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Lugano

I nuovi volti della NLA 2022/23: il bianconero Brett Connolly

Sesta scelta nel 2010 e poi capace di imporsi in NHL nel suo periodo ai Capitals, il canadese arriverà a Lugano con un profilo da scorer che sa metterci il fisico

USA Today

I nuovi volti della NLA 2022/23: il bianconero Brett Connolly

BRETT CONNOLLY


Età: 30
Posizione: RW
Altezza: 191 cm
Peso: 90 kg
Shoots: right

Provenienza: Chicago Blackhawks (NHL)
Draft: 2010, round 1, sesta scelta, Tampa Bay Lightning
Contratto: un anno
Nazionalità: 🇨🇦

Un gran fisico e una mira da cecchino

A pochi giorni dall’inizio della nuova stagione il Lugano ha dovuto correre ai ripari. L’incertezza attorno alla situazione di Daniel Carr – fermato dal long Covid – ha portato il club bianconero ad ingaggiare un ulteriore straniero per poter partire con una squadra al completo, ed ha trovato il profilo ideale nel canadese Brett Connolly.

Il 30enne – che ha alle spalle quasi 600 partite NHL ed una Stanley Cup vinta con Washington – sul ghiaccio è una presenza fisica importante, ma la caratteristica che lo ha reso un attaccante di rilievo in Nordamerica è il fiuto naturale per il gol. “Da lui ci aspettiamo che butti dentro il disco”, ci aveva spiegato Hnat Domenichelli dopo l’annuncio della sua firma, e questo è sicuramente ciò che ci si attende da un giocatore che tra il 2016 ed il 2020 ha firmato 79 gol in NHL praticamente tutti a 5-contro-5 (10 le reti in superiorità).

Ci sono infatti state stagioni – quelle passate con i Capitals – in cui Connolly era tra i migliori giocatori della lega in termini di percentuali al tiro, e questo è ancora più rilevante considerando il fatto di aver rivestito prevalentemente ruoli da terza linea. Sull’arco di 11 stagioni NHL può infatti vantare un ottimo 13.8%, con il picco del 18% toccato nei tre anni a Washington.

Dal 2016 al 2019 Connolly era infatti il secondo miglior giocatore dei Capitals per reti segnate sull’arco di 60 minuti di gioco, con i suoi numeri che erano inferiori solamente a quelli fatti registrare da Ovechkin. In generale il suo gioco è inoltre quello tipico che piace molto agli allenatori, con la volontà di andare nelle zone dove fa male per sfruttare al massimo le occasioni. Difensivamente ha inoltre portato grande solidità, con un +27 ottenuto nei tre anni con i Caps.

L’altro lato della medaglia è rappresentato dalle annate più recenti. Dopo la sua partenza dalla capitale statunitense Connolly è andato calando, giocando una buona stagione in Florida nel 2019/20 (33 punti e 19 gol in 69 partite) ma poi trovando poca costanza negli ultimi due anni.

Lugano potrebbe dunque rappresentare per lui il contesto giusto per essere il protagonista in una lega di livello superiore all’AHL, e se dovesse ritrovare quella mira da cecchino dei suoi anni migliori per i bianconeri rappresenterà un terminale offensivo irrinunciabile.

Impatto immediato e un infortunio

Brett Connolly non ci ha messo molto ad entrare nel radar degli scout, e lo ha fatto dalla porta principale sin dal suo debutto in WHL. Nella prima stagione ha ottenuto 60 punti (30 gol) in 65 partite con i Prince George Cougars, diventando così il primo 16enne ad ottenere quei numeri dai tempi di Patrick Marleau (stagione 1995/96). Questo gli è valso anche il premio di rookie dell’anno.

Segue purtroppo una stagione sfortunata in cui può giocare solamente 16 partite a causa di problemi all’anca, ma questo non scoraggia i Tampa Bay Lightning che nel 2010 lo scelgono al primo turno come sesta scelta assoluta, subito dietro Nino Niederreiter.

Dopo la selezione passa un altro anno in WHL, vissuto da capitano dei Cougars ed in cui continua a crescere ispirandosi a Rick Nash, giocatore di cui ammira le gesta. Nella lega giovanile ottiene 73 punti (46 gol) in 59 partite e dimostra di aver recuperato perfettamente dal precedente infortunio.

Nell’estate 2011 si presenta al camp dei Tampa Bay Lightning in grande forma e con una massa muscolare decisamente aumentata, e si conquista così un posto in squadra approfittando di un infortunio a Dominic Moore. Nella sua prima stagione gioca 68 partite ottenendo 15 punti, e le sue prestazioni sono sufficientemente buone per convincere i Bolts a bruciare il suo primo anno entry level schierandolo per tutta la stagione.

Nei successivi due anni però la competitività aumenta e Connolly si ritrova praticamente fisso in AHL (120 punti in 137 match), e nel marzo 2015 viene scambiato ai Boston Bruins. La vera svolta avverrà però più tardi, quando nel 2016 si trasferirà ai Washington Capitals.

L’intuito di Brian MacLellan

Dopo la scelta al primo turno la carriera in NHL di Connolly è stata sino al 2016 una delusione, ma le cose erano destinate a cambiare. I Washington Capitals del GM Brian MacLellan credono infatti ancora nel suo potenziale: “Ha un gran fisico, pattina bene ed unisce il tutto a delle buone mani. Semplicemente non è ancora riuscito a sfruttare le sue doti con costanza, e credo che abbia fatto il debutto in NHL in età troppo giovane, quando il suo gioco non era ancora maturo”.

L’intuizione si rivela corretta ed il canadese sviluppa il suo gioco imponendosi come un membro fisso della top-nine della squadra, mostrando una crescita praticamente continua. Certo, inizialmente deve condividere la tribuna con Taylor Chorney e fare a sportellate nella concorrenza interna con Daniel Winnik, ma alla fine i frutti del suo lavoro arrivano in maniera importante.

Nelle sue prime due stagioni ottiene un buon bottino di 15 gol, ed al termine dell’annata 2017/18 gioca un ruolo importante nella cavalcata sino alla Stanley Cup, giocando tutte le 24 partite di playoff con una media di 12 minuti di ghiaccio e facendo poi notizia per aver rifiutato la visita al presidente Donald Trump alla Casa Bianca.

A livello personale la stagione successiva è però quella migliore, e grazie a 46 punti (22 gol) in 81 partite ottiene da UFA un contratto di quattro stagioni da 14 milioni di dollari con i Florida Panthers.

Il momento in cui sul ghiaccio deve ribadire le sue qualità coincide però con le difficoltà della pandemia, ed alla fine i Cats finiscono per girare l’attaccante ai Chicago Blackhawks in uno scambio che coinvolge cinque giocatori tra cui Lucas Wallmark. Anche nell’Illinois il contesto non è però tra i più semplici, con un club che deve intraprendere un rebuild e che lo scorso 11 luglio ha scelto di optare per il buyout che ha permesso l’arrivo di Connolly a Lugano.

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