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Ambrì Piotta

Il Lugano è compatto, l’Ambrì ci prova ma non è abbastanza

Anche il quinto derby va ai bianconeri, solidi in retrovia. Buona prova dei biancoblù, che hanno però mancato le chance nei momenti chiave

Il Lugano è compatto, l’Ambrì ci prova ma non è abbastanza

AMBRÌ – LUGANO

1-3

(0-0, 1-2, 0-1)

Reti: 25’38 Grassi (Novotny, Zwerger) 1-0, 27’53 Boedker (Lajunen, Fazzini) 1-1, 38’47 Arcobello (Bürgler, Boedker) 1-2, 59’03 Lajunen 1-3

Note: Valascia, porte chiuse. Arbitri Stricker, Stolc; Obwegeser, Fuchs
Penalità: Ambrì 6×2′, Lugano 5×2′

Assenti Ambrì: Matt D’AgostiniTommaso GoiElias BianchiJulius Nättinen (infortunati), Dario RohrbachViktor ÖstlundChristian Pinana (Rockets), Giacomo Dal PianJoël Neuenschwander (sovrannumero)

Assenti Lugano: Elia RivaGiovanni MoriniDavide FadaniDominic Lammer (infortunati), Loic VedovaMatteo Romanenghi (Rockets)

AMBRÌ – Il Lugano sa che con la fase decisiva della stagione oramai sempre più alle porte, solamente con grande compattezza si potrà orientare il proprio gioco sulla via di una certa solidità, ed è attraverso questo esercizio che la squadra di Pelletier ha battuto nuovamente l’Ambrì Piotta.

I leventinesi dal canto loro ci hanno provato, cercando di far leva sugli strumenti attualmente a disposizione giocando nel complesso una buona partita, e con un pizzico di precisione in più sotto porta avrebbero anche potuto strappare almeno un punto da questo quinto derby.

Ai biancoblù è però mancato nuovamente qualcosa per veder premiati i propri sforzi, mentre il Lugano è stato freddo e concentrato nel colpire nei momenti giusti della sfida, proteggendo poi in maniera organizzata la porta difesa da un ottimo Schlegel.

Il portiere bianconero si è issato a protagonista soprattutto nel finale su quel tiro dallo slot di Novotny, che si è visto sbarrare la strada proprio sul più bello, ed anche Müller negli ultimi minuti non è riuscito a trovare il modo di scardinare la porta avversaria.

L’unica rete leventinese è dunque rimasta quella firmata da Grassi, probabilmente il migliore dei suoi e capace di ottenere un importante gol “sporco” ad inizio periodo centrale. Offensivamente l’Ambrì ha però incontrato le sue difficoltà nel crearsi delle occasioni, ad immagine di una prima linea che nell’occasione non ha avuto un grande impatto, con Perlini e Flynn che hanno vissuto una serata poco ispirata, così come un Kneubuehler che ha segnato in negativo l’inizio di partita.

Il numero 11 ha infatti rimediato due penalità consecutive nei primi minuti, che hanno immediatamente permesso al Lugano di rendersi pericoloso (con anche un palo di Herburger) e di alzare immediatamente i giri del proprio motore. La prima decina di minuti è così stata controllata dai bianconeri, con l’Ambrì che ha resistito grazie ad un buon Conz ed ha poi dato maggior equilibrio alla sfida con il passare del tempo.

La miglior fase i leventinesi l’hanno vissuta nel periodo centrale, ed in questo senso è stato importante per il Lugano reagire immediatamente al vantaggio locale sfruttando un 5-contro-3, con Boedker abile nel trovare l’impatto con il puck a mezz’aria. Un po’ di frustrazione in casa Ambrì in quella fase c’è stata, perché la penalità fischiata a Müller – quella che ha costretto i suoi in tre uomini – era di fatto inesistente, visto che il bastone di Fazzini si è incastrato nella balaustra ed ha tratto in inganno gli arbitri.

La differenza l’ha poi fatta Arcobello, autore di una prova solo a tratti appariscente ma molto concreta, sfociata al 38’47 in una rete pesantissima che ha rotto gli equilibri della sfida sul piano del punteggio, ma che in termini di gioco non ha mai preso in maniera evidente la via di una delle contendenti.

Una volta passato in vantaggio il Lugano ha poi confermato di sapersi difendere con ordine – il pelo nell’uovo è rappresentato dal fare un ulteriore passo avanti in termini di disciplina – mentre l’Ambrì ha messo un punto esclamativo sulla sua volontà di lottare su ogni disco, ma non ha avuto sufficienti strumenti per trovare altre reti.

Le opportunità nel terzo tempo sono invero arrivate – specialmente quelle già citate di Novotny e Müller – ma è tutta la stagione che la porta bianconera non riserva molte soddisfazioni ai ragazzi di Cereda, che in cinque sfide sono riusciti a segnare solamente sei gol ai cugini. Nel finale è così stato Lajunen a mettere il sigillo sull’ultimo derby della storia – salvo difficili sorprese – alla Valascia, che permette al Lugano di fare un altro deciso passo verso i playoff, mentre complica il percorso dell’Ambrì verso l’obiettivo del decimo posto.

La squadra di Pelletier – che durante il match ha perso Haussener per una discata in testa – avrà ora una settimana di pausa prima di tornare in pista per la doppia sfida contro il Berna, ma nel frattempo può assimilare le indicazioni arrivate dalla Valascia, dove si è puntato soprattutto sul trovare una certa solidità e stabilità difensiva. Contro avversari più quotati il baricentro potrebbe doversi spostare un po’ più avanti per avere anche qualche opportunità in più, e questo sarà un equilibrio che andrà trovato da qui al termine della regular season.

L’Ambrì è invece tornato a fornire una buona prova dopo quella incolore di Ginevra, ma il sentimento resta agrodolce per non aver aggiunto punti alla propria classifica. Con sei partite ancora da disputare la squadra di Cereda dovrà però trovare le risorse per dare il massimo della concretezza ai propri sforzi, a partire dalla sfida di sabato a Rapperswil che rappresenta una tappa molto significativa.


IL PROTAGONISTA

Mark Arcobello: Autore della rete decisiva che ha fatto male ad un Ambrì che nel periodo centrale aveva saputo vivere una buona fase, il centro americano non è stato sempre appariscente, ma la sua capacità di dettare i ritmi e smistare il puck rimangono un’arma fondamentale per il Lugano. Agli ingaggi ha la meglio con oltre il 60% di efficacia (come il compagno Lajunen), e quando il disco è sul suo bastone gli spazi per i bianconeri si aprono in maniera importante. Nel terzo tempo colpisce anche un palo, che avrebbe potuto ipotecare la sfida in anticipo.


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HIGHLIGHTS

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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