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Ambrì Piotta

Landry: “Siamo forti mentalmente, le buone squadre vincono anche in serate difficili”

L’attaccante dopo il suo primo gol stagionale: “Mi fa molto bene e spero sia il primo di molti. Non sono soddisfatto del mio inizio di stagione. Ho ampi margini di miglioramento e voglio avere un impatto ben diverso in attacco”

AMBRÌ – È stato un Ambrì imperfetto, forse un po’ troppo sbadato dietro, ma ancora una volta determinato a portare a casa prestazione e risultato. A conti fatti, i due punti strappati al Bienne appaiono meritati.

“Credo che le buone squadre riescano a far risultato anche in serate complicate come questa, ed è ciò che è accaduto contro il Bienne”, ha commentato Manix Landry, alla sua prima marcatura stagionale.

Alla fine sono arrivati due punti meritati per quanto si è visto sul ghiaccio, anche se avete dovuto passare dai rigori. Come giudichi la partita?
“Penso che siamo scesi in pista con meno determinazione rispetto alla sfida vinta contro l’Ajoie. Abbiamo impiegato del tempo per prendere le misure del match, ma poi, con il passare dei minuti, siamo cresciuti e, soprattutto nella seconda frazione, ci siamo creati le migliori occasioni”.

Nel terzo tempo la situazione è precipitata, con il Bienne capace di segnare due reti in rapida successione e ribaltare una partita che poteva sembrare persa. In quel frangente, però, avete reagito con carattere senza perdere la bussola…
“Fa parte del nostro sport. Quando le cose si complicano, non puoi lasciarti andare. Devi essere in grado di resettarti e ripartire. Come ho detto, non tutti sono in grado di reagire in situazioni difficili. Noi abbiamo dimostrato di essere una buona squadra che non smette mai di crederci”.

È significativo che questa squadra sembri trovare il modo di portare a casa punti anche nelle serate in cui non tutto fila liscio, è un segnale di maturità e di crescita del gruppo?
“Sì, lo è. Trovo che in questo inizio di stagione abbiamo dimostrato di aver compiuto degli enormi passi avanti sul piano mentale. Siamo forti mentalmente, non ci lasciamo abbattere di fronte agli ostacoli e troviamo sempre il modo di sfangarla. Prima della partita ci eravamo detti che sarebbe stato importante riuscire a garantire una certa costanza di rendimento sull’arco dei tre tempi. Non ci siamo riusciti, eppure abbiamo trovato altre soluzioni per fare nostra la sfida. Sì, abbiamo dimostrato di essere un gruppo maturo”.

Hai segnato il 2-1 con una bella iniziativa personale, firmando la tua prima rete stagionale. È un gol che sa proprio di liberazione per te…
“Mi fa molto bene e naturalmente spero sia il primo di molti. Non sono soddisfatto del mio inizio di stagione. Ho ampi margini di miglioramento e voglio avere un impatto ben diverso in fase offensiva. Contro il Bienne è stato per me un primo passo avanti e l’intenzione è di proseguire su questa strada”.

Tapola richiede un gioco molto strutturato, ma il tuo gol è nato da un’iniziativa personale. È difficile trovare il giusto equilibrio tra la solidità collettiva richiesta dal sistema e la vostra creatività individuale?
“Penso che il compito principale di ciascun giocatore sia di applicare alla lettera il sistema di gioco. Sta poi al singolo sfruttare le aree grigie per farsi spazio ed esprimere la propria individualità. È ciò che contraddistingue una squadra di hockey: ognuno ha le proprie peculiarità, i propri punti di debolezza e di forza. La sfida è proprio quella di riuscire ad applicare il sistema e di inserire al suo interno quelle giocate che possono fare la differenza, pur rimanendo coerenti con il gameplan”.

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