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Interviste

Niederreiter: “È stato un po’ frustrante, ma abbiamo conquistato una vittoria importante”

Il grigionese sul successo con la Lettonia: “Sono un ottimo avversario, giocano sempre molto duro ed è delicato affrontarli. Ora sarà importante recuperare in vista della Germania, dovremo essere assolutamente concentrati”

ZURIGO – Pazienza. Questo è stato il motto di Nino Niederreiter e della Svizzera per venire a capo di una coriacea Lettonia nella seconda sfida del Mondiale giocata sabato sera.

“È così, i lettoni hanno giocato molto bene e noi non siamo riusciti a sfruttare adeguatamente le molte chance che ci siamo create”, ha commentato il grigionese. “È stato un po’ frustrante, ma alla fine siamo riusciti a conquistare una vittoria importante”.

Non deve essere stato semplice. Mezza partita per segnare la prima rete e poi è subito giunto il pareggio avversario. Una bella prova di carattere…
“Hai ragione, abbiamo fatto parecchie cose giuste, altre che invece dobbiamo migliorare. I lettoni sono un ottimo avversario, giocano sempre molto duro ed è delicato affrontarli”.

Avete incassato nel finale un’ulteriore rete che però non contava più nulla. Sei uno che ti arrabbi in questi casi?
“Vuoi sempre cercare di subire il minor numero di reti possibile, è sempre un po’ frustrante quando il tuo avversario segna, ma alla fine conta vincere”.

Il debutto è riuscito. Non solo a livello di punti, ma anche in fin dei conti per quanto concerne il gioco…
“Direi di sì, in un torneo del genere è importante partire bene e lo abbiamo fatto. Chiaramente ci sono ancora aspetti da migliorare”.

L’entrata in materia di venerdì, con il debutto a un Mondiale casalingo, ha un grande valore? Se pensi al tuo debutto mondiale nel 2010, la prima presenza in NHL oppure la prima finale mondiale, a che posto lo metti?
“È difficile da dire. Più in generale ti dico che ogni volta che puoi indossare la maglia rossocrociata è un grande highlight, è bellissimo, significa molto per me. Vedere 10’000 tifosi in rosso con questo ambiente è qualcosa di incredibile”.

Al tuo primo Mondiale a Mannheim non eri nemmeno maggiorenne, ora a 33 anni sei più consapevole del momento e lo assapori di più?
“È ovvio, anche perché so che davanti a me non ci saranno più molti Mondiali da giocatore, specialmente in patria. Sono ormai in un’età dove sono semplicemente grato di poter ancora vestire la maglia rossocrociata e mi godo ogni momento”.

È difficile concentrarsi quando scendi sul ghiaccio e vedi 10’000 tifosi elvetici? In fin dei conti è qualcosa che non hai mai vissuto nella tua grande carriera…
“No, è qualcosa d’incredibile, lo ribadisco. Sono quei momenti che ti rimangono, prevale la gioia e la gratitudine nei confronti di chi viene a sostenerci”.

Ora un giorno di pausa e poi c’è la sfida con la Germania…
“Sarà importante recuperare, sappiamo che i tedeschi saranno un osso duro, dovremo essere assolutamente concentrati”.

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