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Ambrì Piotta

Müller: “Abbiamo mostrato carattere, segnare mi ha aiutato parecchio sul piano mentale”

L’attaccante biancoblù è tornato nel lineup con un gol dopo l’assenza per malattia: “Ci siamo creati le nostre occasioni e abbiamo colpito nel momento giusto, siamo davvero soddisfatti di questa vittoria”

AMBRÌ – Dalla partita casalinga contro l’Ajoie ci si aspettava soprattutto una chiara reazione dopo la brutta prova di Rapperswil. Detto fatto, i biancoblù hanno subito ritrovato una certa pulizia nella propria manovra e, soprattutto, una buona compattezza difensiva.

“Penso che abbiamo iniziato la partita con il piede giusto”, ha commentato Miles Müller, autore della rete del momentaneo 1-0. “Si trattava di mostrare carattere dopo l’uscita incolore di venerdì e credo che la squadra lo abbia fatto attraverso una prestazione positiva e convincente, che ci permette di raccogliere altri tre punti pesanti per la nostra classifica”.

Hai parlato dell’avvio di partita ma è forse nel secondo tempo che l’avete vinta, tornando in pista con un gioco più organizzato e fluido rispetto ai primi venti minuti. Non a caso ne sono scaturite due reti…
“Credo che abbiamo mostrato buone cose in entrambi i periodi. Forse, nel primo, siamo stati bravi a controllare il match ma è mancata la necessaria efficacia sotto porta mentre nel secondo siamo stati più efficaci nonostante loro avessero alzato il livello per cercare di rientrare in partita. Trovo che abbiamo giocato bene in fase offensiva, creando tanto grazie ad una buona circolazione del disco. Ci siamo creati le nostre occasioni e, nel momento giusto, abbiamo colpito. Siamo davvero soddisfatti di questa vittoria”.

Nell’arco della partita avete concesso poco all’Ajoie, che non è riuscito a creare grossi pericoli dalle parti di Wüthrich. Quanto è stato importante ritrovare questa solidità difensiva dopo la serata difficile di Rapperswil?
“Sono molto felice per Philip. Ancora una volta ha sfoderato una prestazione maiuscola e, soprattutto nel corso dei boxplay, ha saputo fare la differenza con un paio di interventi che hanno trasmesso grandissima serenità alla squadra. Aiuta tanto avere alle spalle un portiere del genere. Di riflesso, poi, siamo stati molto compatti dietro. Abbiamo controllato parecchio il disco in zona offensiva impedendo all’Ajoie di imbastire azioni pericolose. Insomma, siamo stati bravi a tenerli lontani da Wüthrich e questo ha fatto la differenza”.

Pur senza brillare siete rimasti solidi, avete colpito nei momenti importanti e poi avete saputo controllare il vantaggio. Si può parlare di una vittoria della maturità?
“Sì, è così. Ci sono partite in cui l’avversario conosce a tal punto il tuo sistema di gioco e le tue debolezze che riesce ad impedirti di esprimerti come vorresti. Ci sono altre partite, invece, nelle quali riusciamo ad essere brillanti al punto da riuscire ad arginare questi tentativi avversari. Questo non è legato solamente alla messa in atto del tuo sistema di gioco, ma anche a come le individualità riescono ad esprimersi sul ghiaccio e, in questo senso, trovo che un paio di giocatori abbiano saputo fare la differenza”.

Sei rientrato in formazione, hai trovato spazio in seconda linea e hai segnato. Per te è stata una serata importante sul piano personale…
“Negli ultimi giorni ero ammalato e per questo non ho potuto giocare. Sono felice di aver fatto subito ritorno nel lineup, addirittura in seconda linea. Mi sono trovato molto bene con Joly e Kodytek e aver trovato quella rete mi ha aiutato parecchio mentalmente. Mi sono creato qualche buona occasione, sono stato solido e penso di aver aiutato la squadra a fare un buon lavoro”.

Il tuo inizio di campionato è stato forse un po’ più complicato rispetto ad altri e, dall’esterno, hai dato talvolta l’impressione di faticare ad adattarti al sistema di Tapola. Hai avuto le stesse sensazioni?
“Penso di aver vissuto un inizio di stagione fatto di alti e bassi. Se guardiamo puramente alla produzione offensiva, non posso essere soddisfatto. Ho collezionato pochi punti e di questo non sono contento. Il mio ruolo, però, va oltre l’aspetto realizzativo ed è molto improntato sul fisico. Mi viene chiesto di vincere le battaglie, gli uno contro uno, esercitare tanto forechecking e, se possibile, buttarla dentro. È questo ciò che mi caratterizza come giocatore ed è questo che mi chiede lo staff tecnico. Se riesco a farlo, allora metto altri giocatori nella condizione di segnare. Su questo aspetto posso essere invece soddisfatto perché vedo che sto facendo tante piccole cose nel modo giusto”.

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