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HSHS Top Ten: i migliori centri della NL in vista del campionato 2026/27

Con l’inizio della stagione che finalmente si sta avvicinando, ecco i migliori giocatori che vedremo sul ghiaccio a partire dal mese di settembre. La concorrenza è serrata in ogni posizione, oggi diamo un’occhiata ai centri

Il campionato 2026/27 si avvicina a grandi passi, ed anche in questa stagione lo spettacolo si annuncia imperdibile. Il mercato ha portato in Svizzera diversi elementi di grande interesse, mentre tanti protagonisti già affermati sono pronti a confermarsi oppure a rilanciare le proprie quotazioni.

In vista del primo ingaggio, in calendario il 15 settembre, abbiamo selezionato le individualità di maggior spicco della National League, con l’obiettivo di individuare quelli che si pensa saranno i migliori giocatori per ogni posizione. Oggi parliamo dei centri.

10. EMIL PETTERSSON

(Timra)

È uno dei nuovi arrivi più interessanti del campionato, ed al Langnau porterà soprattutto creatività e visione di gioco. Pettersson è reduce da un’ottima stagione al Timra, chiusa con 46 punti (15 gol) in 51 partite, confermando la sua capacità di mettere i compagni nelle condizioni migliori per colpire.

Lo svedese può essere impiegato anche all’ala, ma possiede letture e qualità tecniche adatte per guidare una linea dal centro. Non è un giocatore fisicamente dominante, ma sa proteggere il disco con intelligenza, trovare linee di passaggio negli spazi stretti e cambiare il ritmo dell’azione. A Langnau ritroverà inoltre Jonathan Dahlén, con cui ha già sviluppato un’intesa eccellente, elemento che dovrebbe rendere più semplice il suo adattamento.

9. ENZO CORVI

La passata regular season ha ricordato quanto Corvi possa essere determinante quando riesce a giocare con continuità. Il centro del Davos ha infatti firmato 34 punti in appena 37 partite, con dieci gol ed un brillante bilancio di +23, tornando ad essere uno degli attaccanti svizzeri più produttivi della lega.

Il postseason lo ha invece visto in pista solamente quattro volte, con due assist, ma il suo valore rimane evidente. Corvi può vantare buone mani, visione di gioco e capacità di gestire il ritmo superiori alla media, e permette al Davos di affidare la regia offensiva a un centro svizzero. Dopo la partenza di Stransky, il suo peso è destinato a crescere anche in termini di leadership e responsabilità, mentre il recente rinnovo sino al 2029 conferma quanto il club continui a considerarlo di centrale importanza.

8. RODRIGO ABOLS

Il Berna ha ingaggiato un centro che non costruisce il proprio gioco attorno alla spettacolarità, ma che può avere un grande impatto grazie alla sua completezza. Abols arriva dai Philadelphia Flyers, con cui nell’ultima stagione ha disputato 42 partite ottenendo dieci punti, prima che un infortunio alla caviglia mettesse anticipatamente fine al suo campionato.

Con il suo fisico porta presenza nello slot, protezione del puck e grande efficacia nei duelli, ma possiede anche mani e visione di gioco che in un ruolo più offensivo potrebbero emergere maggiormente. Ex capitano dell’Örebro e protagonista del bronzo mondiale conquistato dalla Lettonia nel 2023, il 30enne è un centro two-way affidabile, esperto e difficile da affrontare. Se avrà superato completamente l’infortunio, a Berna potrebbe diventare rapidamente un punto di riferimento.

7. CALVIN THÜRKAUF

L’eccezionale annata 2023/24 è probabilmente destinata a rimanere ineguagliabile, ma Thürkauf ha vissuto una passata regular season solida con 15 gol e 34 punti in 49 partite, guadagnandosi inoltre la convocazione per le Olimpiadi di Milano.

Il capitano del Lugano rimane uno dei centri più completi della lega. Porta fisicità, pattinaggio, presenza davanti alla porta e tanto lavoro in forecheck, oltre ad essere affidabile agli ingaggi e prezioso contro le linee migliori degli avversari. La sua leadership rappresenta inoltre un elemento fondamentale per l’identità dei bianconeri. In un lineup ulteriormente rinforzato, l’obiettivo sarà ora quello di garantire continuità e trasferire il suo impatto anche nelle partite decisive.

6. HENRIK BORGSTRÖM

Alla sua prima stagione in Svizzera, Borgström ha subito messo il proprio talento al servizio della squadra per garantire un rendimento costante. Il finlandese ha ottenuto 39 punti in 47 partite di regular season, per poi aggiungerne 12 – sei gol e altrettanti assist – nei 19 incontri che hanno portato il Friborgo alla conquista del titolo.

Il suo è un pacchetto offensivo completo. Grazie al suo fisico sa proteggere il disco e farsi valere negli spazi stretti, ma possiede anche delle buone mani, visione da playmaker ed un tiro molto pericoloso. A Friborgo ha saputo assumersi responsabilità importanti, soprattutto nei momenti più tesi dei playoff. Ora conosce il campionato e potrà compiere un ulteriore passo avanti, diventando ancora più centrale nel gioco dei burgundi.

5. ANTTI SUOMELA

La passata stagione di Suomela è stata pesantemente condizionata dai problemi al ginocchio, che gli hanno permesso di disputare solamente 14 partite di regular season. Quando è stato disponibile, il finlandese ha però confermato intatto il proprio valore firmando altrettanti punti, per poi contribuire con cinque assist nelle sette sfide di playoff.

Il dubbio non riguarda dunque le sue qualità, ma la possibilità di ritrovare continuità fisica. Suomela è un centro dinamico, preciso nell’esecuzione e capace di creare dal nulla delle situazioni offensive pericolose. Ha tecnica, accelerazione ed un tiro che in passato gli ha permesso di essere anche il miglior marcatore della SHL, mentre a Losanna ha trovato un’ottima intesa con diversi compagni. Se finalmente risparmiato dagli infortuni, rimane uno degli attaccanti più pericolosi della National League.

4. AUSTIN CZARNIK

(JustPictures)

Dopo avere vinto il titolo di top scorer con il Berna, Czarnik ha confermato il proprio valore anche in una squadra offensivamente molto attrezzata come il Losanna. Lo statunitense è stato il miglior marcatore dei vodesi con 46 punti (16 gol) in 50 partite di regular season.

La sua statura continua a rappresentare solamente un dato numerico, perché Czarnik compensa con rapidità, intelligenza e una capacità fuori dal comune di trovare spazi e linee di passaggio. È estremamente efficace nelle entrate in zona offensiva, può orchestrare il powerplay ed ha dimostrato di saper contribuire anche agli ingaggi e nelle situazioni difensive. L’eliminazione ai quarti ha lasciato parecchio amaro in bocca al Losanna, ma il 33enne rimane il principale motore offensivo della squadra.

3. ZACH SANFORD

Arrivato a Lugano dopo una preparazione estiva incompleta, Sanford aveva impiegato alcune settimane per trovare il ritmo, ma da ottobre in avanti si è imposto come uno dei centri più dominanti del campionato. La sua regular season si è chiusa con 17 gol e 44 punti in 52 partite, oltre ad un bilancio di +13.

Con Fazzini e Canonica ha formato una linea capace di combinare ben 46 reti, distinguendosi per una buona visione di gioco ed una capacità di difendere il disco che pochi giocatori in Svizzera possono vantare. La sua grande statura può dare una falsa impressione di lentezza, ma Sanford sa muoversi con eleganza anche negli spazi stretti ed ha mani sorprendentemente raffinate. Il rendimento è calato nel finale e nei playoff, ma con una preparazione completa alle spalle potrebbe alzare ulteriormente il proprio livello.

2. SAKARI MANNINEN

(JustPictures)

Il finlandese ha chiuso l’ultima regular season con 45 punti (17 gol) in 46 partite, confermandosi praticamente sulla media di punto per partita per il secondo anno consecutivo, prima di aggiungere sette assist nelle 12 sfide dei playoff.

Il suo impatto va però oltre i numeri. Manninen possiede una spiccata intelligenza tattica, sa trovare spazi capaci di sorprendere gli avversari e gestisce il puck con grande precisione, risultando particolarmente pericoloso in powerplay. L’intesa con Granlund e la forza portata da Puljujärvi gli permettono inoltre di esprimere al meglio le proprie qualità di regista. Nonostante la statura ridotta, sa essere competitivo in ogni zona e porta leadership ed esperienza internazionale. Rimane uno dei centri più affidabili e raffinati della lega.

1. DENIS MALGIN

(PostFinance/KEYSTONE/Andreas Becker)

Quando accelera con il disco sul bastone, Malgin continua a dare la sensazione di essere un attaccante fuori categoria. Nell’ultima regular season ha mantenuto esattamente la media di un punto a partita, con 14 gol e 41 punti in 41 incontri, risultando il vero motore del gioco degli ZSC Lions e chiudendo con un eccellente +19.

L’infortunio alla spalla rimediato alle Olimpiadi gli ha fatto saltare il finale di regular season, ma nei playoff è rientrato firmando nove punti in altrettante partite. Controllo del puck, rapidità, creatività e capacità di superare la pressione rendono Malgin un maestro delle transizioni offensive. L’intesa con Andrighetto aggiunge ulteriore pericolosità, ma è soprattutto la sua capacità di assumersi responsabilità e cambiare il ritmo delle partite a renderlo speciale. Oggi è il miglior centro della National League.

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