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Ambrì Piotta

L’Ambrì Piotta avrà ancora tante difficoltà da affrontare, ma un primo passo è stato fatto

I primi mesi con Tapola e i segnali visti nella serie di playout hanno permesso ai leventinesi di sfruttare positivamente gli ultimi momenti di una stagione terribile. Ora si tratterà di ricostruire partendo dalle basi tracciate

AMBRÌ – Dopo una stagione che più disastrosa non poteva essere – sul ghiaccio, ma soprattutto fuori – e mesi in cui le crepe nate dal terremoto di ottobre non avevano fatto altro che allargarsi, ora l’Ambrì Piotta può fare un bel respiro e guardare avanti.

L’arrivo di Lars Weibel e Jussi Tapola, così come le prime decisioni prese e una serie di playout chiusa velocemente, hanno rappresentato il colpo di spugna di cui il club aveva bisogno, e ora è tempo di iniziare un lungo lavoro di ricostruzione sportiva e societaria senza rimuginare ulteriormente sul passato. Di insegnamenti da trarre ce ne sono sicuramente molti, ma in fondo ora si riparte davvero da zero dopo tanti momenti difficili e alcuni pure imbarazzanti, ed è positivo che le ultime settimane abbiano già portato con sé degli elementi di positività da cui iniziare a imbastire il futuro.

Non bisogna farsi illusioni, l’attuale rosa svizzera dell’Ambrì Piotta ci dice già da ora che pure la prossima stagione non sarà semplice, e qui ci vorrà tutta l’abilità di Weibel nell’andare a scovare le giuste opportunità – soprattutto rendendo il club attrattivo ai giovani talenti – e pure una certa fermezza nel prendere chiare decisioni nell’ottica di portare la squadra a progredire.

Meritocrazia e lungimiranza non sempre sono state una costante nelle decisioni che abbiamo visto in passato, ma più recentemente la cultura introdotta da Tapola ha fatto capire che la musica dovrebbe cambiare. Questo non per essere freddi solamente per il gusto di farlo, ma per introdurre una gestione più focalizzata su risultati e performance.

In Leventina comunque non si dovrà partire proprio da zero. De Luca, Müller e Manix Landry hanno tutti le potenzialità per crescere rivestendo dei ruoli importanti, e pure Bachmann ha delle buone prospettive dopo aver rappresentato una delle poche sorprese positive della stagione. Non bisogna inoltre dimenticare che Terraneo ha solamente 21 anni e il suo percorso rimane dunque da determinare, mentre nel caso di Pezzullo (25 anni) la prossima stagione sarà giocoforza un crocevia. Al gruppo di giovani si aggiungono Lukas Landry e Nathan Borradori – quest’ultimo bravissimo nello sfruttare la chance ricevuta da Tapola – oltre a un Aris Häfliger che il club spera possa in futuro rinforzare la difesa.

Per ritornare attivi sul mercato svizzero invece Lars Weibel dovrà lavorare molto e bene. I disastri a cui abbiamo assistito in autunno e inverno non hanno fatto perdere solamente tempo all’Ambrì – che per mesi è rimasto senza un reale DS, e senza una visione a medio e lungo termine – ma anche credibilità e attrattività sul mercato, che andrà riacquisita imbastendo un processo non dissimile da quello iniziato da Duca nel 2017. Ai giovani va dato un motivo per credere che in Leventina ci sia il contesto giusto per iniziare in maniera ideale una carriera in NL, senza dimenticare che bisognerà comunque affiancare agli stranieri qualche svizzero di discreto livello per rendere solida l’ossatura della squadra.

Nell’immediato mancheranno insomma l’esperienza di Bürgler e il bottino di punti messo assieme da Zwerger, mentre rimane tutta da verificare l’effettiva capacità di Pestoni di reagire alla sua stagione più difficile in carriera. La speranza ovviamente è che possa convincere Tapola attraverso il suo lavoro estivo, ma a prescindere da questo già da oggi appare chiaro che i pilastri della prossima annata dovranno essere la solidità del sistema e l’impatto degli stranieri. In rosa l’unico elemento svizzero in età ideale e con il potenziale di fare meglio (anche se il suo “tetto” negli anni si è abbassato molto) rimane André Heim, che a 27 anni è praticamente il solo giocatore non più giovane ma nemmeno a fine corsa, come possono essere invece Kostner, Grassi e lo stesso Pestoni.

Lars Weibel avrà insomma di che rimboccarsi le maniche, valutando eventuali rinnovi e poi iniziando a pianificare sul lungo periodo, magari dando già un’occhiata al contratto di Philip Wüthrich, diventato immediatamente il portiere di riferimento di Tapola – che già lo aveva avuto a Berna – e che sarà in scadenza la prossima primavera.

La “stagione zero” dell’Ambrì Piotta è di fatto già iniziata. Per entrare davvero nel vivo bisognerà attendere che Weibel possa focalizzarsi al 100% sul suo nuovo club, mentre questo primo periodo vissuto con il nuovo ordine stabilito da Tapola ha dato in tutto l’impressione di essere già una fetta del preseason dall’annata 2026/27.

Nel chiudere, un ultimo appunto va fatto a un aspetto che lo stesso presidente Davide Mottis aveva più volte sottolineato già nel suo primo giorno di entrata in carica. La ripresa del club passerà anche da una maggiore professionalizzazione interna, perché in termini di credibilità i danni che sono stati fatti nell’ultima stagione sono avvenuti anche lontano dal ghiaccio.

Nelle fasi più delicate l’Ambrì ha dimostrato di non essere all’altezza di gestire la situazione, tra conferenze stampa mal pianificate (quella di ottobre, ma pure la presentazione di Weibel aveva lasciato perplessi), un Alessandro Benin sacrificato nell’ingeneroso ruolo di parafulmine, situazioni di attrito con la stampa e un’immagine generale verso l’esterno in continua rincorsa degli eventi. La mancanza di Paolo Duca, o comunque di una figura forte, in quei momenti è apparsa evidente.

L’Ambrì Piotta ora riparte da una personalità come Davide Mottis, il cui “equilibrio” e pacatezza appaiono ideali per guidare il club nell’attuale situazione, ma anche da uno Jussi Tapola che vuole portare idee chiare e la capacità sinora dimostrata di saperle trasmettere ai giocatori. Per conoscere meglio il pezzo centrale del puzzle, il DS Lars Weibel, bisognerà invece attendere, con la speranza che una volta uscito dall’ombra abbia davvero la capacità di pianificare ed effettuare le mosse giuste per risollevare i biancoblù.

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