
(Photobrusca)
LUGANO – Dalla rimonta sullo Zugo al primo derby stagionale, il Lugano si prepara a un altro appuntamento importante davanti al proprio pubblico.
Il campionato è ancora alle prime battute, ma la sfida cantonale rappresenta già un’occasione per dare maggiore slancio al cammino della squadra. Coach Tomas Mitell e il suo staff stanno ancora cercando l’alchimia giusta, e dopo aver cambiato qualcosa in attacco per l’ultima uscita, nel derby sarà il turno di nuove coppie difensive.
“Probabilmente continueremo a cambiare qualcosa nelle linee. Dallo scorso anno sappiamo che Canonica, Sanford e Fazzini formano un buon blocco per noi, quindi cerchiamo di non toccarlo se non è necessario. Con gli altri proviamo diverse combinazioni, per costruire l’intesa e capire cosa funziona”, ci ha spiegato l’allenatore svedese.
“Finora è andata discretamente, ma è un lavoro ancora in corso, come per il resto del nostro gioco. La quarta linea è stata molto positiva e nel complesso la squadra ha lavorato bene. Abbiamo sette stranieri che si impegnano per il gruppo e siamo contenti dell’intesa che si sta creando. Comporre il lineup non è semplice, soprattutto per i sei posti riservati agli stranieri, sono tutti molto vicini e probabilmente meriterebbero tutti di giocare. Questo rende le decisioni un po’ complicate”.
Quanto è vicina questa squadra all’hockey che vuoi vedere?
“Se ne vedono alcuni tratti, ma credo che anche le squadre che vincono il campionato pensino sempre di poter fare qualcosa meglio. Non si gioca mai una partita perfetta, il sistema non è perfetto e nemmeno il coach lo è. È proprio questo a darci la motivazione per migliorare ogni giorno. Nel complesso siamo stati solidi e ci siamo dati una buona possibilità di vincere tutte le partite. L’inizio è discreto in termini di punti e abbiamo giocato tanti minuti di buon hockey. Come succede alla maggior parte delle squadre in questo periodo, possiamo comunque fare meglio”.
Kupari è sembrato più a suo agio all’ala. È una soluzione che ti convince?
“A volte spostare un centro all’ala gli permette di giocare un po’ più libero, perché ha qualche responsabilità in meno. Kupari ha fisico, sa pattinare e sa tirare, quindi questo ruolo può aiutarlo a sentirsi più sciolto, sapendo di avere un centro che gli garantisce una maggiore copertura. Vedremo anche in funzione degli infortuni e delle necessità, ma avere giocatori capaci di ricoprire entrambi i ruoli è sempre un vantaggio”.
Hai già vissuto i derby la scorsa stagione. Come si mantiene la squadra concentrata sul proprio gioco in una partita così carica di emozioni?
“Prima di tutto sono professionisti e questo fa parte del loro lavoro. Noi cerchiamo di aiutarli con dei richiami tra un cambio e l’altro e durante gli intervalli, ricordando i principi fondamentali e qualche dettaglio specifico della partita. Normalmente fanno un buon lavoro. Nel derby serve soprattutto trovare il giusto equilibrio. Bisogna essere entusiasti, ma anche concentrati, senza cominciare a correre dappertutto”.
Che impressione ti ha fatto l’Ambrì Piotta in questo avvio di stagione?
“Una buona impressione. Vedo una squadra che lavora tanto e segue una struttura. Ha un coach finlandese e normalmente questo significa che c’è una buona organizzazione nel gioco. Hanno iniziato bene, si impegnano e stanno mostrando buone cose. Per noi sarà una sfida impegnativa”.
I biancoblù stanno ottenendo buoni risultati anche agli ingaggi. Nelle tue scelte può pesare la presenza di un giocatore come Shore, che può dare una mano in questo esercizio?
“Gli ingaggi sono sempre importanti, anche se non ho studiato nello specifico i numeri dell’Ambrì. I nostri mi sembrano complessivamente buoni, soprattutto se li confrontiamo con quelli dello scorso anno, quindi da questo punto di vista ci sentiamo a nostro agio. Vincere un ingaggio e cominciare con il possesso del disco aiuta, naturalmente, ma nella partita ci sono anche tanti altri dettagli”.
La ricerca dell’intesa riguarda anche le coppie difensive. I cambiamenti nascono da qualcosa che non ti ha convinto oppure dalla volontà di esplorare altre soluzioni?
“Una parte della valutazione riguarda quello che si vede durante una partita, nei venti minuti che un giocatore passa sul ghiaccio, ma poi ci sono anche tutti gli allenamenti. Inoltre torniamo alla questione degli stranieri. Schierare cinque attaccanti e un difensore oppure quattro attaccanti e due difensori cambia parecchio anche la composizione delle coppie. Tutti gli stranieri stanno lavorando molto bene e si stanno abituando sempre di più al nostro modo di giocare. Continuiamo quindi a provare diverse combinazioni. Sappiamo che Alatalo e Müller hanno giocato molto insieme lo scorso anno, così come Peltonen e Alatalo sono già stati compagni di coppia. Con Thomson, che è appena arrivato, vogliamo capire quali siano gli abbinamenti migliori e le soluzioni più adatte a tutti”.
Negli ultimi allenamenti avete lavorato molto sul powerplay. Sei soddisfatto dei progressi? E i gol subiti in shorthand rischiano di condizionare la fiducia dei giocatori?
“Partendo dai gol subiti, dobbiamo trovare un equilibrio. Non possiamo concederli e serve prontezza e determinazione anche nel difendere. Ai giocatori del powerplay e a tutta la squadra non piace certamente incassare queste reti, quindi dobbiamo eliminarle, pur sapendo che ogni tanto possono capitare. Per quanto riguarda il nostro gioco con il disco, invece, vedo dei miglioramenti. Negli ultimi due giorni sono cresciute l’intensità, la rapidità nel far circolare il puck e la propensione ad attaccare. Anche contro lo Zugo, in realtà, avevo già visto un passo nella direzione giusta. Servono tempo, allenamenti e partite per trovare i meccanismi, soprattutto quando non si parte benissimo e bisogna lavorare ancora di più. Vedo squadre con il 40% di efficacia, poi guardo i loro gol e ci sono tiri deviati o dischi che rimbalzano… Non significa necessariamente che stiano giocando un hockey straordinario. Siamo all’inizio della stagione e continuiamo a lavorarci, ma intensità e mentalità offensiva stanno andando nella direzione giusta”.
Anche per te il derby è una partita che si aspetta in modo particolare?
“Certo, l’Ambrì è uno di quegli avversari per cui cerchi la data sul calendario. È una sfida importante per tutto il Ticino e per il nostro hockey, avere partite e rivalità di questo tipo è una bella cosa. Rispettiamo l’Ambrì, ma allo stesso tempo sappiamo quanto conti vincere e creare una bella atmosfera nella nostra pista. Siamo entusiasti, siamo pronti e speriamo di vivere una bella serata di sabato”.


