AMBRÌ - Ha saputo nuovamente confermarsi l’Ambrì Piotta, nonostante la sconfitta. I leventinesi contro una corazzata come gli ZSC Lions hanno infatti messo in pista una prestazione che nel complesso è stata all’altezza della capolista, ma che purtroppo è stata vanificata da ben quattro reti incassate in boxplay che ovviamente hanno reso praticamente impossibile pensare di battere Malgin e compagni.
Eppure questo non cambia di molto le sensazioni che la partita ha lasciato, perché la squadra di Tapola ha giocato nuovamente con organizzazione, intensità e passione, ed infatti il fattore più significativo del match è stata la reazione - quasi illogica, visto che le reti di vantaggio erano diventate quattro - imbastita nel terzo tempo. Lì si è visto come questo Ambrì sia già una squadra molto unita al suo interno, e trascinata da uno strepitoso Järventie è andata davvero vicino a riaprire clamorosamente la sfida.

L’attaccante finlandese ha purtroppo firmato un hat trick che non si è tradotto in un risultato utile, ma si è reso protagonista di una prova maiuscola e che sicuramente avrà catturato l’attenzione di tutta la lega, di cui attualmente è il top scorer con nove punti in cinque incontri. Attorno a lui anche il resto della squadra ha fatto bene, sia a livello di singoli che in termini di organizzazione di gioco, con tante uscite dal terzo pulite nonostante la caratura dell’avversario e un gioco a 5-contro-5 sempre perlomeno alla pari, se non a tratti superiore.
Purtroppo però gli special teams sono parte integrante dell’hockey, tanto che all’Ambrì Piotta sarebbe bastato segnare almeno un gol in powerplay ed incassarne uno in meno in boxplay per portare almeno la sfida all’overtime. La serata di venerdì ha però rappresentato anche una lezione importante, ovvero che l’indisciplina o qualche imprecisione di troppo verranno sempre pagate a caro prezzo contro le avversarie più quotate.

I Lions in questo sono stati perfetti. Quando Wüthrich e Isacco Dotti hanno commesso i due falli che hanno svoltato la partita, Knak e Grant hanno colpito due volte in meno di un minuto, dando prova della forza di una squadra dai singoli davvero impressionanti. Indubbiamente è stato un peccato vedersi scivolare dalle mani una situazione che sin lì l’Ambrì aveva ben interpretato, ed anzi il periodo centrale aveva confermato la capacità dei leventinesi di giocare ad alto ritmo anche contro la banda di Claude Julien.
Come detto però un messaggio importante è arrivato nel terzo tempo, sia per il “marchio” messo da Järventie sulla sfida, ma anche per l’energia che il gruppo ha saputo trovare nonostante il risultato sfavorevole. Pensando al derby di sabato forse l’Ambrì in quel frangente ha speso molto e potrebbe pagare un po’ dazio alla Cornèr Arena, ma d’altro canto i ragazzi di Tapola hanno sin qui dimostrato di non giocare governati da questi pensieri.

Ed infatti nel finale ci sono state alcune opportunità per riaprire addirittura la partita, con delle occasioni capitate a De Luca e soprattutto Joly che hanno fatto venire qualche brivido a Zumbühl. Nella terza frazione ha fatto spazientire la Gottardo Arena anche la conduzione arbitrale, in particolare per un intervento pericoloso di Bader su Pezzullo che poteva essere sanzionato più severamente, e poi per alcuni episodi che avrebbero portato anche l’Ambrì a giocare in doppia superiorità numerica.
Peccato, ma nel complesso - come già successo a Losanna - la sconfitta è arrivata comunque al termine di una prestazione di rilievo, e dopo cinque match i leventinesi non hanno ancora “bucato” alcuna partita, e questo è significativo. L’Ambrì ha inoltre trovato le energie per finire molto bene l’incontro, e questo - se diamo per buono uno dei tanti mantra dell’hockey - dovrebbe essere un bel fondamento per il primo derby stagionale.
IL PROTAGONISTA
Roby Järventie: Purtroppo il suo primo hat trick in Svizzera non è coinciso con una vittoria, ma la sua prestazione è stata impressionante, anche ricordando che fisicamente il finlandese non è al meglio ed attualmente gioca senza allenarsi. Nelle sue tre reti abbiamo visto un mix di tecnica (la prima), furbizia (la seconda) e potenza (la terza). Il risultato sono nove punti in cinque match, che lo rendono il top scorer del campionato.
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