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Interviste

Baumann: “Il titolo del Gottéron un grande gancio pubblicitario, ora tocca al Mondiale”

Il presidente degli hotelier friborghesi sull’impatto che l’hockey sta avendo sulla regione: “Le immagini dei festeggiamenti sono state incredibili, hanno mostrato a tutti la nostra città. Per il Mondiale non siamo però sold out”

FRIBORGO – Friborgo nelle ultime settimane è stata sulla bocca di tutti. Dopo la scorpacciata di hockey e l’immensa festa inerente allo storico primo titolo del Gottéron, la cittadina in riva alla Sarine si appresta ad accogliere i Mondiali.

Con François Baumann, 42enne presidente degli hotelier friborghesi, proprietario degli hotel “Auberge aux 4 Vents” e “La Sauvage”, membro di comitato di “Gastrofribourg” e di “Friborgo Turismo”, abbiamo parlato di questo imminente evento.

François Baumann, siamo qui per discutere dei Mondiali, ma evidentemente non possiamo non iniziare parlando del trionfo del Gottéron. Tu da friborghese doc sei un grande tifoso, come hai vissuto questi giorni?
“Sono stati qualcosa di semplicemente folle, tutta la città e il cantone si sono fermati, è come se il tempo fosse rimasto sospeso. Tutti parlavano solamente del Gottéron, poi con le partite ogni due giorni l’intensità era veramente incredibile. È stato magico. Il primo maggio, il giorno dopo la conquista del titolo, camminare in città era bellissimo, splendeva il sole, le terrazze dei vari bar erano stracolme, chiunque indossava una maglia blu e tutta la gente aveva stampati in volto dei grandi sorrisi”.

I tuoi dipendenti si sono regolarmente presentati al lavoro?
“ (François ride, ndr) Abbiamo parecchi impiegati stranieri, quindi loro erano un po’ meno coinvolti e abbiamo avuto meno problemi in questo senso. Per quanto concerne i collaboratori friborghesi, qualcuno è arrivato al mattino con gli occhi piccoli, ma complessivamente tutto è andato liscio”.

Pensi che questo storico successo e le immagini della città in festa possano contribuire ad aumentare il turismo e la visibilità della vostra località?
“Assolutamente, quanto accaduto aiuta. Tutta la storia è stata davvero bella, pensando anche a Julien Sprunger. Inoltre il meteo è sempre stato ottimo, tutte le immagini inerenti alla festa per il titolo, la parata ecc. sono state ulteriormente valorizzate da questo. Sono state delle “fotografie” incredibili, ora tutti sanno “com’è fatta Friborgo”, non è solamente un puntino sulla carta”.

In questo senso pure i Mondiali dovrebbero dare una bella mano. Si respira già l’aria oppure è ancora il Gottéron a dominare? Come sono andate rispettivamente come stanno andando le varie prenotazioni?
“Adesso lentamente si vede e si capta che la manifestazione è imminente. Attualmente è ancora il Gottéron a farla da padrone, ma la follia derivata dal trionfo con il passare dei giorni diminuirà e si aprirà quella dedicata ai Mondiali. Siamo soddisfatti in merito alle prenotazioni, ma non siamo mega contenti. Ci avevano tutti detto che sarebbe stato qualcosa di folle, fuori di testa, che la capacità ospitaliera della città sarebbe stata sopraffatta, ma non è così. Certo tanti giorni sono completi, ma in alcune date ci sono ancora diverse camere disponibili. Insomma la categoria sta reggendo l’urto. Poi ovviamente ci sono anche gli Airbnb e i campeggi. In ogni caso questo Mondiale per noi è una grande cosa e ci sono ancora riservazioni che entrano, una sorta di last minute, sarà dunque una grande festa”.

Da che parte dell’Europa arriva la maggior parte dei fans?
“È difficile fare percentuali esatte, ma sicuramente la parte del leone la fanno di gran lunga i cechi. Anche i danesi sono ben rappresentati, ma siamo lontani dall’affluenza ceca”.

Il fatto che la Nazionale svizzera non giochi mai a Friborgo rappresenta un enorme freno a tuo avviso?
“Penso che sarebbe stato un grande aiuto poter avere almeno una partita della nostra Nazionale qui a Friborgo, avrebbe dato ulteriore slancio, ma una volta iniziata la manifestazione non credo che sarà un grande problema. Ovviamente è però chiaro, la Svizzera è la portabandiera di tutto l’evento”.

A livello di propaganda si è fatto abbastanza?
“Secondo me si è lavorato bene, non ho rimproveri da fare. Aggiungerei appunto che il Gottéron ha per così dire “terminato il lavoro” vincendo il titolo, come già accennato prima. Ha mostrato che Friborgo è una destinazione di hockey dove ci sono tanti grandi tifosi appassionati di questo sport. È stato in sostanza l’ultimo colpo pubblicitario per lanciare al meglio il Mondiale”.

Cambierà qualcosa a livello di gestione dei tuoi hotel in queste due settimane di Mondiale? Farete straordinari, dovrete essere ancora più flessibili?
“Per quanto concerne l’aspetto legato strettamente all’hotel non si uscirà molto dalla routine. Il grande cambiamento sarà inerente al ramo gastronomico. Ad esempio il nostro ristorante all’interno dell’Auberge aux 4 Vents sarà aperto non-stop a differenza del solito, questo perché è situato vicino alla BCF Arena e quindi vogliamo garantire ai tifosi la possibilità di rifocillarsi a ogni ora del giorno”.

A Friborgo non ci sono moltissimi hotel, oltretutto un po’ di anni fa c’è stata la chiusura dell’NH. Questo è perlomeno il mio pensiero. Sbaglio?
“Si e no. Si dice sempre che ci siano pochi hotel, ma la città è in fin dei conti piccola. Il quadro è un po’ ingannevole. Il nuovo “Hotel des Innovations” a Marly ad esempio ha più che rimpiazzato l’NH, con una disponibilità di letti superiore del 30%. Nel 2025 c’è stato il record di prenotazioni a Friborgo, ma purtroppo il tasso di occupazione è stato mediamente solo del 49%. Ci vorrebbero più attività, seminari industriali e altre iniziative che garantiscano movimento 365 giorni all’anno per giustificare veramente un aumento dell’offerta. Come detto prima, persino durante i Mondiali ci sono ancora dei giorni in cui c’è disponibilità. Anche Bulle o Berna non sono completi, quindi non è che la gente evita Friborgo per virare su altre località”.

Insisto, ho l’impressione che Friborgo “si venda male”. La cittadina offre tanto, la parte vecchia è inoltre molto caratteristica, la Gruyère è a un tiro di schioppo e pure il resto della campagna friborghese ha un notevole potenziale. Sei d’accordo con me?
“Ah qui sposo completamente il tuo pensiero, ed è frustrante. Sarò anche di parte, sono nato a Friborgo, amo questa città più di qualsiasi altra, ma sono anch’io convinto che ci sia un grandissimo potenziale inespresso e si dovrebbe fare molto di più. Mi capita spesso di accogliere ospiti che si fermano da noi semplicemente per interrompere il loro viaggio mentre si recano da A a C. Friborgo è il punto B, una tappa a scopo unicamente intermedio. Fanno magari un giretto in città e il giorno dopo mi dicono di essere delusi di essersi fermati un’unica notte praticamente solo per dormire. La città ha tanto da offrire, penso ad esempio al museo “Tinguely”, per citare solo una cosa”.

Ancora un’ultima domanda. Riuscirai a seguire le partite del Mondiale dal vivo oppure il tuo lavoro non te lo permetterà?
“Ho la fortuna che la mia attività sia organizzata bene e posso contare su dei validi collaboratori, dunque andrò a gustarmi dei match. Non tutti i giorni però”.

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