
LUGANO – Il primo derby della stagione ha regalato un’altra bella serata all’Ambrì Piotta, che alla Cornèr Arena si è imposto per 5-3, ritrovando subito il successo dopo la sconfitta con gli ZSC Lions. I biancoblù hanno così chiuso con tre punti un weekend particolarmente impegnativo, aggiungendo un risultato significativo al loro avvio di campionato.
Per la squadra di Jussi Tapola si tratta della quarta vittoria in sei partite, un bilancio che dà sostanza alle buone impressioni di queste prime settimane. Il campionato è appena cominciato, ma anche dalla trasferta di Lugano i leventinesi tornano con motivi per guardare con fiducia al proprio percorso.
Jussi Tapola, dopo la partita contro lo Zurigo ci si poteva aspettare un Ambrì più stanco. Come hai visto la squadra?
“Non eravamo soddisfatti del primo periodo. Il Lugano ha proposto un’intensità davvero elevata, è partito forte e noi non siamo riusciti a rispondere allo stesso livello. Durante la prima pausa abbiamo parlato proprio di questo. Dovevamo pareggiare la loro intensità e continuare a giocare il nostro hockey, sostenendoci meglio, pattinando di più e alzando il livello nei duelli. La risposta dei giocatori è stata buona”.
Poi avete fatto anche qualcosa in più che pareggiare l’intensità del Lugano…
“Non direi che li abbiamo travolti. Il Lugano sarà una squadra di vertice, lo si vede da tanti aspetti. Ha un ottimo staff tecnico, ottimi giocatori, un buon sistema ed è una squadra molto veloce. Quando affronti un avversario del genere devi essere sempre pronto e attento”.
Alla fine l’Ambrì ha saputo giocare anche con intelligenza…
“Certamente, nell’hockey bisogna essere intelligenti. Ma credo che questa sia stata soprattutto una partita nella quale abbiamo mostrato il cuore, la voglia di lottare e la disponibilità a sacrificarci fisicamente per vincere. Serve saper leggere il gioco, ma bisogna anche avere il cuore per combattere e fare il lavoro sporco. Questa vittoria è stata una combinazione di questi elementi”.
La grande domanda è se riuscirete a mantenere una simile energia per tutta la stagione…
“Abbiamo disputato sei partite e l’obiettivo è continuare ad aumentare la nostra intensità attraverso gli allenamenti e le partite. Vogliamo giocare in questo modo, con intensità e pattinando tanto. Non sappiamo ancora come andrà, ed è proprio questo a rendere tutto così interessante. Ma questa è la direzione che vogliamo seguire e non vedo ragioni per cui dovremmo calare sotto questo aspetto”.
Riconosci già nella squadra l’identità che stai cercando di costruire?
“Sì, e alla base c’è la chimica tra i giocatori nello spogliatoio. È un aspetto sul quale dobbiamo mantenere sempre l’attenzione. Poi ci sono ruoli diversi: qualcuno segna, altri giocano in boxplay e si impegnano nei duelli. Ad Ambrì bisogna dare tutto per la squadra e giocare per la squadra. Finora i ragazzi lo hanno dimostrato e credo che i risultati siano una conseguenza di tutto questo”.
Che significato ha per te vincere un derby? È una vittoria come le altre?
“Ogni vittoria è importantissima, naturalmente. Ho avuto la possibilità di vivere il derby ad Ambrì e ora anche a Lugano, e guardando i ragazzi ho capito che per loro questo successo valeva qualcosa in più. Sono felice soprattutto per loro. Il mio compito è fare in modo che siano i giocatori a sentirsi protagonisti e a ricevere i meriti. Noi siamo qui per aiutarli e siamo contenti quando riusciamo a dare loro una mano a vincere le partite”.
Conoscevamo le qualità di Järventie, ma ti sorprende l’impatto che sta già avendo in questo campionato?
“Il suo potenziale offensivo lo conoscevo sicuramente. Lo seguivo già quando era un giovane giocatore a Tampere, durante gli anni in cui lavoravo lì. Sono contento che riesca a segnare, ma il suo obiettivo è diventare un giocatore della nazionale e per arrivarci deve ancora lavorare per rendere il suo gioco più completo. Se riesci a segnare e a produrre punti, dimostrandoti allo stesso tempo responsabile in fase difensiva, allora fai dei passi avanti anche in quella direzione”.
In allenamento state gestendo un suo problema fisico. Qual è la situazione?
“Anche in questo sta mostrando il carattere e la tenacia che servono nell’hockey, perché nessuno gioca sempre al cento per cento della condizione. Si sottopone alle cure necessarie e questo gli permette di disputare le partite. Speriamo che possa recuperare completamente e tornare ad allenarsi a pieno regime. Per il momento dobbiamo gestirlo con intelligenza, lo valutiamo giorno per giorno e vedremo come starà anche in vista di martedì”.


