
Il campionato 2026/27 si avvicina a grandi passi, ed anche in questa stagione lo spettacolo si annuncia imperdibile. Il mercato ha portato in Svizzera diversi elementi di grande interesse, mentre tanti protagonisti già affermati sono pronti a confermarsi oppure a rilanciare le proprie quotazioni.
In vista del primo ingaggio, in calendario il 15 settembre, abbiamo selezionato le individualità di maggior spicco della National League, con l’obiettivo di individuare quelli che si pensa saranno i migliori giocatori per ogni posizione. Oggi parliamo delle ali right.
10. KEVIN LABANC 

(Neville E. Guard)
Nel “cambio” inaspettato da Mike Sgarbossa – partito per motivi famigliari in piena preparazione – a Kevin Labanc (che ricopre comunque un ruolo diverso), il Rapperswil potrebbe averci guadagnato non poco. Il 31enne arriva da una stagione in KHL, ma è nel pieno dell’età e porta con sé una grande esperienza in NHL dove ha vissuto anche stagioni molto brillanti da 50 punti e oltre.
Lo statunitense è un giocatore completo, capace sia di segnare che di fare da regista soprattutto in powerplay grazie alla sua creatività, in grado anche di farsi valere negli spazi stretti grazie a un ottimo controllo del disco. Se saprà rivivere le sue migliori stagioni, i Lakers potrebbero aver trovato quella fantasia offensiva che forse mancava al gioco di Lundskog.
9. TYLER MOY 

La crescita che ha mostrato il 31enne da quando è approdato al Rapperswil ha sicuramente dell’incredibile, pensando soprattutto a quanto si sia reso decisivo per i Lakers. Negli anni nel canton San Gallo abbiamo imparato ad apprezzare un giocatore che inizialmente stupiva per la sua produttività con un tiro al volo letale in powerplay, ma che poi è cresciuto fino a sviluppare altre peculiarità del suo gioco, migliorando anche sul piano fisico e del contenimento.
Arrivato fino in Nazionale con una partecipazione ai Mondiali con la Svizzera, lo svizzero-statunitense rimane uno dei punti di riferimento per il gioco dei Lakers nonché un terminale offensivo altamente pericoloso soprattutto in powerplay.
8. WALTTERI MERELÄ 

Non è un giocatore appariscente o estremamente spettacolare, ma Merelä ha qualità che lo rendono un giocatore di grande sostanza, determinato, dalla mentalità vincente e che va dritto verso l’obiettivo. Reduce come tutto il Berna da una stagione meno performante, il finlandese ha comunque dimostrato di essere uno tra i giocatori più importanti degli orsi per i suoi equilibri di gioco.
La sua determinazione negli spazi stretti e la capacità di farsi trovare nel posto giusto per sfruttare il suo ottimo tiro lo rendono molto efficiente nel gioco offensivo, una qualità che sa anche facilitare il lavoro dei suoi compagni di linea.
7. CHRISTOPH BERTSCHY 

Messo in bacheca il suo secondo titolo svizzero, ma sicuramente dal sapore diverso rispetto a quello vinto da giovane promessa con il Berna nel 2013, il 32enne è stato uno dei protagonisti della cavalcata fino alla notte storica di Davos del suo Gottéron, trascinando la sua squadra con 36 punti in regular season e 10 nei playoff.
Uno dei pattinatori più veloci del campionato, Bertschy dimostra di anno in anno non solo con il Friborgo di essere un giocatore di grande tecnica e intelligenza di gioco, ma anche ogni primavera con la Nazionale svizzera, con la quale si distingue sempre tra i migliori in mezzo a tante stelle di NHL.
Imprescindibile per il Friborgo, Bertschy è uno di quegli attaccanti che riesce bene in ogni cosa, che sia in un ruolo offensivo o di contenimento.
6. JERRY TURKULAINEN 

Piccolo e non molto potente alle assi, il finlandese dell’Ajoie si è imposto con altre armi nel campionato svizzero, quelle di un playmaker sfuggente e agile e dalla visione di gioco superiore, mostrata soprattutto in powerplay, esercizio in cui si rivela assist man eccezionale quando si piazza dietro la porta avversaria.
Purtroppo le prime due stagioni in National League sono state caratterizzate da lunghe assenze per infortunio, ma quando arruolabile il 27enne si è sempre rivelato quasi inarrestabile, come dimostra la cifra di 1,04 punti a partita in regular season, frutto anche di ben 41 assist in 54 partite disputate.
5. JESPER FRÖDEN 

Lo svedese degli ZSC Lions è sicuramente uno degli attaccanti più completi del campionato, anche se arriva da una stagione meno produttiva sul piano dei punti. È finito meno sul tabellino, ma le sue reti sono sempre di quelle pesanti, trovate in contesti di partita molto chiusi o nei momenti decisivi con giocate di grande intelligenza tattica e grande tecnica generale.
Nella squadra zurighese non è uno dei più appariscenti come Sven Andrighetto o Denis Malgin, ma sul piano generale è un giocatore fondamentale, capace di leggere il gioco in anticipo come pochi e di portare equilibrio sui due fronti.
4. ANDRÉ PETERSSON 

(PostFinance/KEYSTONE/Urs Flueeler)
Arrivato in National League in sordina e pure con diversi dubbi sulla bontà del suo ingaggio, lo svedese ha saputo subito stupire per la sua media reti, mostrando una capacità innata di tramutare in gol anche le occasioni più difficili e arrivando dal nulla.
Letale sotto porta o nell’uno contro uno grazie a una grande tecnica di bastone, Petersson ha mostrato una grande e rapidissima capacità di adattamento al campionato svizzero arrivando a segnare ben 24 reti a 35 anni nel suo primo anno di National League, un biglietto da visita che ha rapidamente cancellato ogni dubbio.
3. MALTE STRÖMWALL

In due stagioni a Rapperswil è stato capace di infilare ben 89 punti, di cui 43 reti, molte di queste decisive e spettacolari. Ai Lakers abbiamo imparato a conoscere un giocatore che a volte passa dei momenti di “pausa”, ma poi dal nulla riesce a tirare fuori il colpo decisivo ad effetto, sfruttando il suo pattinaggio, la tecnica di bastone e il gran tiro a disposizione.
Sulle sponde della Limmat sarà confrontato con una realtà più competitiva ma anche con una rosa che gli metterà a disposizione più possibilità di inserimento, e se riuscirà ad essere anche un po’ meno solista in alcune situazioni – ma frutto questo di una indomita caparbietà – potrà raggiungere livelli di rendimento ancora più elevati.
2. LUCA FAZZINI 

Scavallata la collina dei 30 anni, il “giovane” Fazzini ha raggiunto la definitiva maturità, mostrata già nella buia stagione del playout ma ancora di più incanalata grazie al nuovo staff tecnico bianconero, che si è trovato per le mani un giocatore meno solista o propenso alla conclusione a rete (che rimane un suo marchio di fabbrica) ma più inserito in un contesto da playmaker che gli permette anche di risparmiare parecchie energie da ridistribuire in un grande lavoro a tutta pista.
Divenuto ormai anche un leader ed esempio per i più giovani, Fazzini è protagonista di un rendimento che nessun attaccante oggi in attività in Svizzera può vantare, arrivando da ben dieci stagioni consecutive con più di dieci reti al proprio attivo.
1. JESSE PULJUJÄRVI 

Alla ricerca dell’ennesimo rilancio di una carriera che soprattutto in NHL non ha mai dato seguito alle attese, il finlandese già quarta scelta assoluta al Draft del 2016, a 28 anni sembra aver trovato la sua dimensione nel campionato svizzero. La prima annata trascorsa a Ginevra ha mostrato tutte le qualità di un attaccante potentissimo, estremamente difficile da fermare in velocità e dotato di una tecnica che gli permette di segnare in qualunque maniera o di mandare in rete i compagni, oltre a una forza fisica in grado di aprire spazi nello slot.
Il suo inserimento nella linea tutta finlandese con altri fuoriclasse come Markus Granlund e Sakari Manninen ha esaltato ancora di più un potenziale devastante che alla prima stagione in maglia granata ha prodotto 52 punti in altrettante partite di regular season e 9 in 12 di playoff.

