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Ambrì Piotta

Cereda: “La fortuna non è stata dalla nostra parte, ma sta a noi andarla a cercare”

Il coach dopo la sconfitta di Zurigo: “Torniamo a mani vuote, ma con la consapevolezza che se giocheremo ancora così saranno di più le partite che vinceremo rispetto a quelle che perderemo”

ZURIGO – “È stata una buona partita, i ragazzi meritavano di più”, ha commentato coach Luca Cereda al termine della sfida che ha visto il suo Ambrì Piotta battuto 4-2 in casa degli ZSC Lions. “Torniamo a mani vuote, ma con la consapevolezza che se giocheremo ancora così saranno di più le partite che vinceremo rispetto a quelle che perderemo”.

Contro un avversario così talentuoso, ti ritrovi all’improvviso sotto nel punteggio malgrado la mole di gioco. Loro segnano un po’ dal nulla…
“Al di là del talento avversario, il tiro che ha portato alla loro prima rete è stato un po’ della domenica, c’era davvero poco spazio. La fortuna non è stata tutta dalla nostra parte, sta a noi andarla a cercare, ed è nostra intenzione farlo ripartendo immediatamente da lunedì con il duro lavoro”.

Nel terzo tempo sono venute un po’ a mancare le forze, dato che loro avevano riposato la sera prima?
“Direi di no, Il quarto gol ci ha un po’ tagliato le ali dell’entusiasmo, ma non ho percepito una grande stanchezza o mancanza di lucidità”.

Come mai hai chiamato il timeout a 9’’ dalla fine, volevi provare uno schema?
“Volevo segnare un altro gol e dare al gruppo una chance sino alla fine, i ragazzi se lo meritavano. Una rete non avrebbe cambiato l’esito della partita, ma sarebbe stata una piccola ricompensa, anche se magari solo individuale e sarebbe appunto stata meritata. È stato giusto chiamarlo”.

Un giudizio sulla prestazione di Shore?
“Ha disputato una partita solida, non mi ricordo errori da parte sua, e ha avuto ottime statistiche agli ingaggi (60% vinti ndr). Non giocava da un po’, non è mai semplice tornare in azione”.

Su che base scegli chi schierare in qualità di straniero, quali sono i criteri? L’avversario, il fatto di giocare in casa o in trasferta ad esempio giocano un ruolo?
“L’ultimo aspetto direi di no, è più che altro una questione di energia. Dipende da quante partite si giocano e in che lasso di tempo, bisogna distribuire un po’ il carico del lavoro a seconda degli impegni. Questo è il criterio un po’ più preponderante”.

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