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Granlund: “È importante avere sempre grandi ambizioni, a Lugano voglio vincere il titolo”

Il finlandese è un colpo di mercato: “Sono in una fase della carriera in cui posso avere un mix di forza fisica ed esperienza. So quali sono le aspettative del Lugano e di cosa sono capace, ci siamo trovati nel momento giusto”

LUGANO – Con un grande colpo di mercato il Lugano ha completato il suo pacchetto stranieri ingaggiando il finlandese Markus Granlund, attaccante capace di confezionare 99 punti in 100 partite KHL nelle ultime due stagioni e che promette di essere tra i protagonisti della lega.

“La mia decisione di raggiungere Lugano è nata per i più classici dei motivi”, ci ha spiegato Granlund al telefono. “So di rispondere in maniera un po’ banale, ma ho sentito solamente cose positive in merito al club e alla città, e credo che la lega svizzera sia la destinazione ideale per il mio gioco. Il livello in National League è molto alto, e la prospettiva di competere in un contesto del genere è un’opportunità che mi ha subito attratto”.

Markus Granlund, si temeva tu potessi optare per un ritorno in NHL…
“Era una delle opzioni per il mio futuro, ma non mi è arrivata alcuna offerta concreta. L’interesse da parte del Lugano mi ha però convinto a prendere una decisione già in questo periodo, non volevo aspettare troppo prima di sapere dove avrei giocato la prossima stagione dunque non c’era un vero motivo per attendere oltre”.

Hai deciso di lasciare Ufa dopo gli avvenimenti in Ucraina…
“Ciò che sta avvenendo è davvero orribile, e non volevo avere nulla a che fare con tutto ciò. Dal mio punto di vista non c’era nulla su cui riflettere, in Russia non sarei sicuramente rimasto. Ho voltato pagina, e colto l’opportunità di giocare in Svizzera”.

Hai sicuramente discusso con Domenichelli e McSorley sulla visione che hanno del Lugano e del ruolo che prevedono per te…
“Sì, ho avuto delle buone discussioni con entrambi. So quali sono le aspettative del Lugano nei miei confronti, e naturalmente so di cosa sono capace, dunque credo che ci siamo trovati proprio nel momento giusto. In Svizzera arrivo con l’intenzione di vincere partite ed arrivare al titolo, questo è il mio obiettivo… È importante avere sempre delle alte ambizioni, è questo il motivo per cui gioco ancora a hockey. In bianconero arrivo per godermi ancora il piacere di scendere in pista”.

Arrivi a Lugano a 29 anni, solitamente questa è la fase migliore in carriera… Che giocatore sei oggi in confronto alle tue migliori stagioni in NHL?
“Sicuramente ora sono un giocatore con più esperienza, ed ogni anno che passa ho ancora la sensazione di migliorare. Fisicamente mi sento ottimamente – sono sano e pieno di energia – e come hai giustamente detto sono in una fase della carriera in cui posso avere un mix di forza fisica ed esperienza. Sono eccitato all’idea di mettere tutto questo sul ghiaccio in Svizzera”.

Hai inoltre alle spalle due anni in KHL, in cui ti sei abituato nuovamente all’hockey europeo…
“Sì, è un aspetto di cui non devo più preoccuparmi. Mi sono nuovamente abituato alle piste ed allo stile europeo, anche se complessivamente non ho cambiato molto nel mio gioco da quando ero in NHL. Certo, ci sono delle piccole cose che vanno adattate, ma l’hockey si basa ovunque sugli stessi principi”.

Puoi giocare sia centro che ala, in quale ruolo sei più efficace?
“In tutta sincerità non mi importa. Mi piace giocare in entrambi i ruoli, dunque vedremo che ruolo mi affiderà McSorley. Negli ultimi due anni ho giocato principalmente all’ala, mentre nelle stagioni precedenti ero al centro, dunque posso adattarmi alle esigenze del lineup”.

In Svizzera troverai tanti connazionali, due di loro proprio a Lugano…
“Sì, ho visto che ci sono tanti finlandesi nella lega, ed in particolare Koskinen e Kaski li conosco molto bene, siamo amici. Sicuramente ci troveremo bene in squadra, ed ho discusso con entrambi prima di accordarmi con il Lugano. Ho inoltre contattato Ville Peltonen, mi ha raccontato dei bellissimi anni che ha passato nel club, con i fans e la città che lo hanno sempre fatto sentire a casa”.

L’hockey finlandese d’altronde è stato protagonista delle ultime stagioni. Tra Mondiali e Olimpiadi – con l’oro che hai contribuito a conquistare a Pechino – è un periodo eccezionale…
“Gli ultimi anni sono stati effettivamente di ottimo livello per l’hockey finlandese. Ci sono tantissime persone che lavorano duramente al servizio del nostro sport in tutto il paese, ed i risultati stanno arrivando sempre di più. L’obiettivo è naturalmente quello di crescere ancora. Nell’ultima stagione è arrivato il successo al Mondiale in casa e prima ancora la vittoria alle Olimpiadi, e quest’ultimo successo è stato per me davvero speciale. Portare a casa l’oro olimpico è qualcosa di unico, capisci subito che si tratta di un’esperienza che si vive solo una volta nella vita. Purtroppo un piccolo infortunio mi aveva impedito di andare al Mondiale, ma certamente la Finlandia in questi anni è stata la protagonista”.

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