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Interviste

Diaz: “Tutti avevamo un sogno e speravamo di ottenere di più, perdere così fa malissimo”

Il difensore dopo l’eliminazione: “Sapevamo di poter lottare per una medaglia, ma subire il pareggio a così poco dalla fine è stata una pillola amara da ingoiare. Abbiamo concesso poco, ma siamo costretti a fare le valigie”

RIGA – Quando all’improvviso ci si ritrova eliminati da un torneo è spesso difficile trovare le parole, ma il veterano Raphael Diaz si è presentato alla stampa in maniera molto lucida dopo la bruciante eliminazione contro la Germania nei quarti di finale.

“Subire il pareggio a così poco dal termine è stata una pillola amara da ingoiare. Ovviamente sapevamo che la Germania avrebbe spinto nel terzo tempo, ma penso che difensivamente abbiamo giocato piuttosto bene, tenendoli all’esterno e concedendo loro poche opportunità”, ha commentato via Zoom il futuro giocatore del Friborgo.

“Alla fine hanno avuto un rimbalzo favorevole ed è un episodio difficile da accettare, poi siamo andati all’overtime e lì non è successo molto. Ai rigori invece loro hanno trovato il gol decisivo e noi siamo costretti a fare le valigie”.

Si è così interrotta un’avventura che si sperava potesse portarvi ad una medaglia…
“Guardando alla fase di qualificazione abbiamo proposto un buon hockey e soprattutto mostrato una certa filosofia di squadra. È stato divertente essere parte di questo gruppo ed anche contro le avversarie più forti abbiamo proposto un buon gioco, chiudendo con un secondo posto che rappresenta un risultato positivo per la Svizzera. In questo momento prevale però il sentimento negativo di essere stati eliminati… Tutti avevamo un sogno e speravamo di ottenere di più, ma non è successo”.

La Svizzera insomma ha grande potenziale, ma è mancato qualcosa…
“Sapevamo di poter lottare per una medaglia, anche se la concorrenza è agguerrita e sempre più nazioni hanno un trend positivo e migliorano anno dopo anno. Contro la Germania sapevamo che gli avversari avrebbero impostato la sfida sulla loro solidità difensiva, chiudendo le zone centrali della pista, e la partita si è trasformata in un gioco di pazienza. Alla fine abbiamo perso, e fa male”.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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