
L’inizio della stagione 2026/27 di NLA si sta avvicinando a grandi passi, ed anche quest’anno HSHS vi darà una completa panoramica di tutte le squadre che compongono il massimo campionato svizzero.
Giorno dopo giorno troverete sulle nostre pagine commenti e analisi dei vari club, a cui abbiamo aggiunto un nostro pronostico di posizione in classifica al termine della regular season.
DAVOS

La rosa 2026/27
PORTIERI
Sandro Aeschlimann, Luca Hollenstein, Laurin Solèr
DIFENSORI
Frédéric Allard (🇨🇦), Calle Andersson, Dominik Egli, Lukas Frick, Nico Gross, Sven Jung, Tim Minder, Guus Van der Kaaij
ATTACCANTI
Rasmus Asplund (🇸🇪), Enzo Corvi, Yannick Frehner, Ken Jäger, Tino Kessler, Brendan Lemieux (🇨🇦), Joakim Nordström (🇸🇪), Valentin Nussbaumer, Julian Parrée, Simon Ryfors (🇸🇪), Harrison Schreiber, Lars Steiner, Adam Tambellini (🇨🇦), Beni Waidacher, Filip Zadina (🇨🇿)

Per prima cosa tra i gialloblù andrà metabolizzata la sconfitta in finale patita dal Friborgo che ha “violato” il tempio dei Grigioni, trasformando la delusione in voglia di rivincita. Ma se già questo passo non è sempre dei più facili, il secondo è persino peggiore, dovendo rinunciare a quell’alieno che di nome fa Matej Stransky, vero e proprio trascinatore della squadra di Josh Holden per una lunga parte di regular season.
Il ceco si era rivelato ancora una volta una vera macchina da gol, capace di risolvere anche partite destinate alla sconfitta per il Davos, anche se poi nei playoff non ha saputo mantenere lo stesso standard, soprattutto in una finale in cui è mancato il suo apporto devastante.
Sostituire Stransky è comunque un’impresa impossibile, e nonostante i movimenti di mercato non siano mancati nell’ufficio di Jan Alston, è ovvio prevedere che quella grigionese rimane una squadra di alta classifica con ambizioni giustificate, ma che probabilmente non sarà più lo schiacciasassi visto all’opera per le 52 partite di regular season.
Al momento infatti il sostituto di Stransky non è ancora stato individuato – sempre che Alston non voglia partire con i sei stranieri a disposizione oggi – e le diverse partenze tra gli svizzeri rischiano pure di avere il loro peso importante, soprattutto alla luce degli abbandoni di Michael Fora, Simon Knak, Chris Egli e del giovane talento Rico Gredig.

Le loro partenze saranno compensate da Dominik Egli, Ken Jäger e Lars Steiner, oltre che da Harrison Schreiber, ma salta all’occhio come – nonostante alcuni sostituiti siano di qualità e nel giro della Nazionale – chi lascia ha fatto parte del nucleo della squadra degli ultimi anni con importanza fondamentale nel proprio ruolo.
Parlando del Davos attuale, ossia ancora senza sostituto diretto di Stransky, Holden dovrà fare i conti con un attacco dalla resa forse minore in termini di reti per tiro, data l’efficacia mostruosa che il ceco è riuscito a mostrare sia a cinque contro cinque che in powerplay, dove può scatenare il suo tiro al volo conosciutissimo ma comunque quasi impossibile da fermare.
Ovviamente non tutto girava intorno al ceco, con Zadina, Ryfors, Tambellini, Asplund e Lemieux il contingente di attaccanti stranieri è di grandissima qualità, ma perde un po’ dell’imprevedibilità e capacità di spaccare le partite in qualsiasi momento, e la caratteristica di tenere occupata una linea intera solo per mettere pressione ai primi blocchi da parte degli avversari e tanto in questo senso dovrà stare sulle spalle di Zadina.
Il talento ceco è capace del meglio come del peggio – vedasi alcune sue reazioni e falli inutili soprattutto sotto pressione o passaggi a vuoto di più partite – ma se inquadrato alla perfezione e con un ruolo da vero leader addosso potrebbe diventare ancora più forte di quanto non sia oggi.
ARRIVI
Ken Jäger (F, Losanna)
Dominik Egli (D, Frölunda)
Lars Steiner (F, Rouyn-Noranda Huskies)
Guus Van der Kaaij (D, Rouyn-Noranda Huskies)
Frederic Allard (D, Lulea)
Harrison Schreiber (F, ZSC Lions)
PARTENZE
Davyd Barandun (D, Berna)
Michael Fora (D, Losanna)
Simon Knak (F, ZSC Lions)
Rico Gredig (F, Zugo)
Klas Dahlbeck (D, Malmö Redhawks)
Chris Egli (F, Zugo)
Enzo Guebey (D, Lugano)
Roope Taponen (G, Porin Ässät)
Matej Stransky (F, Dynamo Pardubice)
STRANIERI
Frederic Allard (D, )
Joakim Nordström (F, )
Simon Ryfors (F, )
Adam Tambellini (F, )
Filip Zadina (F, )
Brendan Lemieux (F, )
Rasmus Asplund (F, )

Tra i nuovi arrivi svizzeri Jäger è sicuramente un buon sostituto di Knak ma viene da una stagione deludente, mentre il neo zurighese proprio nell’anno della firma con i Lions ha mostrato un grande salto di qualità sia in maglia gialloblù che in Nazionale, dove ha ben figurato sia ai Mondiali casalinghi che ai Giochi Olimpici milanesi, facendo intravvedere finalmente quella maturità attesa da anni.
Lars Steiner è un bel prospetto, fisico e duro nel suo gioco, probabilmente un “upgrade” rispetto a un Gredig che finora si è fatto un po’ aspettare, mentre non è da sottovalutare la partenza di Chris Egli, un giocatore che si è sempre fatto valere sia nel bottom six che come jolly per le linee più offensive, un giocatore che aveva la filosofia davosiana nel sangue e che verrà sostituito da Harrison Schreiber.
In generale il reparto offensivo del Davos rimane equilibrato e dotato di fantasia – con Corvi apparentemente recuperato del tutto – solido anche nelle linee di contenimento e con delle situazioni speciali collaudate a memoria, ma di nuovo senza più quell’apporto “fuori quota” che solo un campione come il ceco era in grado di garantire e che più volte ha forse aumentato la media di efficacia dei grigionesi nascondendo statistiche meno favorevoli.

Il discorso sulla difesa rimane comunque abbastanza complesso, le partenze di Michael Fora (soprattutto) e di Davyd Barandun tolgono esperienza, solidità e muscoli a un reparto già orfano di un all rounder eccellente e spesso sottovalutato come Klas Dahlbeck.
Il ritorno di Dominik Egli è sicuramente un ottimo colpo, ma si tratta di un giocatore offensivo e non in grado di garantire la copertura difensiva profonda che i tre partenti potevano proporre. Lo stesso lo si potrebbe dire di Frederic Allard, difensore canadese votato soprattutto all’offensiva che però in Svezia potrebbe aver sviluppato un senso più completo del gioco, ma l’impressione che il reparto difensivo di Josh Holden si sia improvvisamente sbilanciato all’offensiva rimane e le partenze di Fora e Dahlbeck non sono state colmate per quanto riguarda solidità, fisico e primo passaggio. Sarà da valutare anche l’ingaggio del giovane svizzero-olandese Guus Van Der Kaaij, 19enne nel giro delle nazionali giovanili in arrivo dalla QMJHL.
Certezze assolute invece sui portieri, la coppia formata da Sandro Aeschlimann e Luca Hollenstein rimane una delle più performanti e regolari del campionato e non può essere fonte di alcuna preoccupazione visti i numeri generali e le prestazioni di Aeschlimann nei playoff, dove ha finalmente dimostrato di valere quanto i più forti della National League anche nel postseason.
Quanto discusso sopra ovviamente non ci lascia un Davos fortemente indebolito. Per rosa, filosofia e fame (soprattutto alla luce della finale persa in casa) i grigionesi rimangono una squadra di alta classifica e una giustificata pretendente al titolo.
Però ci saranno dei cambiamenti da digerire, dalla partenza di Stransky a quelle di Fora e Dahlbeck, con i sostituti chiamati a dei ruoli non facili da prendere in mano, e un reparto difensivo ricostruito per un terzo abbondante. Il gruppo di Josh Holden riparte con diversi punti percentuali a favore nel pronostico, ma i cambiamenti nella rosa potrebbero fare rientrare nei ranghi una squadra che la scorsa stagione aveva “ucciso” la regular season praticamente già prima di Natale per poi vivere di rendita. Stavolta la lotta per le prime posizioni potrebbe farsi un po’ più difficile e combattuta.
MIGLIOR INNESTO

Frédéric Allard: Il difensore canadese arriva con un palmares da vincente dalla Svezia, dove si è ritagliato un ruolo di all rounder più equilibrato rispetto agli inizi di carriera. Le sue capacità offensive però rimangono e sarà un’alternativa diversa rispetto a un Klas Dahlbeck maggiormente composto, soprattutto per la costruzione del gioco e il ruolo in powerplay.
ADDIO DOLOROSO

Matej Stransky: Sostituire un fenomeno del genere è praticamente impossibile, il ceco ha trascinato per stagioni i girgionesi a suon di reti e l’ultima regular season è stata a dir poco straordinaria. Per il momento Holden dovrà compensare con gli stranieri già sotto contratto, ma mancherà la capacità del 32enne di spaccare le partite in qualsiasi momento e di rendere il powerplay un’arma micidiale.
FATTORE X

L’assestamento: La partenza di Stransky e i cambiamenti in difesa impongono al Davos la capacità di trasformarsi in fretta per mantenere un rendimento da prime della classe e in vista del postseason. La qualità generale rimane molto alta ma andrà accettato che probabilmente non sarà più la squadra che ha polverizzato la scorsa regular season.
La classifica di HSHS
1. _________
2.
GINEVRA
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4.
DAVOS
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6. _________
7. _________
8. _________
9.
RAPPERSWIL
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11. __________
12. __________
13. __________
14.
AJOIE

