
AMBRÌ – Tra pochi giorni prenderà il via la serie di playout, una sfida che Ambrì Piotta e Ajoie affrontano partendo da presupposti molto diversi. Per i giurassiani riuscire ad imporsi rappresenterebbe il miglior risultato dalla promozione, ed il fatto di ritrovarsi in pista in questo inizio di primavera era sostanzialmente nel programma stagionale. Anche con una regular season molto positiva era infatti difficile pensare che la squadra di Ireland potesse evitare le ultime due posizioni, e le motivazioni dunque per loro non mancheranno.
Decisamente più delicata la situazione dei leventinesi, che arrivano a questa serie dopo un percorso in cui qualsiasi disastro ipotizzabile è sostanzialmente accaduto. La serie con l’Ajoie si aggiunge a quelle esperienze che si sarebbero volentieri evitate e che – se per i giurassiani rappresentano un’opportunità per raggiungere un obiettivo stagionale – in casa Ambrì Piotta può essere vista come un ultimo ostacolo prima di poter finalmente guardare avanti.
Questo non significa che il futuro sarà automaticamente migliore – anzi, se nel club non si lavorerà bene, di playout se ne giocheranno anche nei prossimi anni – ma vedere concretizzarsi le proprie lacune nella necessità di dover battagliare con i giurassiani è un modo chiaro per rendersi conto di quanto terreno si debba ora colmare sulle avversarie. D’altronde i discorsi di inizio stagione, quando si affermava di non volersi accontentare del decimo posto arrivando persino ad accennare ai playoff, avevano fatto sollevare più di un sopracciglio, perché erano parole che stridevano con le reali potenzialità del gruppo. Questo valeva anche per l’ambiziosa intenzione di puntare in maniera decisa su un gioco a trazione offensiva.
La realtà ha poi presentato il conto nella maniera più salata possibile. Le difficoltà sul ghiaccio si sono infatti tradotte anche nella caduta di tutto il resto di un’impalcatura che aveva sì bisogno di un rinnovamento, ma che lo svolgersi rocambolesco degli eventi ha fatto crollare tra momenti teatrali e altri di gestione decisamente maldestra. L’Ambrì Piotta su più livelli è così stato il club chiaramente candidato a questi playout per gran parte della stagione, e dovrà ora dimostrare di poter mettere il suo primo mattone per il futuro proprio in questi primi giorni di primavera.

Jussi Tapola ha affermato di vedere i playout come un insegnamento per il futuro, perché richiederanno alla squadra di essere compatta per avere la meglio. Sulla carta l’Ambrì ha ovviamente tutti gli strumenti per imporsi, ma molto si giocherà su carattere, determinazione ed emozioni, elementi che sicuramente l’Ajoie saprà portare in pista.
“I giocatori si renderanno conto di non volersi più ritrovare lì tra un anno. Per farlo dovranno lavorare duro durante l’estate e in stagione, dunque vedo il playout come un’esperienza positiva”, aveva affermato il coach finlandese, che sinora non si è fatto problemi a prendere decisioni forti per cercare di preparare il terreno a uno spiccato spirito di squadra. D’altronde anche l’ingaggio di Kodytek e quello futuro di Schnarr vanno in questo senso. Non sono nomi altisonanti, ma profili che puntano su lavoro e carattere, e che sembrano indicare la volontà di costruire un Ambrì maggiormente consapevole della propria dimensione.
Parecchie altre decisioni attendono però Lars Weibel e Jussi Tapola, e dal “purgatorio” rappresentato dalla serie con l’Ajoie usciranno altre indicazioni utili per pianificare il futuro. Perché se è vero che il valore dei leventinesi dovrebbe bastare per evitare guai, è altrettanto evidente che questa sfida rappresenta un banco di prova interessante per capire su quali basi costruire la prossima stagione. I playout, per definizione, non sono mai una situazione piacevole, ma permettono sicuramente di osservare carattere, leadership e affidabilità dei singoli.
Per l’Ambrì Piotta l’obiettivo immediato è dunque chiaro. Chiudere la serie con l’Ajoie con personalità e convinzione, e lasciarsi alle spalle una stagione complicata. Solo così questi giorni potranno trasformarsi nel primo passo verso qualcosa di diverso, invece che nell’ennesimo capitolo di un’annata da dimenticare.


