
AMBRÌ – L’Ambrì Piotta ha chiuso il suo weekend con un successo casalingo, superando per 3-0 l’Ajoie al termine di una prestazione solida che ha rilanciato immediatamente i biancoblù. Al termine dell’incontro abbiamo raccolto le impressioni di coach Jussi Tapola.
“A Rapperswil l’avversario ha giocato bene e noi ci siamo ritrovati a rincorrere, pattinando senza riuscire ad applicare il nostro sistema e il piano partita” ci ha spiegato il finlandese. “La voglia di vincere c’era e tutti lottavano per la squadra, ma mancava qualcosa. Contro l’Ajoie è arrivata una buona reazione da parte del gruppo”.
27 punti e secondo posto dopo quindici partite. Si può parlare di un avvio incredibile?
“Direi che nessuno se lo aspettava. Basta guardare dove ci avevano collocato gli esperti nei loro pronostici, ovvero nella parte bassa della classifica. Sappiamo però che quando vinci tutti ti dicono quanto sei bravo e, se cominci a goderti troppo quella sensazione, puoi ritrovarti improvvisamente in fondo. Dobbiamo capire cosa ci rende forti e portarlo sul ghiaccio ogni giorno e in ogni partita. A Rapperswil abbiamo visto che basta perdere un po’ di grinta, anche solo quel cinque per cento nella preparazione, nei duelli, nell’intensità e nell’impegno, per non essere più competitivi. È stato comunque bello riuscire a trasmettere fiducia e segnali positivi”.
Con risultati così positivi diventa più difficile mantenere nella squadra la mentalità di chi deve sempre lottare per conquistarsi qualcosa?
“È sempre difficile, indipendentemente dalla posizione in classifica. Quando sei in fondo fai fatica a trovare fiducia: magari lotti su ogni disco perché sei in difficoltà, ma con il puck non riesci a esprimerti bene proprio perché ti manca sicurezza. Quando vinci succede il contrario. La fiducia c’è, ma devi evitare che diventi eccessiva, altrimenti rischi di perdere intensità e di essere meno efficace nei duelli. Credo che trovare questo equilibrio sia la cosa più difficile durante una stagione di hockey: mantenere la fiducia senza perdere lo spirito battagliero”.
Anche l’Ajoie come voi sta sorprendendo in positivo. Cosa è importante nel preparare una partita contro di loro?
“Direi il rispetto per l’avversario. L’Ajoie è stato per anni nelle ultime posizioni e ho sempre avuto la sensazione che le altre squadre lo sottovalutassero. Noi non lo abbiamo fatto negli ultimi playout, né all’esordio stagionale e nemmeno questa volta. Sappiamo quanto sia una buona squadra, allenata molto bene da uno dei migliori coach d’Europa. Ho lavorato con Ville Peltonen in nazionale e conosco il suo valore, che si vede anche nel gioco della sua squadra. La loro posizione in classifica non è frutto del caso o della fortuna. Il rispetto per l’avversario è stato un elemento importante per riuscire a vincere”.
A un certo punto ritroverai Jesse Virtanen. Inserirlo in una difesa che sta già funzionando sarà una sfida oppure soprattutto un’opportunità per crescere ancora?
“Una cosa che ho imparato è che, quando cominci a fare programmi per la settimana successiva o per quelle ancora dopo, finisci spesso per doverli cambiare perché qualcuno si infortuna o succede qualcosa. Naturalmente hai sempre un piano A, ma normalmente ti ritrovi a utilizzare il piano B o il piano C. Virtanen è un giocatore di alto livello e adesso si sta allenando per ritrovare la condizione partita. Non vogliamo correre alcun rischio con lui. Avere ancora un elemento del genere da poter recuperare è sicuramente una bella cosa per la squadra. La stagione sarà lunga, abbiamo giocato soltanto quindici partite e ne restano trentasette di regular season. Avremo bisogno di tutti”.
Pensando a Philip Wüthrich, possiamo dire che oramai sia un top player per voi?
“I portieri sono sempre dei top player! Direi che sono i giocatori più importanti per una squadra. Noi siamo in una buona situazione perché ne abbiamo tre validi. Wüthrich sta giocando a un buon livello, ha fiducia e speriamo che possa continuare così”.
Come gestite la sua situazione fisica, visto che non è al cento per cento ultimamente?
“Abbiamo uno dei migliori staff medici e lavorano costantemente con lui. Il ruolo del portiere costringe il corpo a posizioni molto impegnative, spesso innaturali. Ci affidiamo al nostro staff e procediamo giorno per giorno anche con Philip. Se dovesse avere qualche problema, abbiamo altri due buoni portieri pronti a sostituirlo”.
La pausa per le nazionali si avvicina. Ti aspetti che Roby Järventie venga convocato dalla Finlandia?
“Sicuramente ha buone possibilità, considerando che è il topscorer del campionato. Le decisioni verranno prese la prossima settimana e ho già avuto dei contatti in questo senso, abbiamo parlato anche del piccolo problema fisico che ha avuto. Vedremo, perché fino alle convocazioni definitive possono esserci infortuni o altri cambiamenti. Roby ha buone possibilità, ma deve giocare queste ultime tre partite ad alto livello. Questo scrivetelo! (ride, ndr)”.


