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Lugano

Il Lugano gioca col fuoco, ma è un’altra vittoria meritata

Quinta vittoria filata per i bianconeri, che frenano nel terzo tempo ma riescono a rimediare all’overtime. Ottima serata di Heed, infortunati Bertaggia e Traber

© Photobruscaluckyvideo

Il Lugano gioca col fuoco, ma è un’altra vittoria meritata

BERNA – LUGANO

3-4

(0-0, 0-2, 3-1; 0-1)

Reti: 25’53 Herburger (Lammer, Bertaggia) 0-1. 29’57 Fazzini (Heed, Arcobello) 0-2, 42’18 Jeffrey (Conacher, Olofsson) 1-2, 49’55 Praplan (Scherwey, Henauer) 2-2, 55’26 Olofsson 3-2, 57’08 Heed (Arcobello, Fazzini) 3-3, 62’05

Note: PostFinance Arena, porte chiuse. Arbitri Urban, Nikolic; Obwegeser, Progin
Penalità: Berna 3×2′, Lugano 2×2′

Assenti: Giovanni Morini, Julian Walker (infortunati), Elia Riva, Loic Vedova, Matteo Romanenghi (sovrannumero)

BERNA – Stavolta il Lugano ha dovuto ricorrere all’overtime per piegare il Berna, lasciando agli orsi un punticino dopo un terzo periodo disputato senza quella determinazione che aveva permesso ai bianconeri di farsi chiaramente preferire nelle prime due frazioni di gara. Ha giocato con il fuoco la squadra di Pelletier, rischiando di buttare alle ortiche un pomeriggio per gran parte molto positivo, ma alla fine una nuova rete di Bürgler – tre gol in due partite – ha consegnato agli ospiti una vittoria anche stavolta meritata.

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Ovviamente quel terzo tempo rimane un campanello d’allarme da non ignorare, e deve rendere consapevoli che questa partita poteva e doveva essere chiusa prima, soprattutto contro un avversario al quinto impegno (!) negli ultimi sette giorni. Ricorda però anche che nulla in questa strana stagione va dato per scontato o acquisito, ed infatti nemmeno la capacità del Lugano di rimettere in carreggiata sul 3-3 la sfida deve passare inosservata.

Questo Lugano ha insomma mostrato nuovamente carattere, e quando Fazzini e compagni riescono ad alzare i giri del proprio motore – domenica ci sono voluti cinque minuti prima di vedere gli ospiti mettere sotto gli orsi – sul ghiaccio arrivano belle combinazioni e grande determinazione nel puntare alla porta avversaria.

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Quest’ultimo elemento è ciò che ha impedito al Lugano di sbloccare il risultato già nella prima frazione, ben giocata ma orfana di un po’ di mordente dalle parti del bravo Wüthrich, che ha potuto svolgere il suo lavoro senza il necessario traffico di disturbo da parte dei bianconeri.

Per sbloccare il risultato ci è così voluta una bella combinazione di passaggi imbastita da Bertaggia e Lammer, con Herburger nel ruolo di rifinitore a porta praticamente sguarnita. A quel punto erano passati cinque minuti nel periodo centrale, ed è in quel frangente che il Lugano ha dato un giro di vite al proprio gioco ed ha messo all’angolo gli orsi, che difficilmente si sono fatti vedere dalle parti di Zurkirchen (buona prova la sua, ma con qualche sbavatura qua e là).

Alla prima occasione è così arrivato anche il raddoppio con il “solito tiro” di Fazzini, autore di una buona prova e seconda solamente a quella di Heed, che anche domenica è stato il migliore in pista dei bianconeri. Oltre al gol – un po’ fortunoso, ma importantissimo – il difensore svedese ha smistato un’infinità di dischi, si è mosso benissimo in copertura ed ha anche disinnescato un paio di chance avversarie molto pericolose, confermandosi il protagonista del weekend.

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Sul 2-0 la squadra di Pelletier si è però un po’ seduta. Inizialmente non in termini di gioco – alcune buone chance per la terza rete sono ancora arrivate – ma in termini di determinazione gli ospiti hanno abbassato di una tacca, non riuscendo a trovare quell’ulteriore gol che avrebbe verosimilmente ucciso la partita.

La pericolosa tendenza si è confermata nel terzo tempo, che il Lugano ha giocato senza Bertaggia e Traber, usciti infortunati nel corso del periodo centrale. Una bella azione personale di Conacher – poi rifinita su rebound da Jeffrey – ed una gran sassata di Praplan hanno cambiato le coordinate dell’incontro in un attimo, ed il tutto ha rischiato di prendere una brutta piega quando Suri ha regalato a Olofsson addirittura il 3-2 locale.

Come detto però il Lugano se l’è cavata con uno spavento, ed ha infine trovato il carattere per girare nuovamente la partita a suo favore. La quinta vittoria consecutiva è arrivata con una lezione, preziosa e da tenere a mente ora che le cose si faranno sempre più serie.


IL PROTAGONISTA

Tim Heed: Il suo gol è arrivato quando il disco scagliato da Arcobello è rimbalzato sul suo corpo e poi alle spalle di Wüthrich, ma stavolta lo svedese non è risultato il protagonista per meriti puramente offensivi. Certo, il difensore per impulsi è stato importante e sul suo conto sono da registrare anche cinque tiri, ma stavolta è stato in termini di copertura difensiva e successiva impostazione che si è distinto per 60 minuti.


HIGHLIGHTS

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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