
Ogni inizio settimana, per tutto il corso del campionato, HSHS vi proporrà la rubrica dedicata ai “top e flop”, ovvero ai giocatori che secondo noi si sono distinti negli ultimi turni di campionato, così come a coloro da cui ci si aspettava invece qualcosa in più.
Vengono selezionati un portiere, due difensori e tre attaccanti tra chi ha fatto particolarmente bene e chi, invece, ha deluso le aspettative.
Di seguito la selezione basata sui turni di campionato giocati nell’ultima settimana.

Philip Wüthrich (Ambrì Piotta): Due partite, due vittorie e appena due reti incassate. Il portiere biancoblù ha sostenuto con sicurezza un’altra settimana positiva della squadra di Tapola, togliendosi anche la soddisfazione del secondo shutout stagionale. Contro il Friborgo ha respinto 22 delle 24 conclusioni avversarie, mentre sabato ha chiuso la porta all’Ajoie con altrettanti interventi, completando il lavoro di una squadra capace di proteggerlo molto bene. Il bilancio settimanale parla del 95,7% di parate e di 3,35 GSAx, ovvero oltre tre reti evitate rispetto alla qualità delle occasioni affrontate. In quest’ultimo dato è attualmente il miglior portiere della lega con oltre dieci reti evitate rispetto a quelle attese.
Mikko Lehtonen (ZSC Lions): Due punti in ciascuna delle tre partite settimanali. Il finlandese ha trovato una continuità offensiva impressionante, chiudendo la settimana con due gol e quattro assist, per un bottino totale di 15 punti in 14 incontri. Già coinvolto in entrambe le reti zurighesi nella sconfitta contro il Davos, venerdì ha impreziosito il successo sul Langnau con una bella azione personale per il provvisorio 2-0. Domenica ha poi aggiunto due assist a Ginevra, servendo anche a Grant il passaggio per il raddoppio in doppia superiorità numerica. Nove conclusioni, un bilancio di +4 e oltre 21 minuti di media completano una settimana nella quale ha dato qualità e concretezza alla manovra dei Lions.
Max Lindroth (Kloten): Nelle due vittorie che hanno ridato ossigeno agli aviatori c’è anche il contributo del difensore svedese, capace di raccogliere quattro punti e assumersi un carico importante di responsabilità. Contro il Losanna ha fornito due assist nella rimonta dal doppio svantaggio, mentre a Lugano ha aggiunto un altro passaggio vincente e soprattutto la rete del definitivo 5-2, spegnendo le speranze bianconere di riaprire il confronto. Sabato ha poi sfiorato i 26 minuti di ghiaccio contro il Rapperswil, portando la media settimanale oltre i 24. Un gol, tre assist e un bilancio di +5 riassumono una settimana di sostanza per uno dei riferimenti della retroguardia del Kloten.
Filip Zadina (Davos): Ha saputo lasciare il segno nei momenti più importanti l’attaccante ceco, protagonista delle due vittorie settimanali dei grigionesi. A Zurigo ha firmato una rete e servito a Frehner l’assist per il gol decisivo, mentre a Langnau ha trovato il pareggio nel finale dei tempi regolamentari, prima di preparare la conclusione vincente di Egli all’overtime. Anche nella sconfitta contro il Berna ha continuato a rendersi pericoloso, raccogliendo un assist, cinque tiri in porta e due ferri. Il bottino complessivo di due gol e tre assist, unito a dodici tiri in porta, premia una settimana nella quale il suo peso offensivo è tornato ad essere protagonista.
Toni Rajala (Bienne): Sei punti in tre partite, tutti primari. Il finlandese nell’ultima settimana è stato coinvolto direttamente nelle azioni offensive più importanti dei seeläander, trovando il modo di incidere in ogni uscita. Contro il Rapperswil ha raccolto un gol e due assist, prima di andare nuovamente a segno nella sconfitta di Friborgo. Sabato ha poi impostato entrambe le prime due reti del 5-0 allo Zugo, dando impulsi decisivi per prendere subito in mano il confronto. Due gol, quattro assist e dieci tiri in porta, ottenuti in meno di quindici minuti medi per partita, riassumono una settimana nella quale ha saputo sfruttare molto bene ogni opportunità ricevuta.
Tyler Moy (Rapperswil): Il rilancio dei Lakers nel fine settimana ha trovato nell’attaccante uno dei suoi protagonisti più continui. Dopo l’assist nella sconfitta di Bienne, Moy ha alzato il proprio contributo contro l’Ambrì Piotta, mettendo a referto un gol e due assist nel successo per 6-3. A Kloten ha poi aperto le marcature, mettendo sui binari giusti un’altra vittoria importante per i sangallesi. I due gol e tre assist settimanali sono tutti punti primari, ad immagine del suo coinvolgimento diretto nelle reti della squadra.

Stephane Charlin (Ginevra): È mancato anche il sostegno del suo portiere al Ginevra, travolto da una settimana particolarmente complicata. Contro il Lugano la partita di Charlin è durata poco più di sedici minuti, con quattro gol subiti sulle prime quindici conclusioni e il conseguente avvicendamento con van Pottelberghe. In casa dell’Ajoie sono poi arrivate altre cinque reti su ventotto tiri, senza riuscire a dare una svolta alla serata dei granata. Le assenze e le difficoltà collettive hanno certamente complicato il suo lavoro, ma nove gol incassati su 43 conclusioni, per il 79,1% di parate, restano un bilancio pesante.
Enzo Guebey (Lugano): Dopo l’assist e le importanti responsabilità ricevute a Ginevra (oltre 22 minuti di gioco), nel weekend Guebey è stato il difensore meno affidabile dei bianconeri. Contro il Kloten è rimasto coinvolto nell’incomprensione con Mayer che ha favorito il nuovo vantaggio ospite subito dopo il pareggio, per poi farsi superare troppo facilmente da Dario Meyer, senza riuscire a leggere correttamente le sue intenzioni. Nemmeno a Berna ha ritrovato sicurezza, apparendo costantemente in ritardo e in affanno nel seguire lo sviluppo delle azioni. Tra tempi d’intervento sbagliati e chiusure poco efficaci, anche domenica pomeriggio è stato troppo impreciso nel suo lavoro difensivo.
Lassi Thomson (Lugano): Il suo weekend è iniziato con un passaggio sbagliato in uscita di terzo dopo appena quindici secondi contro il Kloten, errore da cui è nata l’azione dell’immediato vantaggio ospite. Sul 5-2 di Lindroth è poi rimasto coinvolto nell’inspiegabile apertura della difesa bianconera, che ha lasciato agli avversari una strada troppo comoda verso lo slot. A Berna è arrivata un’altra incertezza pesante, con l’incomprensione tra lui e Lycksell che ha favorito la giocata decisiva di Merelä all’overtime. Tante imprecisioni nelle letture e nella gestione del disco hanno così segnato in negativo due partite delicate, e nel complesso il finlandese continua a convincere poco.
Fabrice Herzog (Rapperswil): Le due vittorie del weekend hanno restituito il sorriso ai Lakers, ma sul piano personale la settimana dell’attaccante è stata decisamente grigia. Venerdì contro l’Ambrì Piotta coach Lundskog lo ha lasciato in tribuna, un segnale forte nei confronti di un giocatore che rappresentava uno dei principali colpi di mercato del Rappi. Rientrato a Kloten per l’assenza di Zangger, Herzog ha avuto sul bastone l’occasione giusta per trovare un gol che sarebbe stato significativo, ma non è riuscito a battere Fadani. È così rimasto senza punti in entrambe le presenze settimanali, con appena due conclusioni in porta e un impiego medio di poco superiore agli undici minuti. Un apporto ancora troppo modesto per un profilo come il suo, autore di appena un assist in 15 incontri.
Miro Aaltonen (Berna): Nella settimana da cinque punti degli orsi è mancato il contributo offensivo del finlandese, rimasto a secco in tutte e tre le partite, portando così a sette il numero di partite consecutive lontane dal tabellino. Qualche occasione se l’è costruita, ma le sei conclusioni complessive non hanno prodotto risultati. Domenica ha poi chiuso con un solo tiro in porta e appena due ingaggi vinti su undici, numeri decisamente poco edificanti per un giocatore nel ruolo di primo centro.
Jan Kovar (Zugo): Il capitano dello Zugo ha chiuso la settimana senza punti e con un solo tiro in porta in due partite, nonostante un impiego medio superiore ai diciotto minuti. Nel successo sul Losanna non ha mai centrato la porta, mentre a Bienne il palo gli ha negato il gol, lasciando comunque un bilancio offensivo troppo povero rispetto alle sue responsabilità (un assist nelle ultime cinque uscite). Alla Tissot Arena è poi incappato in una penalità decisamente insolita: si è seduto sulla balaustra della panchina, rimediando due minuti per comportamento antisportivo. Una disattenzione al regolamento pagata subito dai compagni, con Hofer capace di firmare il 4-0 appena sedici secondi dopo in powerplay. Un episodio che ha ulteriormente complicato una serata già difficile del capitano.

