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National League

Per centrare uno storico tris lo Zugo dovrà continuare con la stessa fame

Diversi giovani in prima squadra, gli ingaggi di O’Neill, di Cehlarik e il ritorno di Geisser. La squadra campione svizzera in carica ha ancora tutto per puntare a ripetersi

L’inizio della stagione 2022/23 di NLA si sta avvicinando a grandi passi, ed anche quest’anno HSHS vi darà una completa panoramica di tutte le squadre che compongono il massimo campionato svizzero.

Giorno dopo giorno troverete sulle nostre pagine commenti e analisi dei vari club, a cui abbiamo aggiunto un nostro pronostico di posizione in classifica al termine della regular season.


ZUGO

La rosa 2022/23

PORTIERI
Leonardo Genoni, Luca Hollenstein

DIFENSORI
Christian Djoos (🇸🇪), Dario Wüthrich, Livio Stadler, Dominik Schlumpf, Niklas Hansson (🇸🇪), Remi Vogel, Tobias Geisser, Samuel Kreis, Nico Gross, Arno Nussbaumer

ATTACCANTI
Brian O’Neill (🇺🇸), Yannick Zehnder, Gregory Hofmann, Luca De Nisco, Reto Suri, Dario Allenspach, Daniel Neumann, Peter Cehlarik (🇸🇰), Jan Kovar (🇨🇿), Lino Martschini, Carl Klingberg (🇸🇪), Dario Simion, Sven Leuenberger, Fabrice Herzog, Sven Senteler


(PostFinance/KEYSTONE/Philipp Schmidli)

Prendendo spunto da una citazione dell’ex calciatore inglese e oggi commentatore televisivo Gary Lineker, si potrebbe quasi affermare che nell’hockey svizzero ci sono dieci giocatori che rincorrono un disco e alla fine vince lo Zugo.

Non sarebbe così fuori luogo come citazione, se pensiamo che la squadra della Svizzera centrale si è aggiudicata gli ultimi due campionati, ricordando che fino alle ultime battute della regular season i ragazzi di Dan Tangnes non erano ancora i dominatori della classifica e che in finale hanno dovuto rimontare in maniera incredibile quanto inesorabile uno 0-3 sugli ZSC Lions.

Si parla di una squadra che dal 2015 ha sempre terminato la sua regular season nelle prime quattro posizioni, tre volte al secondo e due volte al primo posto, disputando quattro finali e vincendone due.

Insomma, si parla dell’assoluto dominatore dell’hockey elvetico non solo per i risultati in sé – che sono quelli a contare – ma per la maniera con cui li raggiunge. Programmazione, sviluppo dei giovani in stile “cantera”, tutta una filiera che parte dalla formazione, allo scouting fino alla capacità di trovare ricambi e generare sempre un gruppo vincente. Non illudiamoci, lo Zugo è arrivato fin qui con un percorso (non sempre fruttuoso) durato almeno dieci anni, ma si sta comunque garantendo la capacità di mantenersi ai vertici ancora per molto tempo.


ARRIVI
Brian O’Neill (F, Jokerit)
Peter Cehlarik (F, Avangard Omsk)
Tobias Geisser (D, Washington Capitals)

PARTENZE
Claudio Cadonau (D, Langnau)
Jerome Bachofner (F, ZSC Lions)
Marco Müller (F, Lugano)
Robin Meyer (G, Rapperswil)
Anton Lander (F, Timra HK)

STRANIERI
Jan Kovar (F, 🇨🇿)
Carl Klingberg (F, 🇸🇪)
Christian Djoos (D, 🇸🇪)
Niklas Hansson (D, 🇸🇪)
Brian O’Neill (F, 🇺🇸)
Peter Cehlarik (F, 🇸🇰)


Ad oggi la squadra campione in carica è praticamente la stessa dell’ultima stagione fatta eccezione per pochissimi ma importanti movimenti. Sul fronte straniero i nuovi nomi sono quelli di Peter Cehlarik e Brian O’Neill, che andranno a rinfoltire un fronte offensivo completo come pochi e abbastanza folto di attaccanti di spicco.

Lo slovacco potrebbe essere un giocatore perfetto per l’hockey svizzero, mentre può sorprendere la scelta di sostituire il partente Lander con l’americano, un attaccante di 34 anni reduce comunque da stagioni brillanti in KHL con la maglia dello Jokerit e che andrà a ricoprire la casella di centro della seconda linea.

Rientrato il citato Lander in Svezia, partiti Marco Müller per Lugano e Bachofner per Zurigo, la rosa dei tori è rimasta quasi invariata e potenziata dai due nuovi stranieri e, fatta eccezione per l’eventuale e graduale inserimento di alcuni giovani come Devin Stehli e Daniel Neumann, il reparto offensivo continua ad essere uno dei più completi ed omogenei della lega.

Kovar, Klingberg, Hofmann, Simion, Herzog e Martschini garantiscono qualità, forza, intercambiabilità, i vari Zehnder, Leuenberger e Senteler sono invece l’immagine dell’affidabilità in ogni contesto. E non vanno dimenticati i giovani nel reparto offensivo, per come in particolare lo Zugo abbia potuto contare su un apporto molto alto in termini di qualità da una quarta linea regolarmente formata dagli ultimi arrivati, come De Nisco e Allenspach, e questo ci riallaccia al discorso sulla formazione globale all’interno di tutta l’organizzazione per trovare sempre giocatori pronti anche ai loro esordi in prima squadra.


Il reparto arretrato ha guadagnato ulteriore qualità con il ritorno dall’AHL di Tobias Geisser e con i due svedesi Hansson e Djoos ha la certezza di avere anche spinta offensiva a profusione. I giudizi positivi sulla difesa – la meno perforata della scorsa stagione con 2,44 reti subite a partita – stanno anche nell’età media di 24,6 anni (Dominik Schlumpf è il più anziano con 31 anni) e con l’inserimento di alcuni giovani e il ritorno di elementi come il citato Geisser, Dan Tangnes si è assicurato il futuro di questo reparto.

Per capire quanto sia equilibrata la squadra tra attacco e difesa basti pensare che lo Zugo ha terminato la scorsa regular season con la media più alta di reti segnate a partita (3,4) ma di queste “solo” l’85,6% sono arrivate dal settore offensivo, il che ha fatto del reparto attaccanti dei tori il sesto della lega per produttività, ma unito a una difesa in grado sia di segnare che di garantire solidità con pure il miglior box play di National League, ne esce un gruppo straordinariamente compatto.

Certo, alcune cifre non sarebbero possibili senza l’apporto di Leonardo Genoni in porta, il quale avrà la grande sfida di confermarsi al top contro i diversi stranieri giunti durante l’estate. Dietro Genoni c’è anche un Hollenstein che non sfigurerebbe quale titolare in diverse squadre del campionato, tanto per confermare come anche in porta lo Zugo sia coperto quasi alla perfezione.

Coach Dan Tangnes avrà il compito di tenere il gruppo sotto tensione e sempre affamato, con l’obiettivo di centrare un tris che avrebbe dello storico. La squadra, rimasta praticamente immutata per qualità con alcuni innesti interessanti ha tutte le carte in regola per uscirne ancora vittoriosa, ma mai come in questi casi sarà la capacità dell’allenatore a dover allungare un ciclo che ai giorni nostri sa già di straordinario.


MIGLIOR INNESTO

Peter Cehlarik: Lo slovacco arriva nei migliori anni della sua carriera dopo due ottime stagioni in Europa e potrebbe avere le qualità perfette per sfondare nel campionato svizzero. In una squadra profonda come quella dei tori può trovare collocazione ovunque, con le sue caratteristiche esaltate dal sistema dei campioni svizzeri.

ADDIO DOLOROSO

Marco Müller: Il nuovo giocatore del Lugano è stato comunque il miglior attaccante svizzero dello Zugo nella scorsa regular season, e anche in seno alla squadra di Tangnes si è confermato un jolly di alta qualità in grado di adattarsi a qualunque compagno. I Tori sono perfettamente in grado di sostituirlo, ma il suo apporto è stato comunque di alto livello per tutta la stagione.

FATTORE X

La fame e la tensione: Per non rischiare di vedere il suo gruppo appagato, Dan Tangnes dovrà essere bravo a tenere alta la tensione. In fondo il “core” principale della squadra gioca e trascina il gruppo assieme da diversi anni e per allungare il ciclo vincente dovrà continuare a trovare gli stimoli che lo hanno contraddistinto nelle cavalcate ai due titoli consecutivi.


La classifica di HSHS

1. _________
2. ZUGO
3. GINEVRA
4. _________
5. BIENNE
6. _________
7. _________
8. _________
9. __________
10. __________
11. __________
12. KLOTEN
13. LANGNAU
14. AJOIE

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