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Ambrì Piotta

Cereda: “Ad un certo punto abbiamo perso umiltà, ma siamo stati bravi a soffrire”

Il coach sul successo di Friborgo: “Per noi è un bell’insegnamento. Pensiamo di avere fatto un passo avanti come squadra, ma la nostra identità, la nostra forza, rimane la stessa. Conz? Era pronto e noi crediamo in lui”

FRIBORGO – Iniziare con una vittoria in trasferta è sempre piacevole, Luca Cereda è sicuramente soddisfatto, ma non si lascia andare a facili entusiasmi.

“Abbiamo giocato bene nel primo tempo, nel secondo a causa delle penalità abbiamo perso un po’ il momentum, il Friborgo è cresciuto molto, mentre nel terzo periodo c’era più equilibrio. La partita poteva pendere da una parte o dall’altra”, ha commentato il coach leventinese.

“I ragazzi sono stati bravi a soffrire, Conz ha fornito una grandissima partita. Per noi è un bell’insegnamento. Pensiamo di avere fatto un passo avanti come squadra, ma la nostra identità, la nostra forza, rimane la stessa. Se l’avversario lavora più di noi e se non portiamo sul ghiaccio la nostra forza siamo in grande difficoltà, dobbiamo dunque riuscire a farlo con più costanza”.

Ti sei arrabbiato con McMillan a causa della sua penalità di partita?
“Ho visto la scena solo sullo schermo gigante, non mi pareva così cattiva, ma un po’ la testa dell’avversario l’ha colpita, quindi la sanzione è giusta. Non mi è sembrato però che sia entrato con l’intenzione di far male. Chiaro fino a lì percepivo che avevamo la partita sotto controllo, poi l’abbiamo un po’ persa e loro si sono caricati. Non siamo stati capaci di fare uno step di umiltà, ritrovare le basi, abbiamo perso troppi dischi”.

Stranamente il timeout non lo hai chiamato in quel periodo, bensì nel terzo dove non sembravate in apnea, come mai?
“Anche nel secondo ci avevo pensato. Ho deciso di chiamarlo nel terzo perché pure in quella circostanza, dopo un buon inizio di periodo, ho avvertito nuovamente due o tre minuti di poca umiltà, si perdevano dischi perché si cercavano invenzioni senza senso. Ho dunque detto alla squadra di calmarsi e di non rifare lo stesso errore del tempo centrale. Dopo il timeout è andata meglio e mi è piaciuto il finale: negli ultimi 4-5 minuti abbiamo giocato all’attacco, non ho percepito un gruppo che si accontentava del punto, voleva la vittoria”.

(PostFinance/KEYSTONE/Anthony Anex)

Un giudizio sui nuovi stranieri?
“Heed e Virtanen hanno giocato bene, Shore è un po’ a corto di condizione logicamente, non avendo potuto allenarsi nelle ultime tre settimane, alla fine l’ho visto un po’ secco. I due cechi hanno fatto intravedere delle buone cose, mi sono piaciuti nell’overtime, hanno mostrato personalità e su questo possono costruire”.

Hai già lodato la prova di Conz, ti ha dato una risposta importante. Presumibilmente avevi pianificato di schierare Juvonen per l’esordio casalingo, dopo la prestazione di Conz ci ripensi magari?
“È un mix. Conz già nelle amichevoli aveva giocato molto bene, da questo lato eravamo assolutamente tranquilli. Se siamo arrivati all’overtime è soprattutto grazie a lui e per questo gli ho fatto i complimenti davanti a tutta la squadra. Allo stesso tempo non dobbiamo guardare solo alla prossima partita ma un po’ più a medio-lungo termine. Noi abbiamo sempre detto a entrambi i portieri che crediamo di avere un buon duo. Sono comunque felice per Conz, è con noi da parecchi anni. Magari in estate, dopo l’ingaggio di Juvonen, si era fatto qualche domanda, è umano. Noi gli abbiamo detto subito che non si sarebbe trovato la porta chiusa, ma tra il dire e il fare ci può essere una differenza. A Friborgo lui ha dimostrato di essere pronto e noi di credere in lui”.

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