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Ambrì Piotta

Pestoni: “Siamo degli underdog, ma giocando uniti possiamo dire la nostra contro tutti”

L’attaccante ticinese: “Quando un coach ti dice cosa fare, vedi che le cose funzionano e vinci, la fiducia cresce in maniera esponenziale. Ora meglio restare con i piedi per terra e continuare a lavorare a testa bassa”

AMBRÌ – Terza vittoria consecutiva, secondo posto in classifica e, soprattutto, un gran bell’hockey. L’Ambrì Piotta di Tapola continua a sorprendere e tra i tanti aspetti positivi della truppa leventinese ritroviamo Inti Pestoni, tornato ad essere una pedina centrale dello scacchiere biancoblù.

“Abbiamo giocato bene, sia come squadra che come linea”, ha commentato l’attaccante ticinese. “Insieme a Joly e Kodytek abbiamo prodotto tre reti ma questo in sé non è nulla di speciale. Quel che ha funzionato, trovo, è stata soprattutto la grande tenuta difensiva che abbiamo mostrato. Portare a casa tre punti contro questo Friborgo non era affatto scontato e per questo possiamo essere molto contenti”.

Avete trovato il vantaggio tre volte e, dopo i due pareggi del Friborgo, siete sempre riusciti a reagire immediatamente. Questo è un aspetto che dice tanto di questa squadra…
“È stato fondamentale, specie a livello mentale. Se fossimo andati alla seconda pausa dopo aver incassato il 2-2 sarebbe stata più complicata da gestire. Aver trovato subito il nuovo vantaggio, a così pochi secondi dalla loro rete, ci ha dato una bella iniezione di fiducia che ci ha permesso di affrontare al meglio il terzo periodo”.

Era da parecchio tempo che l’Ambrì non contava su due prime linee così efficaci. Specialmente dal tuo inserimento al fianco di Joly e Kodytek, quella linea ha guadagnato parecchia efficacia offensiva. Quanto è motivante, per te, questo aspetto?
“Ci siamo allenati poco assieme, prima del mio reinserimento nel lineup. Giorno dopo giorno le cose sono progressivamente migliorate e ora trovo che formiamo una linea molto interessante. Nel terzo tempo Tapola mi ha spostato con Heim e Muggli per garantire maggior equilibrio alla squadra, ma ciò non toglie quanto di buono abbiamo costruito in queste settimane. Penso che siamo un’ottima squadra, che tutti stiano remando nella stessa direzione e che tutte e quattro le linee possano dire la loro”.

L’Ambrì sembra aver trovato grande fiducia nei propri mezzi. Avverti anche tu una crescita della squadra, soprattutto nel modo in cui affronta i momenti complicati delle partite?
“Sono esattamente le sensazioni che proviamo prima di scendere in pista ad ogni partita. Siamo consapevoli dei nostri mezzi e sappiamo che, se applichiamo il nostro game plan, abbiamo chance di vittoria contro ogni avversario. Un aspetto importante riguarda il grado di concentrazione che riusciamo ad avere: più siamo focalizzati, maggiori saranno le possibilità di applicare alla lettera il sistema. In queste 12 partite abbiamo acquisito tanta fiducia nei nostri mezzi, e questo ci garantisce molta sicurezza in noi stessi”.

Anche a livello fisico sembrate ben più in forma di molti dei vostri avversari. È così?
“Trovo di sì. Il coach presta moltissima attenzione a questo aspetto e lo si è visto chiaramente nella mia gestione. Se non arrivi a certi livelli non puoi giocare il gioco che richiede il nostro allenatore. Ci ha inculcato questa mentalità e ora tutti lavorano con grande determinazione in tal senso. Mettiamo la giusta dose di aggressività sul ghiaccio quando occorre spingere così come, quando serve, sappiamo anche stringere i denti e soffrire”.

Ad inizio stagione si prospettavano mesi estremamente complicati per l’Ambrì. Eppure, in questo momento, siete una squadra in piena fiducia, che esprime un hockey eccellente. Vi stupisce essere dove siete ora?
“È strano e la nostra è una realtà poco abituata a questo genere di situazioni. Questo ti dà euforia, ti spinge a voler progredire e a fare sempre meglio. E poi, quando guardi la classifica, fa indubbiamente piacere essere lì tra le prime. Basta però poco perché il sogno si interrompa… per cui meglio restare con i piedi per terra e continuare a lavorare a testa bassa”.

Dopo il 5-0 di Kloten e il 6-3 contro il Ginevra, questa è un’altra vittoria importante contro un avversario di alto livello. È la conferma che il vostro gioco sta diventando uno standard e non soltanto qualcosa che riuscite a esprimere nelle serate migliori?
“Penso che siamo degli underdog. Rispettiamo moltissimo i nostri avversari perché ci rendiamo conto di essere inferiori a loro, quantomeno in termini di roster. Ma se giochiamo uniti e seguiamo il nostro game plan, allora abbiamo le nostre chance. Sai, un conto è quando l’allenatore ti dà delle direttive, tu le segui ma non funziona. È lì che perdi velocemente la fiducia. Ma quando un coach ti dice cosa fare, vedi che le cose funzionano e vinci, allora la fiducia cresce in maniera esponenziale”.

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