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Interviste

Joly: “Lugano rappresenta per me un altro passo verso l’alto, come in una scalata”

L’attaccante canadese guarda al suo arrivo in bianconero: “Pressione e concorrenza non mi spaventano, sono stato abituato a lottare. Voglio portare sostanza offensiva a Lugano, per me segnare è sempre stato naturale”

(hpk)

GATINEAU – Non è un tipo che si fa impressionare dalle sfide Michael Joly. Il nuovo attaccante del Lugano è pronto a confrontarsi con l’hockey svizzero dopo essere passato dalle minors nordamericane al ghiaccio finlandese, dove ha trovato una svolta per la sua carriera: “Voglio solo fare passi avanti a ogni mia esperienza – le parole del canadese – e quando mi si è presentata l’opportunità di raggiungere Lugano e il campionato svizzero non ci ho pensato due volte ad accettare”.

Michael Joly, sei pronto a raggiungere Lugano?
“Il tempo è volato veramente in fretta in questi mesi, ma ne sono felice. Ora sono qui in Canada a prepararmi dopo un po’ di vacanze e relax, ma sono finalmente pronto a raggiungere Lugano”.

Per quali motivi hai deciso di trasferirti in Ticino?
“Ho sempre cercato nuove sfide nella mia carriera e sapevo che in Europa potevo fare altri passi avanti. Quando è arrivata l’offerta del Lugano ci ho messo pochissimo a decidere, era un’opportunità perfetta per me”.

Ti sei appoggiato a qualche consiglio esterno per prendere la decisione, o sei stato convinto semplicemente dal club?
“L’offerta del Lugano era già convincente per le idee che mi sono state esposte e per quello che potrò fare per la squadra. Purtroppo non conosco ancora qualcuno in particolare dei miei futuri compagni, e tra le mie conoscenze non ho altri ex giocatori del Lugano. In passato ho comunque sentito sempre parlare bene del livello del campionato da chi ha giocato contro squadre svizzere, ed il Lugano è comunque abbastanza conosciuto anche all’estero, quindi qualcosa mi è stato riportato”.

Per chi non ti conosce, come ti descriveresti come giocatore?
“Sono un giocatore molto offensivo, mi piace avere il controllo del disco e dettare i ritmi del gioco, una cosa che ho imparato negli ultimi anni come quella di lavorare duro a ogni cambio. Ma non disdegno certo di tirare in porta, segnare è sempre stata una cosa piuttosto naturale per me, e anche in power play posso dare il mio contributo”.

Hai detto di aver parlato con lo staff di cosa si aspetta da te, e di che ruolo avrai in squadra…
“Certo, abbiamo parlato di questo, e a Lugano hanno deciso di puntare su di me proprio per queste mie caratteristiche offensive. So che nelle stagioni passate la squadra ha avuto qualche difficoltà nel trovare la via del gol e sfruttare le occasioni, spero di poterla aiutare a migliorare in questo senso”.

(Taneli Niinimaki)

La National League è sempre più competitiva, inoltre dovrai cercare di ritagliarti un posto tra i 6 stranieri titolari, un’altra bella sfida per te…
“È quello che cercavo, le sfide non mi fanno paura, anzi, le vivo come un’opportunità e poter giocare in un campionato di alto livello come quello svizzero mi esalta, farò sempre di tutto per essere pronto ogni giorno. Vedo la mia carriera come una montagna da scalare, e questo è un altro passo verso l’alto”.

Il tuo trasferimento in Finlandia è stato un vero “game changer” per te, cosa hai potuto imparare sull’hockey europeo?
“Prima di tutto ho imparato che sulle piste grandi potevo sfruttare meglio le mie qualità, ma anche che c’è molto da lavorare in questi spazi più ampi. C’è molto spazio in cui giocare il disco e questo lo amo particolarmente, ma nello stesso tempo occorre continuare a lavorare a ogni cambio e mai smettere di pattinare. C’è un’intensità in tutto questo che mi piace”.

Un’ultima curiosità: tu non sei il primo Joly a sbarcare in Ticino. Tuo zio Yvan nei primi anni ‘80 ha vestito la maglia dell’Ambrì Piotta, lo storico rivale del Lugano…
“Ah, davvero? Non avevo fatto caso a questo particolare, e che ai tempi aveva giocato proprio lì. Era un grande giocatore e so che era passato anche lui dall’Europa, ma mi ero perso questo passaggio. E se queste sfide con l’Ambrì Piotta sono così importanti, allora non vedo l’ora di viverle!”.

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