LUGANO – L'incredulità del terzo gol subito in shorthand in queste prime tre partite di campionato stava per lasciare spazio alla rassegnazione, tanto la cosa si stava facendo grottesca. Non è più una novità, purtroppo, che il power lay del Lugano sia qualcosa di inspiegabile al momento, ecco perché la gioia dei quasi 5'500 presenti al gol di Aebischer all'overtime è stata doppia, una liberazione.
Perdere questa partita, contro uno Zugo sorprendente per produzione offensiva nelle prime due uscite lontano da casa - questa è la terza trasferta consecutiva per i tori - non sarebbe stato uno scandalo, oltretutto con un Hofmann ritrovato da Marjamäki, ma rischiare di perderla per ancora i soliti errori grossolani sarebbe stato piuttosto deleterio.
Però il Lugano è riuscito a fare qualcosa di molto buono in questo incontro, perché dopo la rete di Senteler le mani si sono fatte più tremolanti, la testa ha cominciato a pensare troppo, ed era evidente come la squadra di Mitell si sia bloccata quasi nel non voler rischiare di far cadere di nuovo il castello di carte.

(Photobrusca)
A cambiare tutto è stato il "solito" Fazzini con un tiro improvviso dei suoi nel secondo periodo, e quella rete ha ridato fiducia a una squadra che però in quel frangente non è stata diligentissima nel gestire i momenti, tanto da subire il nuovo vantaggio ospite a fil di seconda sirena in boxplay.
Non è un caso se a raddrizzare la baracca stavolta sia stata parte della quarta linea in combutta con Thürkauf, l'energia messa dal capitano e da Bertaggia nel finalizzare l'azione del 2-2 è ciò su cui più ha potuto contare Tomas Mitell, perché cercare di raddrizzare la sfida semplicemente “giocando” non era sufficiente. Difatti la partita si è sviluppata in maniera molto intensa, con un pattinaggio continuo ed energico e la mancanza di lucidità nei momenti finali ha prodotto diversi errori sui due fronti, tra due squadre che a quel punto la partita avrebbero voluto vincerla in qualunque maniera, trasformando il match in una battaglia ricca di ribaltamenti di fronte.
Il gol di Aebischer all'overtime - il numero 26 anche senza il compagno Dahlström ha disputato una egregia partita al fianco di Brian Zanetti - ha suggellato questa prova di forza del Lugano contro un avversario organizzato e dal gioco molto intenso, con dei Tatar, Kovar e Wingerli decisamente diversi rispetto a quelli visti all'opera un anno fa. Una prova soprattutto di forza, dicevamo, muscolare e collettiva, del gruppo, meno con l'acume tattico e il raziocinio.

(Photobrusca)
Mitell ha avuto una gran bella risposta dal gruppo dopo la sconfitta di Kloten e la doppia rimonta contro i tori, ma i problemi evidenti restano e vanno corretti al più presto, con l'aiuto di un calendario che ai bianconeri per ora ha riservato un ritmo da anni 90, con due partite settimanali. Meno risposte sono arrivate dai cambiamenti apportati al line up offensivo, soprattutto dal terzo blocco tutto straniero.
Shore ha dato lampi di buone giocate, ma è parso ancora a corto di ritmo e si è fatto prendere più volte dallo svantaggio sull'uomo, senza riuscire a accendere un Innala di nuovo anonimo e mestamente sterile sull'unica occasione trovata durante la partita, sparando il disco sul petto di Genoni. C'è di buono che bene o male il blocco di Sanford, Fazzini e Canonica riesce sempre a colpire anche nelle partite in cui è più in ombra e il quarto blocco è sempre quello più brillante per energia e capacità di forecheck.

(Photobrusca)
Buone impressioni anche da Kupari, che all'ala è effettivamente più libero di scatenare le sue qualità, e anche Thomson ha disputato una partita in crescita, prendendo diverse decisioni importanti nel terzo tempo e rendendosi utile anche in box play con alcuni tiri bloccati.
La squadra bianconera continua a ben impressionare a cinque contro cinque, tanto da avere la miglior difesa a parità numerica di National League con sole due reti subite (più una a 6 contro 5 a porta vuota a Kloten) in 120 minuti di gioco regolamentare e questo dimostra la bontà della struttura di squadra. Tanto invece dovrà essere fatto soprattutto in powerplay, dove ci si aspettava soprattutto la mano dei nuovi, che ad immagine di Innala (e martedì anche di Lycksell) al momento sembra ancora tremolante.
IL PROTAGONISTA
Luca Fazzini: Forse non è stato il migliore in assoluto in pista, ed effettivamente la sua linea si è vista meno del solito, ma alla fine a sbrogliare la matassa ci è voluto il suo zampino in due occasioni. Dal nulla il rasoghiaccio del pareggio iniziale che ha sbloccato i bianconeri, e poi quel polsino spettacolare nell'overtime che ha letteralmente fatto tremare l'incrocio dei pali prima di trovare la paletta di Aebischer. Gli unici due tiri che hanno fatto veramente vacillare anche un Genoni decisamente in palla.
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