
Dopo ogni weekend di campionato HSHS vi proporrà una rubrica dedicata agli ultimi impegni di Ambrì Piotta e Lugano, da cui abbiamo tratto una serie di spunti che vi lasciamo di seguito.
Verranno selezionati cinque episodi o fatti interessanti che hanno caratterizzato i match delle squadre ticinesi, a volte con l’obiettivo di analizzare quando successo sul ghiaccio, altri semplicemente per strapparvi un sorriso!

1. Qualcosa di cui sparlare

Passione viscerale, attaccamento e rapporto con i giocatori quasi fossero dei famigliari. È così che si vive l’hockey in Ticino, e i casi delle esclusioni di Giovanni Morini e Inti Pestoni sui due fronti cantonali hanno fatto smuovere discussioni appassionate e per certi versi quasi tragiche.
A Lugano il caso è – per ora – rientrato con il ritorno in pista di Morini contro il Rapperswil, con il numero 23 accolto da un’ovazione e acclamato dai tifosi anche al termine della partita. L’italiano ai microfoni non ha voluto parlare di casi o dinamiche di mercato, ha solo di nuovo ribadito il suo essere un grande professionista che ha accettato le decisioni dello staff con positività, lasciando che le telenovele si facessero fuori dalla sua cerchia. Va bene caro Giovanni, ma ora noi di cosa sparleremo?
2. “Ah s**t, here we go again”

Ci si perdoni l’espressione colorita, ma la frase di apertura del protagonista del videogioco “GTA San Andreas” negli anni è diventata uno dei meme di internet più riconoscibili. Nella situazione di Carl Johnson devono essersi trovati anche i tifosi del Lugano presenti e non alla Raiffeisen Arena di Porrentruy, proprio nel momento in cui Anttoni Honka ha infilato il 2-3 in powerplay e lanciato la rimonta dei padroni di casa.
Proprio ricordando come andò a Langnau tutti hanno avuto questo emblematico déjà vu e di fatti la cosa si è amaramente ripetuta addirittura in maniera non sorprendente. Tomas Mitell e Stefan Hedlund dovranno essere dei bravi “gamer” per evitare di ritrovarsi sempre allo stesso livello, con le stesse immagini e le stesse frasi da ripetere.
3. Prima la croce, poi la delizia

Quando è stato annunciato il suo ingaggio con annesse descrizioni delle caratteristiche, si è subito capito che Lassi Thomson è uno di quei giocatori da prendere così com’è, impossibile da equilibrare perché andrebbe a perdere le sue caratteristiche. Da una parte il grande talento offensivo con un tiro potentissimo, dall’altra un gioco di contenimento leggero e ad alto rischio, di certo non una novità tra i difensori offensivi.
Per il momento il finnico ha alternato le sue caratteristiche, inizialmente nascondendo le migliori e facendosi notare per diverse penalità piuttosto ingenue, ma nelle ultime uscite abbiamo visto i numeri di cui è capace, come la splendida rete contro il Rapperswil e il lancio al laser per Fazzini a Porrentruy, segno che anche il numero 60 sta prendendo le misure della National League.
4. C’è del buono in Danimarca

In queste prime giornate di campionato, i tifosi del Lugano hanno imparato a conoscere ii nuovi giocatori, tra tante attese e qualche sorpresa. Di sicuro tra i più bravi a farsi notare agli occhi del pubblico è stato il giovane Daniel Olsson, il quale finora ha goduto di grande fiducia da parte dello staff tecnico, schierato anche nel top six.
Il danese ha potenziale da power forward grazie alla stazza e al suo pattinaggio, ma ovviamente appare ancora un po’ da sgrezzare in alcuni movimenti e tatticamente acerbo, ma la crescita mostrata di partita in partita lascia ben sperare. Non ha ancora potuto festeggiare la rete, anche se alcune belle occasioni le ha avute, ma non sembra lasciarsi prendere dalla foga, tanto che dopo quel bel movimento per inserirsi nello slot assieme a Tanner contro il Rapperswil, ha avuto la lucidità di passare il disco al numero 7 invece di tentare il tiro a sua volta davanti a Punnenovs per cercare il suo primo gol in bianconero, una decisione che può dire molto sulla maturità di un giovane giocatore.
5. Il fantasma di Elvis

È sotto gli occhi di tutti il fatto che il rendimento di Niklas Schlegel sia ben al di sotto delle aspettative in questo inizio di stagione, e non è solo conferma numerica. Su Van Pottelberghe è ovviamente difficile dare un giudizio, ma in ben più di una partita il numero 34 si è mostrato troppo fragile cadendo nei buchi neri assieme ai suoi compagni.
E da qualche mese ormai si vocifera sul ritorno di Elvis Merzlikins alla Cornèr Arena, in cui l’oggi portiere dei Toronto Maple Leafs ha già fatto visita ad inizio stagione. Addirittura si parlava di un suo ipotetico ritorno in inverno in caso di rescissione da parte della sua franchigia, ma il suo infortunio – più lungo del previsto – rende incerte alcune dinamiche.
Tutto questo vociferare può avere un impatto sul mentale di Niklas Schlegel, l’unico sotto contratto per la prossima stagione? I giocatori spesso si dicono estranei a ciò che si dice su media e social network, ma in Ticino pare molto difficile non essere sfiorati da certe notizie o rumor anche cercando di starne lontani, si spera solo che a far rendere sotto le aspettative lo zurighese non sia il fantasma di Elvis, che come il Re del Rock ha sempre dei seguaci sicuri del suo ritorno.

