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Interviste

Sanford: “La pressione arriva da noi stessi, sappiamo quanto possiamo valere”

L’attaccante bianconero: “Se abbassi il ritmo anche soltanto per un paio di minuti la partita può cambiare rapidamente. Dobbiamo crescere come gruppo e sostenerci a vicenda quando succede qualcosa di negativo”

LUGANO – Dopo essere rimasto a mani vuote nelle sfide del weekend contro Davos e Friborgo, il Lugano si prepara a tornare sul ghiaccio martedì sera a Ginevra. Alle Vernets i bianconeri cercheranno di ritrovare il successo contro un avversario già affrontato e battuto nel debutto stagionale. Prima della trasferta abbiamo fatto il punto con Zach Sanford.

In diverse sconfitte il Lugano ha incassato più gol in pochi minuti. Come vivete questi momenti sul ghiaccio e che spiegazione vi siete dati?
“Ne abbiamo parlato e credo che il punto sia la continuità. Questa è una lega molto competitiva, dalla prima all’ultima squadra. Se abbassi il ritmo anche soltanto per un paio di minuti la partita può cambiare rapidamente. È un aspetto sul quale dobbiamo maturare e imparare. In questa lega bisogna giocare per sessanta minuti, restando fedeli al piano di gioco”.

Dall’esterno sembra che, dopo un primo episodio negativo, facciate fatica a reagire. È una questione di energie o di testa?
“È difficile e credo che torniamo al discorso della maturità. Dobbiamo crescere come gruppo e sostenerci a vicenda quando succede qualcosa di negativo. Può voler dire fare una giocata difficile, bloccare un tiro o qualunque altra cosa serva a evitare che la partita continui a prendere quella direzione. Ognuno di noi deve assumersi questa responsabilità individualmente. Se ciascuno si concentra su quello che può fare, anche il gioco di squadra ne beneficerà”.

L’anno scorso l’ambiente sembrava disposto a concedere più tempo alla squadra per imparare il sistema. Adesso avvertite maggiore pressione da tifosi e media?
“Non saprei, è una situazione diversa, ma credo che molti di noi cerchino di non prestare troppa attenzione a questi aspetti. Abbiamo un bel gruppo e una buona squadra, e ne siamo consapevoli. La pressione arriva soprattutto da noi stessi, sappiamo quanto possiamo valere e vogliamo raggiungere quel livello. In questo momento pensiamo a questo”.

Quanto ti manca Lorenzo Canonica nella tua linea?
“Mi piace molto giocare con lui. Le assenze però fanno parte dell’hockey e qualcun altro deve farsi avanti. Per quanto mi riguarda cerco soprattutto di concentrarmi su quello che posso fare per aiutare la linea a continuare a funzionare”.

Da fuori sembra che Fazzini tiri meno rispetto al passato. Hai la stessa impressione?
“Come linea dobbiamo fare meglio nel portare il disco nelle zone giuste e nel mettere Luca nelle condizioni di tirare. Sappiamo tutti di cosa sia capace quando conclude. Gli dico continuamente di tirare: tira, tira, tira… Glielo diciamo tutti. Dobbiamo parlarci e lavorare per arrivare in quelle posizioni”.

Come giudichi invece il tuo inizio di stagione?
“Sono stato un po’ discontinuo. Sono sempre stato un giocatore capace di contribuire nelle due fasi e, quando faccio bene quel lavoro, anche il resto del mio gioco viene di conseguenza. Ho avuto qualche alto e basso, ma ultimamente sento che le cose stanno andando nella direzione giusta. Continuerò a concentrarmi su questo e sul giocare nel modo corretto, poi arriveranno anche i punti”.

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