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Lugano

Il Lugano convince ma i Lions passano nello scontro diretto

Prima prova del 2022 di alto livello per il Lugano, ma i bianconeri sbattono su un grande Kovar e vedono allontanarsi il sesto posto in classifica a favore dello ZSC

Il Lugano convince ma i Lions passano nello scontro diretto

LUGANO – ZSC LIONS

2-3

(0-1, 2-1, 0-1)

Reti: 19’04 Geering (Bodenmann, Roe) 0-1, 25’28 Arcobello (Carr, Loeffel) 1-1, 31’58 Josephs (Arcobello, Alatalo) 2-1, 35’35 Quenneville (Azevedo, Geering) 2-2, 47’24 Krüger (Geering, Quenneville) 2-3

Note: Corner Arena, 3’479 spettatori
Arbitri: Stricker, Hürlimann; Fuchs, Gnemmi
Penalità: Lugano 3×2′, ZSC Lions 7×2′

Assenti: Yannick Herren (infortunato), Samuel Guerra (a riposo), Leland Irving (sovrannumero)

LUGANO – La corsa al sesto posto si complica per il Lugano. Con la vittoria corsara degli ZSC Lions alla Cornèr Arena, tre punti pesantissimi in ottica della qualifica diretta ai playoff vanno alla squadra di Grönborg e allontanano un po’ di più il Lugano dal proprio obiettivo.

Tutto male quindi? No, assolutamente. Se la matematica (che, lo sappiamo, non è opinabile) va a sfavore dei ragazzi di McSorley, la prestazione messa in pista da questi ultimi va invece a rinfrancare tutti dopo la pausa forzata a causa della pandemia. C’era anche un po’ di timore dopo aver visto all’opera le altre squadre reduci dallo stop prolungato a causa di una logica mancanza di ritmo, ma pur giocando contro una formazione che nel 2022 aveva già disputato due incontri, il Lugano ha dimostrato di poter riprendere il discorso lasciato aperto prima di Natale.

E lo ha fatto mettendo in pista praticamente sin da subito una prestazione sorprendentemente brillante dal punto di vista fisico – seppure con alcuni giocatori alle prese ancora con i postumi da Covid – ma soprattutto esaltante per personalità e capacità di gioco contro la squadra zurighese.

Privo del solo Guerra in difesa, sostituito da Nodari, e di Herren, Chris McSorley ha logicamente confermato la formazione che gli aveva dato tante soddisfazioni nell’ultima parte del 2021, vedendo confermate le ottime impressioni del primo periodo con le due reti che hanno ribaltato l’iniziale vantaggio ospite da parte di Geering grazie ad un Arcobello in grande spolvero, il quale da prima ha finalizzato un’azione in velocità del blocco straniero e poi ha messo sulla paletta di Josephs il tipico cioccolatino che il canadese ha solo dovuto scartare per dare il secondo dispiacere a Jakub Kovar.

La squadra bianconera, pur subendo il pareggio in maniera un po’ rocambolesca e sfortunata con la deviazione di corpo da parte di Herburger su tiro di Quenneville, ha continuato comunque con il suo gioco e la sua filosofia, portando sempre costanti pericoli davanti al portiere ceco di nuovo a partire dal terzo periodo.

Bravissimo e anche fortunato il fratello del capitano dello Zugo, salvato dai ferri in più di un occasione e “graziato” anche dall’imprecisione di alcuni attaccanti, su tutti Daniel Carr, che per una sera ha sbagliato un paio di reti che normalmente avrebbe aggiunto al tabellino senza troppi problemi.

Il portiere ospite si è superato anche e soprattutto nel finale di gara, quando tra un powerplay e l’assalto finale senza portiere da parte dei padroni di casa ha chiuso la saracinesca, permettendo ai suoi di mettere altro importantissimo fieno in cascina dopo aver ritrovato il vantaggio con il decisivo 2-3 ad opera di Krüger in un periodo conclusivo a lungo gestito dai bianconeri.

Aldilà di un paio di errori, nemmeno gravissimi, ma pagati sul cinismo di Malgin e compagni, e per qualche occasione da rete mancata, il Lugano ha davvero poco da rimproverarsi in una partita del genere, giocata ad alti livelli e con grande continuità, impressionando per la capacità di creare occasioni da rete a scadenze regolari e per l’intensità dell’ingaggio fisico.

Manca ancora quella malizia che proprio ai Lions è servita per vincere questo incontro, ma la cosa fondamentale è che il Lugano ha confermato tutto quanto di buono aveva messo sul ghiaccio dalla fine di novembre fino alla pausa forzata, e questo è il segnale migliore che la squadra poteva mandare.

E anche se il sesto posto si allontana un po’, quell’obiettivo non deve diventare un’ossessione pericolosa, perché l’importante per Arcobello e compagni sarà arrivare al postseason nella miglior forma possibile, che siano playoff o preplayoff. E la strada imboccata dai bianconeri per questo obiettivo è sicuramente di nuovo quella giusta.


IL PROTAGONISTA

Jakub Kovar: Il portiere ceco si è reso assoluto protagonista della sfida – alla pari dell’indemoniato compagno di squadra Denis Malgin – risultando decisivo per la fondamentale vittoria dei Lions alla Cornèr Arena. Soprattutto nel terzo tempo e nell’infuocato finale il 33enne si è dimostrato intrattabile per gli attaccanti bianconeri, con un paio di interventi su Carr e Fazzini valsi quasi come delle reti.


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