AMBRÌ - Il classico dibattito del “due punti guadagnati oppure uno perso?” in questo caso non è di facile risposta, ma una cosa è certa, ovvero che l’Ambrì Piotta è uscito nuovamente con carattere e maturità da una situazione intricata. I leventinesi hanno infatti rischiato di rovinare tutto in un match contro il Bienne sostanzialmente controllato per una buona mezz’ora dei primi due tempi, ma l’incapacità di uccidere la sfida quando ce n’è stata l’occasione - e le opportunità sono state diverse - ha permesso a Zwerger e compagni di rimanere attaccati al match, e per poco non riuscivano anche a ribaltarne le sorti.

Superato infatti un avvio di partita troppo passivo, la squadra di Tapola ha preso in mano il controllo delle operazioni praticamente a partire dal gol in powerplay di Kodytek - su bell’assist di Muggli, fresco di rinnovo - ingranando una marcia in più, ma ritrovandosi però con il motore un po’ “ingolfato” in occasione di quella doppia superiorità numerica giocata malamente.
La furbizia di Jeff Skinner ha così permesso un po’ in sordina al Bienne di andare alla prima pausa in parità, lasciando ai leventinesi quella sensazione di non aver raccolto abbastanza per quanto seminato, feeling destinato ad essere presente anche alla seconda sirena. Nel periodo centrale infatti l’Ambrì Piotta ha spinto tanto, ha sostanzialmente dominato il gioco - 21-7 il bilancio dei tiri in porta - e trovato il nuovo vantaggio con il primo gol stagionale di Manix Landry, ma per la mole di gioco espressa quell’unica rete è stata un po’ striminzita.
Ad inizio terzo tempo il Bienne è così riuscito a girare una contesa che i biancoblù avevano loro malgrado lasciato aperta, grazie a due episodi “un po’ così”. Sul pareggio firmato da Zwerger - certe cose sembrano proprio scritte nel destino - pesa infatti la grave leggerezza di Dario Wüthrich in uscita dal terzo, con il difensore che alla fine ha pagato in contanti una partita in cui ha commesso diversi errori.

Sul vantaggio seeländer di qualche minuto dopo c’è stata anche un po’ di sfortuna per capitan De Luca, che nel gestire un disco su azione d’ingaggio non è stato brillante anche a causa della presenza del linesman. A quel punto l’Ambrì ha accusato il colpo, e per diversi minuti si è rimasti in attesa di un episodio che potesse ridare energia al gruppo, che si è improvvisamente ripreso grazie alla furbizia e pazienza mostrata da Schnarr nel trovare la deviazione vincente di Järventie per il 3-3.
L’epilogo dei rigori ha poi permesso ai leventinesi di aggiungere un secondo punto al loro bottino, con Senn bravo a fermare tutti i tentativi ospiti - dopo aver piazzato qualche intervento decisivo anche durante il match - e sull’altro fronte Järventie e Schnarr ancora capaci di essere decisivi con le loro realizzazioni.
Un successo che nel complesso è sicuramente stato giustificato da una mole di gioco superiore a quella avversaria - 3.35 contro 2.19 gli expected goals in favore dei biancoblù - ma soprattutto dalla capacità di trovare anche stavolta la soluzione ad una situazione intricata. Da rivedere rimane sicuramente quell’avvio di partita troppo scialbo, mentre per il resto dell’incontro i biancoblù sono stati la squadra che abbiamo imparato a conoscere, capace di macinare gioco, anche se non sempre riesce a trasformare in gol i propri sforzi.

E in fondo va benissimo così. Non bisogna nemmeno diventare osservatori dal palato troppo fino, perché al netto degli eccezionali risultati ottenuti sinora - 29 punti in 16 partite sono tantissimi - questo rimane lo stesso gruppo che in tanti, noi compresi, pronosticavano nelle parti basse della classifica. Organizzazione, lavoro e alcune individualità rivelatesi eccezionali hanno permesso di essere sin qui la grande sorpresa del campionato, ma se in alcune serate arrivano errori e giocate non perfette, è necessario ricordare che alcune lacune sono da mettere in conto ed è normale che si manifestino.
E dunque, un punto perso oppure due guadagnati? Alla fine la risposta si rivela semplice. Se l’Ambrì non avesse saputo reagire da squadra, staremmo parlando semplicemente di una sconfitta beffarda.
IL PROTAGONISTA
Manix Landry: La sua stupenda iniziativa personale nel secondo tempo gli è valsa il primo, atteso, gol stagionale. Per lui è stata una bella liberazione, come testimoniato dalla sua esultanza, con la segnatura che ha anche premiato il lavoro di una linea - quella con Pestoni e il fratello Lukas - che per l’Ambrì è stata un bel motore nell’essere sempre presente nel gioco.
GALLERIA FOTOGRAFICA
(Clicca le frecce per scorrere le fotografie)
HIGHLIGHTS

