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I nuovi volti della NLA 2021/22: lo svedese Niklas Hansson

Lo Zugo ha scelto un elemento che Tangnes conosce bene. Hansson ha avuto uno sviluppo lento, ma ora è un giocatore completo in tutte le zone della pista

© Rögle BK

I nuovi volti della NLA 2021/22: lo svedese Niklas Hansson

NIKLAS HANSSON


Età: 26
Posizione: D
Altezza: 183 cm
Peso: 82 kg
Tiro: right

Provenienza: Rögle BK (SHL)
Draft: 2013, round 3, 68esima scelta, Dallas Stars
Contratto: Due anni
Nazionalità: 🇸🇪

© The Sin Bin

Talento timido

Niklas Hansson è un difensore dotato di una grandissima visione di gioco, capacità di portare il disco a testa alta e pure di fare male con un tiro potente e preciso. Tutto questo però a volte è limitato da un’eccessiva prudenza nelle sue giocate, portata forse da una iniziale mancanza nel gioco difensivo e legata a una tendenza a commettere errori in zone pericolose della pista proprio con il disco sul bastone.

Ad inizio carriera le qualità tecniche di Hansson ne avevano fatto un prospect con un potenziale da terzo-quarto difensore in NHL, ma proprio quella propensione agli errori da distrazione e un pattinaggio ancora acerbo ne hanno frenato lo sviluppo. Con gli anni lo svedese ha colmato diverse sue lacune, ma la tardiva velocità di sviluppo gli ha impedito di imporsi in Nord America come molti prospettavano.

© The Sin Bin

La gavetta vicino casa

Nato a Jonstorp, villaggio di nemmeno duemila anime a pochi chilometri dallo stretto che divide Svezia e Danimarca, Niklas Hansson è passato dalle giovanili della sua città a quelle del Rögle a Angelholm, vicino a casa sua nel 2010.

Fatto il resto della trafila con i biancoverdi, debutta in Eliteserien a 18 anni nel 2013 lanciato proprio dal coach che lo ha voluto allo Zugo, Dan Tangnes, salvo poi dover vedere la squadra retrocessa in Allsvenskan al termine della stagione e con il coach norvegese sollevato dall’incarico poche partite dopo averlo portato in prima squadra.

Hansson rimane al Rögle per altre due stagioni giocando da titolare nella serie cadetta con un ottimo bottino di 48 punti, anche se nelle nazionali giovanili non trova molto spazio, venendo convocato solo per i campi di allenamento.

© HD.se | Petter Arvidson

Promesse non tutte mantenute

Draftato da Dallas al terzo turno nel 2013, riceve il primo contratto con la franchigia texana nel 2016, legandosi agli Stars per tre anni. Inizialmente la squadra NHL intende lasciarlo in prestito in Svezia e Hansson rimane in SHL con l’HV71, club con cui aveva firmato un anno prima.

Con i gialloblù il difensore impressiona la prima stagione sul piano individuale, e anche se nella successiva i numeri non sono di primo piano riesce comunque a laurearsi campione di Svezia, nonostante debba saltare praticamente tutti i playoff per un infortunio.

Dopo aver assaggiato il ghiaccio nordamericano con una manciata di partite per i Texas Stars nel 2016, Hansson raggiunge definitivamente gli USA nella stagione 2017/18 e per due stagioni è parte sempre della squadra di AHL, senza mai debuttare in NHL.

L’esperienza nordamericana non ha il successo sperato, ma Hansson riesce comunque a progredire su diversi aspetti, anche se non è mai riuscito a diventare quel giocatore di primo piano che gli anni in gioventù sembravano promettere.

Ritrovarsi alla Bossard

Terminata l’avventura oltre oceano, il difensore torna in patria per vestire di nuovo la maglia del Rögle, nel frattempo tornato in SHL, e con i biancoverdi mostra ancora buone cose sul piano offensivo ma soprattutto si conferma come un giocatore più completo e maturo dopo l’esperienza in Texas.

Pronto per prendere in mano la difesa di una squadra estremamente ambiziosa come lo Zugo dove raggiungerà chi lo ha fortemente voluto di nuovo, coach Dan Tangnes.

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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