
L’inizio della stagione 2026/27 di NLA si sta avvicinando a grandi passi, ed anche quest’anno HSHS vi darà una completa panoramica di tutte le squadre che compongono il massimo campionato svizzero.
Giorno dopo giorno troverete sulle nostre pagine commenti e analisi dei vari club, a cui abbiamo aggiunto un nostro pronostico di posizione in classifica al termine della regular season.
KLOTEN

La rosa 2026/27
PORTIERI
Reto Berra, Davide Fadani, Santo Simmchen
DIFENSORI
Noah Delémont, Leandro Hausheer, Simon Johansson (🇸🇪), Max Lindroth (🇸🇪), Leandro Profico, Dominik Schlumpf, Dario Sidler, Nicholas Steiner, Bernd Wolf
ATTACCANTI
Pontus Aberg (🇸🇪), Keanu Derungs, Brandon Gignac (🇨🇦), Joel Henry, Michael Hügli, Cyril Keller, Kimi Körbler, Rafael Meier, Simon Meier, Dario Meyer, Raphael Prassl, Petteri Puhakka (🇫🇮), Mischa Ramel, Arttu Ruotsalainen (🇫🇮), Reto Schäppi, Keijo Weibel

(PostFinance/KEYSTONE/Patrick B. Kraemer)
Un anno fa il Kloten si presentava al campionato con l’entusiasmo di una qualificazione ai playoff che aveva superato le aspettative, ma anche con diversi segnali che invitavano alla prudenza. Il settimo posto era arrivato attraverso equilibri sottili, un ottimo avvio e la capacità di vincere parecchie partite combattute.
Gli aviatori sono tornati così senza sorpresa nella parte bassa della classifica, chiudendo dodicesimi e con sedici punti in meno rispetto alla stagione precedente, fermandosi a quattro lunghezze dal Bienne e dall’ultimo posto utile per i play-in. Le vacanze anticipate hanno evitato un epilogo insidioso, ma il 7-0 incassato a Ginevra nell’ultima partita aveva lasciato un’immagine amara di un’annata nella quale il Kloten ha perso troppo spesso il confronto nei momenti decisivi.
La spiegazione principale sta nella fase offensiva. Le reti segnate sono scese da 134 a 117, secondo peggior dato della lega davanti al solo Ajoie, mentre quelle subite sono addirittura diminuite da 149 a 143. Il Kloten ha dunque perso cinque posizioni pur concedendo qualcosa in meno. La struttura di Lauri Marjamäki ha continuato a permettere alla squadra di restare nelle partite, ma senza una produzione sufficiente quel lavoro ha fruttato sempre meno punti.
Sul fronte individuale nessun giocatore ha raggiunto i trenta punti. Dario Meyer ha guidato la squadra con 15 reti e 28 punti, affiancato a quota 28 dal difensore Max Lindroth. Lo svedese ha tradotto almeno una parte della propria pericolosità anche in National League, segnando dieci gol, ma il fatto che un difensore fosse il principale sostegno del miglior attaccante ha evidenziato i limiti del reparto avanzato.
Tyler Morley e Robert Leino si sono fermati a 26 punti, Petteri Puhakka a 24. Un contributo complessivamente insufficiente per degli stranieri ai quali il Kloten chiedeva di trascinare l’attacco. Brandon Gignac aveva invece mostrato un potenziale superiore, raccogliendo venti punti in appena 26 incontri, ma gli infortuni gli hanno impedito di dare continuità alla prima linea. Anche il tentativo di coprirne l’assenza con Oula Palve ha prodotto poco o nulla.
Tra gli svizzeri Axel Simic ha ritrovato la doppia cifra nei gol, mentre Mischa Ramel non ha confermato l’impatto offensivo del campionato precedente. Dietro ai primi blocchi è insomma mancato qualcuno capace di incidere abbastanza spesso da alleggerire la pressione sui giocatori più utilizzati.
In porta, invece, Davide Fadani ha rappresentato una delle sorprese migliori, chiudendo 25 presenze con il 91.7% di parate. Il lungo stop di Ludovic Waeber non ha quindi provocato il crollo che si poteva temere, anche grazie al contributo di Ewan Huet.
ARRIVI
Reto Berra (G, Friborgo)
Raphael Prassl (F, Losanna)
Michael Hügli (F, Losanna)
Simon Johansson (D, Ilves)
Arttu Ruotsalainen (F, Frölunda)
Pontus Aberg (F, ZSC Lions)
Dominik Schlumpf (D, Zugo)
PARTENZE
Ludovic Waeber (G, Friborgo)
Axel Simic (F, Losanna)
Steve Kellenberger (D, ritiro)
Nolan Diem (F, Ajoie)
Tyler Morley (F, Grizzlys Wolfsburg)
Robert Leino (F, Kometa Brno)
Deniss Smirnovs (F, Ajoie)
Lukas Klok (D, Red Bull München)
Ewan Huet (G, Losanna)
STRANIERI
Max Lindroth (D, 🇸🇪)
Simon Johansson (D, 🇸🇪)
Petteri Puhakka (F, 🇫🇮)
Brandon Gignac (F, 🇨🇦)
Pontus Aberg (F, 🇸🇪)
Arttu Ruotsalainen (F, 🇫🇮)

Il mercato operato da Ricardo Schödler è dunque partito da presupposti chiari, con il Kloten che ha cercato giocatori capaci di assumersi responsabilità nei ruoli centrali: un portiere di primo piano, un difensore produttivo e un centro che conosce già il club. Sulla carta Reto Berra, Simon Johansson e Arttu Ruotsalainen costituiscono un miglioramento significativo, anche se sull’ex bianconero si deve avere perlomeno un po’ di cautela.
Il cambiamento più delicato riguarda però la panchina. Marjamäki è passato allo Zugo lasciando il posto a Michael Liniger, a sua volta esonerato dai tori in gennaio. Il nuovo allenatore torna in un ambiente conosciuto durante nove stagioni da giocatore e dispone di esperienza nello sviluppo dei giovani, maturata soprattutto alla guida dei GCK Lions. Sono credenziali coerenti con il progetto del club, anche se il suo primo incarico da head coach in National League non si può certo definire positivo.
Per Liniger questa sarà dunque una possibilità di rilancio. Dovrà ottenere risultati da un organico con meno soluzioni individuali rispetto a quello allenato a Zugo, ma anche con obiettivi più adatti a un percorso di crescita. La conoscenza dell’ambiente può aiutarlo a trovare sostegno e chiarezza, purché il tutto si traduca rapidamente in ruoli definiti e in un gioco che i suoi uomini possano sostenere con continuità. Il coach ha indicato di voler conservare la buona organizzazione ereditata da Marjamäki, valorizzando velocità e creatività.
Tra i pali, almeno, il Kloten può partire da una certezza di grande spessore. Berra arriva dopo aver accompagnato il Friborgo al primo titolo della sua storia ed essere stato premiato come miglior portiere della stagione e MVP dei playoff. A 39 anni ha appena vissuto una delle annate più importanti della carriera e porta agli aviatori un rendimento ancora da protagonista.

Il 92% di parate in regular season, con 1.99 reti incassate a partita, ed i numeri mantenuti nelle 19 sfide di playoff indicano che il livello è ancora alto. Il Kloten gli chiederà soprattutto di rubare qualche partita in più rispetto ai suoi predecessori, offrendo ai compagni la possibilità di restare pazienti anche nelle serate più equilibrate.
La presenza di Fadani permetterà inoltre di distribuire il carico senza partire dal presupposto di dover affidare tutte le partite importanti al veterano. Il 25enne ha meritato fiducia e può continuare a crescere, ed il suo potenziale nell’ultimo anno si è dimostrato molto intrigante.
Davanti a loro l’innesto più interessante è quello di Johansson. Lo svedese arriva dall’Ilves dopo una regular season da 19 gol e 51 punti in 58 partite, con un bilancio di +16. È stato il difensore più produttivo della Liiga, un percorso che ricorda quello compiuto un anno prima da Lindroth. A 27 anni porta qualità nel primo passaggio, capacità di costruire le azioni e un tiro destro che offre nuove possibilità dalla linea blu.
La sostituzione di Lukas Klok con un difensore maggiormente orientato all’attacco rende però ancora più importante il lavoro degli altri elementi del reparto. Dominik Schlumpf aggiunge al mix esperienza e fisicità, ma il suo arrivo è stato dettato dal grave infortunio di Nicholas Steiner, fermato per diversi mesi dalla rottura del tendine d’Achille. Almeno inizialmente si tratta quindi soprattutto di coprire un’assenza, con un veterano al posto di un altro.
Leandro Profico e Bernd Wolf rimangono riferimenti importanti, mentre da Noah Delémont, Leandro Hausheer e Dario Sidler servirà maggiore continuità. Il reparto presenta insomma un buon numero di alternative, ma la capacità di sostenere minuti impegnativi non è uniforme. Senza Steiner, il Kloten dovrà evitare che il lavoro più difficile ricada sempre sugli stessi uomini, soprattutto nei periodi con il calendario più fitto.
Il ritiro di Steve Kellenberger toglie inoltre una presenza che andava oltre il rendimento sul ghiaccio. Il capitano rappresentava il legame tra le diverse fasi della storia recente del club, e sostituirlo richiederà una leadership condivisa. Berra e Schlumpf hanno esperienza per contribuire, ma anche i giocatori già presenti dovranno assumersi più responsabilità nei momenti in cui la squadra perderà fiducia.
In attacco il ritorno di Ruotsalainen offre la prospettiva più concreta di una crescita. Nel 2022/23 il finlandese aveva segnato 18 gol e raccolto 42 punti in 52 partite con gli aviatori, diventando uno dei protagonisti della prima stagione dopo la promozione. La successiva esperienza a Lugano era stata molto meno convincente, ma i due anni al Frölunda gli hanno permesso di ritrovare continuità, sino ai 36 punti dell’ultimo campionato.
Il Kloten lo ritrova quindi a 28 anni, con più esperienza e dopo aver vinto la CHL. Il suo tiro e la capacità di sfruttare gli spazi in superiorità numerica sono qualità già conosciute, ma adesso il suo compito sarà soprattutto quello di guidare una linea e aiutare a rendere produttivi anche i compagni.

L’idea di affiancargli un secondo centro offensivo come Gignac è però già stata compromessa. Il canadese, appena rientrato sul ghiaccio dopo un problema alla parte bassa del corpo, si è infortunato a un gomito e dovrà fermarsi per circa dodici settimane. Liniger dovrà insomma iniziare il campionato senza il giocatore che un anno fa aveva mostrato la miglior media punti della squadra.
Gignac avrebbe potuto dare al Kloten due linee capaci di creare pericoli, distribuendo la pressione sulla difesa avversaria. La sua assenza concentra invece subito le attenzioni su Ruotsalainen e costringe gli altri centri a salire nelle gerarchie. Con sei stranieri sotto contratto, due dei quali difensori, gli aviatori si ritrovano inoltre con soli tre attaccanti d’importazione disponibili.
Da Aberg servirà anche per questo un contributo continuo. Lo svedese conosce bene la lega e aveva già dato una mano al Kloten nel finale del campionato 2024/25, prima di tornarvi negli ultimi mesi della scorsa stagione. Un’annata intera nello stesso ruolo potrebbe aiutarlo, ma il suo percorso recente ha alternato fasi produttive e altre meno incisive.
Puhakka deve invece compiere un passo avanti rispetto ai dieci gol e 24 punti del debutto svizzero. Pattinaggio ed energia lo rendono coerente con il tipo di hockey ricercato dal club, ma la sua utilità dovrà emergere più spesso anche sul tabellino.
Il nodo del contributo svizzero rimane altrettanto importante. Meyer è diventato il riferimento offensivo del gruppo e il rinnovo sino al 2032 ne conferma la centralità nel progetto, e gli aviatori si aspettano che possa essere un trascinatore. La partenza di Simic, secondo attaccante con licenza svizzera per punti nell’ultima stagione, toglie infatti un altro giocatore capace di essere un finalizzatore.
Raphael Prassl e Michael Hügli, entrambi arrivati dal Losanna, sperano invece di trovare un rilancio. I loro numeri recenti non permettono certo di esaltarsi, ma un ruolo più importante potrebbe permettere loro di ritrovare fiducia. Sarebbe però azzardato considerarli già oggi una soluzione certa alle difficoltà realizzative. Le possibilità di crescita interna passano dunque soprattutto da Ramel, Derungs e Weibel.
Reto Schäppi rimane utile per esperienza, ingaggi e lavoro nelle situazioni meno appariscenti, ma difficilmente potrà colmare il vuoto offensivo. Più interessante, in questa prospettiva, è Henry, che dopo aver faticato a trovare spazio negli ZSC Lions ha subito raccolto tre punti nelle sei presenze con gli aviatori. I 32 punti in 29 partite con i GCK Lions suggeriscono qualità da sviluppare, pur con tutte le differenze tra le due leghe.
Il quadro finale presenta quindi miglioramenti reali, soprattutto in porta e nella qualità dei principali playmaker. Il Kloten ha abbastanza argomenti per restare vicino alla corsa ai play-in, e una stagione produttiva di Ruotsalainen e Johansson potrebbe cambiare parecchie serate. Gli infortuni, però, stanno già complicando le cose, mentre diversi attaccanti svizzeri devono ancora dimostrare di poter offrire qualcosa in più.
Pensare di tornare nei play-in rimane dunque per gli aviatori un obiettivo ambizioso, che richiederà progressi distribuiti lungo il lineup, oltre alle parate di Berra. Il compito di Liniger – che pure ha molto da dimostrare – sarà dare al Kloten la capacità di racimolare punti importanti anche in quelle serate in cui la prestazione non è particolarmente brillante.
MIGLIOR INNESTO

Reto Berra: Il Kloten ha ingaggiato il miglior portiere e l’MVP dei playoff dell’ultima stagione, il che manda almeno per quest’anno in secondo piano la sua anagrafe. Il valore di Berra sta nella possibilità di cambiare l’esito delle partite equilibrate, proprio quelle nelle quali gli aviatori hanno lasciato troppi punti per strada. La sua età richiede una gestione intelligente, facilitata dalla crescita di Fadani, ma il rendimento recente rende Berra una delle certezze più solide della squadra. La sua esperienza sarà preziosa anche per accompagnare il nuovo corso di Liniger.
ADDIO DOLOROSO

Axel Simic: Il saluto a Kellenberger pesa soprattutto sul piano dell’identità, mentre quello a Simic tocca direttamente il problema più urgente della squadra. Con dieci gol e 21 punti era stato il secondo attaccante con licenza svizzera per produzione, offrendo una pericolosità che il Kloten non possiede in abbondanza. Il passaggio al Losanna lascia un vuoto che i nuovi arrivati dovranno colmare attraverso un rilancio personale. Per un attacco già poco prolifico, perdere un giocatore da doppia cifra è tutt’altro che marginale.
FATTORE X

Michael Liniger: La seconda occasione da head coach in National League arriva in un club che conosce bene, ma con una sfida impegnativa. Dovrà conservare l’organizzazione costruita da Marjamäki, trovare più gol e dare spazio ai giovani, partendo senza Gignac. Il suo impatto si misurerà soprattutto nella crescita degli uomini oltre la prima linea e nella capacità di mantenere la squadra compatta durante le difficoltà. Se riuscirà a far rendere meglio il gruppo, il Kloten potrà avvicinarsi ai play-in, altrimenti anche i nuovi leader rischieranno di non bastare.
La classifica di HSHS
1.
ZSC LIONS
2.
GINEVRA
3.
LOSANNA
4.
DAVOS
5.
FRIBORGO
6. _________
7.
BERNA
8.
ZUGO
9.
RAPPERSWIL
10.
BIENNE
11.
LANGNAU
12.
KLOTEN
13. __________
14.
AJOIE

