pezzullo ha preso iniziativa a centro pista per cercare di recuperare il disco.

Ci sono insomma vari elementi positivi da salvare nonostante gli zero punti del fine settimana, a cui vanno però aggiunti dei campanelli d’allarme su aspetti che nella fase decisiva della stagione non potranno più rappresentare una lacuna. La concretezza sotto porta e la personalità dei propri uomini migliori dovranno essere centrali nella corsa ai play-in nelle 13 partite rimanenti, a partire dai prossimi impegni contro Lugano e Zugo che sicuramente non faranno sconti.


IL PROTAGONISTA

Toni Rajala: Il top scorer dei seeläander è sempre una mina vagante, basti pensare che nel weekend contro l’Ambrì Piotta ha trovato ben dieci tiri in porta (sei in questa occasione), riuscendo finalmente a segnare sorprendendo Fadani dalla distanza. Nelle ultime 15 partite ha ottenuto 10 gol e sei assist, confermandosi molto costante nel trascinare la linea di Hischier e Bachofner.


HIGHLIGHTS

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