Social Media HSHS

Interviste

Gianinazzi: “L’hockey non è mai una certezza, occorre essere bravi ad adattarsi”

Il coach bianconero analizza la prima uscita vincente nel nuovo anno del suo Lugano: “Un primo tempo un po’ arrugginito, un ottimo periodo centrale e venti minuti conclusivi in cui abbiamo concesso pochissimo al Losanna”

LUGANO – Luca Gianinazzi può sorridere all’apertura del 2023 del suo Lugano, vittorioso contro il Losanna in uno scontro diretto. Il coach bianconero sottolinea i punti positivi della prestazione dei suoi ragazzi ma ha un occhio anche per le situazioni da migliorare: “Non aver subito reti bel terzo periodo è stato un merito – afferma il 30enne – ma ovviamente avrei preferito sfruttare meglio le occasioni create in quel bel secondo tempo”.

Luca Gianinazzi, che partita hai visto dal tuo punto di vista?
“Nel primo tempo ho visto due squadre alle prese con un po’ di ruggine natalizia e ovviamente non è stato il miglior periodo della stagione, mentre nel secondo siamo stati nettamente i migliori anche se abbiamo mancato di uccidere la partita. Abbiamo forse sofferto un po’ nel terzo periodo ma restando ordinati abbiamo impedito al Losanna di rendersi pericoloso a più riprese e dove ci sono riusciti c’era Koskinen a metterci una pezza”.

Nel secondo tempo vi è mancata la cattiveria necessaria per chiuderla? Con un paio di occasioni sfruttate in più lo svolgimento poteva essere ben diverso…
“Anche questo è l’hockey in fondo, perché non ti dà alcuna certezza e a volte bisogna ricominciare da capo nonostante il lavoro. Alla fine lo scopo è uno solo mettere più dischi nella porta avversaria e in questo ci siamo riusciti, però è vero che mancando di lucidità, furbizia o cattiveria le partite possono svilupparsi in maniera diversa. Ad ogni modo quando si creano così tante occasioni da rete è solo positivo, perché significa che ogni volta siamo più vicini a segnare un gol e di partita in partita diventa decisivo”.

Nel terzo tempo avete forse arretrato un po’ troppo nonostante il risultato ancora stretto?
“Credo sia umano che a un certo punto della partita qualcosa cambi sul piano del gioco, il Losanna ha cercato di mettere pressione con i difensori che lanciavano il disco lungo o giocavano diversi “pinch” sulla loro linea blu offensiva. Alla fine come giochiamo noi dipende anche da come giocano i nostri avversari, l’unica cosa che avremmo dovuto fare meglio nel terzo periodo era di cercare maggiormente il possesso del disco per tenere lontano i vodesi dalla nostra zona e abbassare il ritmo a nostro favore. Ad ogni modo gli abbiamo impedito di segnare e questo è stato il fattore decisivo”.

Sei ripartito nel nuovo anno con linee completamente diverse, quali le ragioni di questi cambiamenti?
“Lo scopo è sempre quello di cercare di utilizzare i giocatori sfruttandone il massimo potenziale e di metterli nelle migliori condizioni perché lo possano fare. Ogni giorno vediamo i giocatori, abbiamo nuove informazioni e le idee di conseguenza cambiano. Credo che se restassi ancorato tutta la stagione sulle stesse idee sarebbe un problema”.

Hai perso Granlund dopo il primo tempo, quali informazioni puoi darci a riguardo?
“Granlund ha subito un check durante un power play nel primo tempo, mentre gestiva il disco dietro la porta e ha riportato una contusione alla spalla. Non ne sappiamo ancora molto per il momento, credo che nella giornata di martedì avremo più informazioni sul suo stato di salute”.

Click to comment
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità

Partner

HSHS Talk

Collegamenti veloci

Commenti recenti

Pubblicità

Altri articoli in Interviste