
L’inizio della stagione 2026/27 di NLA si sta avvicinando a grandi passi, ed anche quest’anno HSHS vi darà una completa panoramica di tutte le squadre che compongono il massimo campionato svizzero.
Giorno dopo giorno troverete sulle nostre pagine commenti e analisi dei vari club, a cui abbiamo aggiunto un nostro pronostico di posizione in classifica al termine della regular season.
BIENNE

La rosa 2026/27
PORTIERI
Viktor Östlund, Harri Säteri (🇫🇮), Florian Scheu
DIFENSORI
Cédric Aeschbach, Niklas Blessing, Yanik Burren, Robin Grossmann, Victor Söderström (🇸🇪), Yanick Stampfli, Dario Trutmann, Alexander Yakovenko (🇷🇺), Miro Zryd
ATTACCANTI
Lias Andersson (🇸🇪), Jérémie Bärtschi, Léo Braillard, Petr Cajka, Nolan Cattin, Luca Christen, Gaëtan Haas, Fabio Hofer, Guillaume Kaser, Jonah Neuenschwander, Toni Rajala (🇫🇮), Yanick Sablatnig, Mark Sever, Jeff Skinner (🇨🇦), Marcus Sylvegård (🇸🇪), Joël Vermin, Jamie Villard, Manuel von Rohr, Dominic Zwerger

(PostFinance/KEYSTONE/Peter Schneider)
Nella passata stagione il Bienne si presentava con una profondità della rosa limitata, ed il tutto è risultato in un decimo posto conquistato solamente all’ultima giornata. La classifica è migliorata di una posizione rispetto alla stagione precedente, ma i seeländer hanno raccolto quattro punti in meno e soprattutto chiuso con una differenza reti di -22, dopo il -3 del campionato 2024/25.
Il dato più significativo è proprio questo. L’attacco ha compiuto un passo avanti, aumentando di 13 reti la propria produzione, ma la difesa ne ha concesse addirittura 32 in più, ritrovandosi con un problema significativo che ne ha limitato molto il potenziale.
Sul fronte offensivo le risposte sono infatti state nel complesso discrete. Fabio Hofer ha vissuto la miglior regular season della carriera con 19 gol e 39 punti, precedendo Lias Andersson, autore di 18 reti e 38 punti. Toni Rajala e Marcus Sylvegard hanno entrambi raggiunto quota 33, mentre Haas è finalmente tornato a disputare un campionato completo e raccogliendo 32 punti in 51 partite.
Il rientro del capitano ha risolto almeno uno dei grandi interrogativi della scorsa estate. Haas non è più stato il giocatore capace di sfiorare un punto a partita come negli anni migliori, ma ha ridato struttura all’asse centrale, qualità negli ingaggi e una presenza affidabile in tutte le situazioni. Per una squadra che aveva iniziato il campionato senza sapere quanto avrebbe potuto chiedergli, la sua continuità è stata una delle poche notizie davvero rassicuranti.
Il contributo offensivo si è però concentrato quasi interamente nei primi blocchi. Petr Cajka ha aggiunto dieci reti e 17 punti, Johnny Kneubuehler ha trovato 13 gol, ma alle loro spalle la produzione è scesa rapidamente. Tra Yanick Sablatnig, Nolan Cattin, Jérémie Bärtschi e Léo Braillard sono arrivati complessivamente appena 12 punti, troppo pochi per sostenere una squadra che non poteva permettersi serate spente da parte degli stranieri.
Anche il tentativo di rendere più dinamica la difesa ha dato risultati contrastanti. Linus Hultström ha prodotto 21 punti ma non ha mai convinto davvero, mentre Oskari Laaksonen aveva lasciato Bienne addirittura già a inizio dicembre.

(EHC Biel)
Il peso della retroguardia è così ricaduto in maniera inattesa soprattutto su Rodwin Dionicio. Il giovane difensore ha collezionato sei gol e 27 punti, risultando il sesto miglior marcatore della squadra e offrendo quella capacità di rompere il gioco con pattinaggio e iniziativa che mancava al resto del reparto. Anche Niklas Blessing ha compiuto un passo importante con 14 punti in 47 incontri.
La vera frattura si è però verificata davanti alla porta. Dopo aver sostenuto per anni una squadra che concedeva troppo, Harri Säteri è sceso dal 92.4% all’89.7% di parate, con una media di 2.88 reti incassate. Luis Janett non ha mai rappresentato una vera alternativa, ed il reparto non è dunque mai riuscito a mascherare gli errori commessi dai compagni, aggravando la situazione di una struttura fragile.
La dirigenza aveva inoltre scelto di prolungare con largo anticipo il contratto di coach Martin Filander, ma in gennaio ha dovuto correggere la propria decisione. Con il Bienne undicesimo, a due punti dal Berna e senza segnali di progresso, il tecnico svedese è stato esonerato. Martin Steinegger aveva parlato apertamente di uno sviluppo fermo e di indicatori in peggioramento, affidando la squadra a Christian Dubé sino al termine della stagione 2026/27.
Il canadese non ha prodotto un miracolo, ma è riuscito a completare la prima parte della missione. Il successo per 4-1 sul Langnau all’ultima giornata ha permesso ai seeländer di assicurarsi il decimo posto e l’accesso ai play-in. Contro il Berna è poi arrivata una vittoria per 4-3 alla Tissot Arena, vanificata dal netto 4-0 subito nella sfida di ritorno.
Il Bienne ha insomma mostrato abbastanza qualità per restare agganciato alla corsa al post season, ma non la stabilità necessaria per confermarsi quando pressione e livello si sono alzati. Dopo tre stagioni concluse rispettivamente al nono, undicesimo e decimo posto, la finale disputata nel 2023 appare lontanissima e di fatto i seeläander sono scesi al livello di una squadra di terza fascia.
ARRIVI
Dominic Zwerger (F, Ambrì Piotta)
Viktor Östlund (G, La Chaux-de-Fonds)
Cedric Aeschbach (D, Basilea)
Dario Trutmann (D, ZSC Lions)
Victor Söderström (D, Boston Bruins)
Andrew Agozzino (F, Tucson Roadrunners)
Alexander Yakovenko (D, Berna)
Joel Vermin (F/D, Berna)
Jeff Skinner (F, San Jose Sharks)
PARTENZE
Luis Janett (G, Nürnberg Ice Tigers)
Viktor Lööv (D, ???)
Gael Christe (D, Ajoie)
Jere Sallinen (F, Kiekko-Espoo)
Niko Huuhtanen (F, HIFK Helsinki)
Nicolas Müller (F, Ginevra)
Linus Hultström (D, Linköping)
Rodwin Dionicio (D, Berna)
Andrew Agozzino (F, ritiro)
Johnny Kneubuehler (F, Ginevra)
STRANIERI
Harri Säteri (G, 🇫🇮)
Victor Söderström (D, 🇸🇪)
Alexander Yakovenko (D, 🇷🇺)
Lias Andersson (F, 🇸🇪)
Toni Rajala (F, 🇫🇮)
Marcus Sylvegard (F, 🇸🇪)
Jeff Skinner (F, 🇨🇦)

(EHC Biel)
Il mercato operato da Steinegger ha alzato in maniera evidente il tasso di talento, ma non si è sviluppato secondo un percorso lineare. La prima idea era quella di affidare a Andrew Agozzino un ruolo importante al centro, ma il canadese ha annunciato il ritiro a fine luglio per entrare nello staff dei Tucson Roadrunners. Il Bienne si è così ritrovato a dover cercare un nuovo straniero a poche settimane dall’inizio della preparazione, trasformando un problema inatteso nell’operazione più appariscente dell’intera estate.
L’arrivo di Jeff Skinner porta infatti alla Tissot Arena un giocatore con 1’110 partite, 379 gol e 712 punti in NHL. Il canadese ha vinto il Calder Trophy nel 2011, ha superato sei volte quota 30 reti ed è uno dei giocatori dal curriculum più prestigioso mai arrivati in Svizzera. Il suo ultimo campionato impone però prudenza, visto che con i San Jose Sharks ha ottenuto sei gol e 13 punti in 32 incontri, perdendo spazio nel lineup e rescindendo anticipatamente il suo accordo in febbraio.
A 34 anni Skinner non è ovviamente più l’attaccante che in NHL poteva costruire una stagione da 40 reti, ma conserva mani, rapidità d’esecuzione e un istinto offensivo nettamente superiori alla media della National League. Sa trovare spazi con grande naturalezza, ha un tiro difficilmente leggibile per i portieri e sa creare pericoli anche con pochi tocchi. Le piste più grandi e una minore fisicità rispetto alla NHL potrebbero permettergli di esprimere nuovamente una parte importante del suo repertorio. Per lui c’è da prevedere un periodo di adattamento, ma avere in squadra un centro compleso come Haas, oppure la sostanza di Andersson, può rappresentare il complemento ideale.
L’altro innesto di grande richiamo è Victor Söderström, e il suo valore potrebbe essere ancora più strutturale. Scelto all’undicesimo posto assoluto nel Draft 2019, lo svedese aveva dominato la SHL nel 2024/25 con 37 punti in 49 partite e un bilancio di +28, venendo premiato con il Salming Trophy quale miglior difensore del campionato. Nell’ultima stagione ha disputato otto incontri con Boston e ne ha aggiunti 57 in AHL con Providence, producendo nove reti e 30 punti. Mobile, intelligente e capace di giocare in tutte le situazioni, Söderström dovrà diventare il primo riferimento della difesa.

(EHC Biel)
Dietro di lui il reparto presenta però vari interrogativi. Le partenze di Dionicio e l’infortunio di Blessing hanno immediatamente ridotto profondità e dinamismo, con quest’ultimo che si è rotto il legamento crociato durante il Prospect Camp della Nazionale e rischia concretamente di saltare l’intera stagione. Il Bienne perde così il giovane che più di ogni altro sembrava pronto a compiere un ulteriore passo avanti.
Il ritorno di Alexander Yakovenko offre in questo senso una soluzione già conosciuta. Il russo aveva prodotto 24 punti in 32 partite nel 2023/24 e altri 20 nel campionato successivo con i seeländer, prima di vivere un’annata più complicata e condizionata dagli infortuni a Berna. Sa muovere il disco e sostenere la costruzione del gioco, conosce l’ambiente e non avrà bisogno di un lungo adattamento, anche se dovrà ritrovare continuità.
Dario Trutmann porta invece esperienza, ordine e affidabilità. Torna a Bienne dopo 14 anni e dopo un lungo ciclo con gli ZSC Lions, con cui ha conquistato due titoli e la CHL. Non è un difensore che trasformerà il reparto sul piano offensivo, ma può assorbire minuti difficili, giocare in inferiorità numerica e dare stabilità a compagni più portati all’iniziativa.
Alle loro spalle rimangono Burren, Zryd, Grossmann, Stampfli e Aeschbach. È un gruppo esperto e in diversi casi affidabile nel lavoro più semplice, ma con poca capacità di accelerare la manovra. Grossmann ha ormai 39 anni e un problema di salute rischia di tenerlo fuori per mesi, e senza Blessing il margine per assorbire eventuali infortuni è molto ridotto.
In porta la situazione è persino più delicata. Säteri resta un portiere dal passato eccellente, capace nei primi tre campionati a Bienne di fermare complessivamente più del 92% dei tiri, ma l’ultima stagione lascia sicuramente dei dubbi. Il finlandese compirà 37 anni in dicembre e arriva dal peggior rendimento della sua esperienza svizzera, dopo essere stato a lungo un elemento capace di coprire molte magagne.
Il Bienne ha insomma bisogno che Säteri torni perlomeno ad un rendimento nella media, perché se resterà nuovamente sotto il 90% l’ipotizzabile crescita offensiva della squadra non sarà sufficiente ad ottenere risultati molto migliori. La difesa rinnovata dovrebbe aiutarlo con maggiore mobilità e un primo passaggio più pulito, ma spetterà anche a Dubé ridurre il numero di occasioni ad alta pericolosità concesse nello slot.
L’ingaggio di Viktor Östlund è per questo molto più importante di quanto possa sembrare. Lo svedese con licenza svizzera non ha ancora dimostrato di poter essere un titolare in National League, ma offre stazza, calma e abbastanza esperienza per ricevere più delle undici partite lasciate un anno fa a Janett. Con Östlund tra i pali, lo staff potrà inoltre schierare contemporaneamente tutti gli stranieri di movimento, e vista la caratura degli elementi a disposizione questa opzione potrebbe diventare allettante in più occasioni.
Questa abbondanza può diventare una forza se alimenterà concorrenza interna e permetterà di gestire forma e acciacchi. Può però anche impedire alle linee di trovare continuità, soprattutto per una squadra che deve costruire nuovi automatismi. La decisione sul portiere influenzerà ogni sera anche il volto dell’attacco e della difesa, un legame che rende il Bienne tatticamente flessibile ma pure vulnerabile alle oscillazioni.

Il nucleo con licenza svizzera è stato rinforzato soprattutto da Dominic Zwerger. L’ex biancoblù ha segnato 15 gol e raccolto 26 punti nell’ultima regular season, possiede un tiro pericoloso e può aiutare un powerplay che avrà molte più soluzioni. Starà a lui dimostrare di poter dare continuità alla reazione dimostrata nel passato campionato, quando era “rinato” dopo diversi anni difficili e poco produttivi.
Joël Vermin è invece arrivato in agosto contestualmente alla partenza anticipata di Kneubuehler per Ginevra. Sul piano della produzione lo scambio non appare favorevole, anche se Vermin porta perlomeno esperienza e l’acquisita capacità di giocare anche in difesa in caso di bisogno.
Con Hofer, Haas e Cajka, il Bienne conserva una base discreta. Il primo ha comunque avuto una certa regolarità nel corso degli anni, mentre il capitano dovrà reggere nuovamente un carico importante al centro. Cajka, fermato in preparazione da un infortunio muscolare, può offrire una decina di reti e flessibilità tra centro e ala, ma deve diventare più continuo.
Le possibilità di crescita più interessanti arrivano da Jonah Neuenschwander e Mark Sever. Il primo ha raccolto 12 punti in 32 partite a soli 17 anni, mostrando una maturità di gioco già notevole. Il secondo ne ha ottenuti 11 in appena 19 incontri, guadagnandosi un rinnovo e la possibilità di occupare un ruolo più stabile. Se entrambi riusciranno a trasferire la loro efficacia su un campionato completo, il problema del secondary scoring potrebbe diventare meno grave.
Resta invece poco margine nella parte bassa del lineup. Sablatnig, Cattin, Bärtschi, Braillard e Christen possono dare energia, ma difficilmente offriranno una produzione importante. La partenza di Kneubuehler ha invece tolto 13 reti svizzere, dunque una parte significativa della crescita dovrà arrivare dall’interno.

La variabile più importante resta però Christian Dubé. Il canadese aveva ereditato la squadra a gennaio senza tempo per modificare in profondità abitudini e sistema di gioco, mentre ora ha potuto condurre l’intera preparazione e definire principi più delineati. Le sue squadre a Friborgo giocavano un hockey attivo e intenso, con pressione sul portatore e transizioni rapide, tutti elementi che ben si sposerebbero con il contesto di Bienne.
Dubé dovrà inoltre gestire personalità, concorrenza e aspettative. Haas resta il capitano e il punto di riferimento, ma nel gruppo ci sono veterani abituati a ruoli importanti e stranieri che non accetteranno facilmente di essere esclusi. La qualità della comunicazione sarà quasi importante quanto quella del sistema, specialmente quando le rotazioni inizieranno a produrre inevitabili malumori.
Nel complesso il Bienne ha il potenziale per arrivare ai play-in. Se Säteri tornerà ad avere numeri che ne giustificheranno la licenza straniera, Skinner sarà ancora un attaccante dominante a questo livello e Söderström confermerà il valore mostrato in SHL, i seeländer potranno inserirsi in zone interessanti della seconda metà di classifica.
Il problema è che tutti gli elementi favorevoli dovrebbero verificarsi quasi tutti assieme. La porta offre meno certezze rispetto al passato, la difesa ha perso Dionicio e potrebbe dover affrontare l’intera stagione senza Blessing, diversi leader hanno superato i 34 anni e la rotazione degli stranieri condizionerà continuamente il lineup. Anche la profondità, pur migliorata nei picchi, resta inferiore a quella delle squadre che hanno ambizioni più giustificate.
Il Bienne si presenta dunque come una delle formazioni più difficili da collocare. Il suo potenziale è interessante, perché pochi club della seconda metà della classifica possono schierare talenti come Skinner e Söderström, ma pure le incognite sono parecchie. Un altro campionato sotto tono di Säteri, oppure un infortunio nel reparto sbagliato, potrebbe mettere la squadra in seria difficoltà.
MIGLIOR INNESTO

Jeff Skinner: Söderström potrebbe avere un impatto più strutturale, ma nessun altro nuovo arrivo possiede il potenziale del canadese per cambiare da solo il volto dell’attacco. I numeri recenti in NHL raccontano un evidente declino, ma mani, istinto e qualità del tiro rimangono fuori scala per la NL. Se saprà adattarsi rapidamente e accetterà di mettersi al servizio del sistema, il Bienne avrà finalmente un attaccante capace di decidere anche le serate in cui il gioco collettivo non funziona.
ADDIO DOLOROSO

Rodwin Dionicio: In una stagione complicata il 22enne era diventato il difensore più produttivo del Bienne, con sei gol e 27 punti. La sua capacità di gestire il disco, attaccare gli spazi e creare superiorità era rara soprattutto per un giocatore svizzero della sua età. Certo, la sua partenza è stata resa necessaria da un carattere non sempre da gestire, ma i seeläander potrebbero essersi fatti sfuggire uno dei protagonisti del futuro.
FATTORE X

Christian Dubé: Dopo essere subentrato a gennaio, il canadese ha ora potuto preparare la squadra dall’inizio e imprimere la propria identità. Il talento a disposizione è aumentato, ma servirà il suo lavoro per trasformarlo in un gioco più continuo e ritrovare solidità senza disco. La gestione dei sette stranieri sarà particolarmente delicata, tra esclusioni, gerarchie e necessità di dare stabilità alle linee. Dalla sua capacità di valorizzare le individualità dentro una struttura equilibrata dipenderà la possibilità del Bienne di superare i propri limiti.
La classifica di HSHS
1.
ZSC LIONS
2.
GINEVRA
3.
LOSANNA
4.
DAVOS
5. _________
6. _________
7. _________
8.
ZUGO
9.
RAPPERSWIL
10.
BIENNE
11.
LANGNAU
12. __________
13. __________
14.
AJOIE

