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Interviste

Jelovac: “Vogliamo batterci per qualcosa di speciale, abbiamo le nostre chance”

L’ex biancoblù dopo la qualificazione in finale: “Siamo molto fieri, arriviamo da lontano, pensando specialmente alla scorsa stagione. La serie con il Friborgo era equilibrata, ma siamo stati calmi. Abbiamo imparato a vincere”

LOSANNA – Il Losanna ha scritto la storia conquistando la sua prima finale. L’ex difensore biancoblù Igor Jelovac racconta il suo sentimento dopo aver raggiunto questa importante tappa.

“Siamo molto fieri, arriviamo da lontano, pensando specialmente alla scorsa stagione. In questo momento dell’anno eravamo in vacanza rispettivamente stavamo ricominciando gli allenamenti per prepararci al nuovo campionato. Ma adesso non è mica finita, c’è tanta voglia di battersi per creare qualcosa di ancor più speciale”.

Dal 1965 Losanna e più in generale il Canton Vaud non vincono il massimo alloro in una delle due discipline regine a livello collettivo, ovvero calcio e hockey. C’è una grande fame di vittoria, è quasi incredibile che un bacino così grande sia in astinenza da così tanto….
“Chiaramente, percepiamo e sentiamo un grande supporto alle spalle. Si è ritrovato l’ambiente della vecchia pista di Malley. Ci sono state delle belle stagioni nella lega cadetta, ma qui adesso è un’altra cosa, un’altra dimensione, si parla di una finale di National League, vogliamo decisamente raggiungere l’apice”.

Il vostro percorso non è stato facile, penso specialmente ai quarti quando eravate sotto per 3-2 contro il Davos. Cosa è stato decisivo in quel frangente delicato?
“La chiave è stata quella di continuare a sfoderare il nostro gioco. Le capacità le abbiamo, ne eravamo consci, anche se in ritardo e con le spalle al muro stavamo dominando le partite contro i grigionesi. Inoltre eravamo consapevoli che il cammino sarebbe stato lungo”.

E che ci dici della serie contro il Friborgo?
“A livello di gioco è stata più equilibrata, ma siamo rimasti calmi, a differenza degli altri anni abbiamo imparato a vincere”.

Ora vi attende il fortissimo ZSC, come si può sconfiggere?
“È una grande squadra, ma durante la stagione regolare i risultati delle quattro sfide sono sempre stati stretti. Anche nell’ultima partita abbiamo sì perso 3-1, ma loro hanno segnato le reti decisive solamente nel finale. Abbiamo delle chance, dobbiamo concentrarci su di noi, non pensare troppo all’avversario e usare il nostro gioco fisico”.

A livello personale hai perso posti nelle gerarchie, ricevi pochi minuti di ghiaccio in qualità di settimo difensore. Come vivi questo momento?
“Provo una specie di doppio sentimento. Da un lato la gioia per aver raggiunto la finale, dall’altro mi piacerebbe avere più spazio. Dopo aver patito due infortuni non sono riuscito a riconquistare il posto che avrei sperato, ma la squadra vince, quindi devo inserire il freno, accettarlo e farmi trovare pronto quando vengo schierato. D’altronde sono venuto a Losanna, mio club del cuore e di origine, per vincere. Siamo vicini a questo traguardo, il risultato di squadra è quello che conta e un’occasione del genere ti capita forse una sola volta nella vita”.

Comunque sia questa finale è appunto anche tua, credo che tuo papà Blagoje dall’alto sia molto fiero di te. È lui la prima persona a cui hai pensato al termine del match?
“Sì certo, ma anche alla mia mamma. Papà se n’è andato due anni fa, quindi pure per lei è un periodo difficile senza di lui. Hanno fatto tanti sacrifici per permettermi di diventare un giocatore professionista. Un pensiero è pure andato ovviamente a mio fratello”.

Certo che nel tuo piccolo te ne sei tolte di soddisfazioni. Hai raggiunto i playoff con l’Ambrì, una semifinale con il Rappi e ora la finale con il Losanna. Praticamente tutti traguardi storici per i club in questione…
“Non penso particolarmente a quanto fatto, ma “da leggere” è sicuramente bello, ne parlavo guarda caso con la mia fidanzata recentemente. Ho trascorso molti alti e bassi in tutti i club dove sono stato, ma alla fine però ho raggiunto belle cose. Specialmente le stagioni a Rapperswil hanno un posto nel mio cuore. Una semifinale insperata e in seguito pure un quarto posto in regular season. Momenti magnifici, quindi sì, sono contento”.

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