
ZUGO – Un bel primo tempo che aveva illuso un po’ tutti, poi il crollo. E così il Lugano è uscito dall’OYM Hall con una sonora sconfitta, un 7-2 che fa male. Ma com’è possibile l’ennesima brutta metamorfosi all’interno della stessa partita? Ramon Tanner fatica a trovare una spiegazione.
“È difficile da dire. Siamo veramente partiti bene, riuscendo a mettere in pratica quanto ci eravamo prefissati. Sapevamo che lo Zugo è un avversario scomodo e che sarebbe stata una sfida difficile. A volte dobbiamo semplicemente essere più furbi, i piccoli dettagli fanno la differenza. Quando siamo sotto pressione, a volte è meglio buttare via il disco e non cercare la giocata. Siamo stati puniti duramente, dobbiamo imparare la lezione al fine di migliorare”.
Insisto, com’è possibile? Da fuori tutti se lo chiedono. Dimostrate di sapere giocare bene, e poi all’improvviso il buio, si spegne la luce. È una questione di testa?
“Se lo sapessimo, avremmo già apportato i correttivi necessari. Sono le piccole cose. Può darsi che sia anche una questione mentale, ma è il nostro lavoro: siamo tutti professionisti, dobbiamo fare meglio”.
È chiaro, ci sono tanti infortuni, la qualità non è la stessa, ma sarebbe troppo facile motivare un 7-2 indicando le assenze…
“Ovvio, siamo più di 20 giocatori nello spogliatoio. La responsabilità è la nostra. Ci si può sempre nascondere dietro alcune cose o cercare scuse, ma la verità è una. Tocca a noi, a chi va sul ghiaccio, fare uno step in avanti. Non serve a nulla parlare degli infortunati. Ognuno deve dare ancora un pizzico in più, andare oltre le sue capacità. Chiaro, ci sono giocatori che non puoi rimpiazzare uno a uno, ma se ognuno dà il 5 o il 10% in più, il tutto finirà bene. Ripeto, tocca a chi è sul ghiaccio”.
È difficile restare concentrati a una manciata di minuti dal termine quando sei in svantaggio di 4 o 5 reti, e sai benissimo di non poter più recuperare?
“Non è una bella situazione, ma alla fine ci siamo cacciati noi in tutto ciò. Ognuno deve essere sufficientemente professionale per portare a termine il match dando il massimo. È anche una questione di rispetto nei confronti di chi segue le partite, non ci si può lasciare andare. E ribadisco: se fai meglio prima, nemmeno ci finisci in questa situazione”.
Giovedì arriva il Losanna. Una situazione particolare: voi reduci da un 7-2 e i vodesi addirittura da un 3-9 casalingo contro il Langnau. Queste scoppole influiranno sulle due squadre?
“Non posso parlare per il Losanna. Per quanto ci concerne, è chiaro che deve arrivare una reazione. Nel primo tempo abbiamo dimostrato di saper fare bene. Dobbiamo giocare in maniera più sporca, cercare i gol brutti e non sempre cercare lo zuccherino”.
A livello personale te la stai cavando bene, hai anche già segnato parecchie reti. Sei contento oppure guardi la classifica e scrolli il capo?
“Si cerca di portare l’energia positiva sul ghiaccio quando a livello personale sei in una buona fase. Sono un giocatore che attualmente ha ricevuto un ruolo più importante a causa degli infortuni, ora tocca a me mostrare di poter fare di più. Devo prendermi le responsabilità, voglio prendermele: è una chance gigante per me e per altri compagni per dimostrare di poter occupare un ruolo più importante. Sta a noi coglierla. Chiaramente, se riesci a segnare, fa piacere. Ma intendiamoci, continuo a fare il mio gioco e non cerco adesso di diventare uno scorer. Provo a lavorare duro, cerco di giocare solido in fase difensiva e di aiutare i miei compagni a diventare migliori. Se poi a volte arriva qualche punto personale, ancora meglio”.


