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Ambrì Piotta

5 spunti da Ambrì: MVP, il centro del villaggio, feeling, un centro per amico, Sennza sconti

Dopo ogni weekend di campionato HSHS vi proporrà una rubrica dedicata agli ultimi impegni di Ambrì Piotta e Lugano, da cui abbiamo tratto una serie di spunti che vi lasciamo di seguito.

Verranno selezionati cinque episodi o fatti interessanti che hanno caratterizzato i match delle squadre ticinesi, a volte con l’obiettivo di analizzare quando successo sul ghiaccio, altri semplicemente per strapparvi un sorriso!


1. MVP del mese

Non è un’affermazione azzardata, dopo il primo mese di campionato il miglior attaccante della lega gioca ad Ambrì. Oltre alle meraviglie sul ghiaccio ad indicarlo sono anche le statistiche avanzate, che dopo dodici partite collocano Roby Järventie davanti a tutti i giocatori di movimento con 1,09 Win Shares, seguito da Puhakka a 0,92. Una fotografia che dà sostanza alla sensazione lasciata dal finlandese, ovvero di un giocatore capace di spostare parecchio gli equilibri.

Le Win Shares stimano il contributo individuale ai risultati considerando produzione, ruolo, impiego e contesto della squadra. Nel caso di Järventie, il modello gli attribuisce un apporto equivalente a circa 3,3 punti di classifica, un modo per quantificare quanto stiano pesando le sue prestazioni sul buon avvio dell’Ambrì.

La sua player card offre diversi indizi sul perché. Dei 18 punti raccolti, ben 15 sono gol o assist di prima, dunque interventi diretti nella conclusione delle azioni. Rapportati al tempo giocato diventano 4,10 ogni 60 minuti, il dato migliore fra i 181 attaccanti con almeno un’ora di ghiaccio. Anche il Game Score per minuto, che riassume il rendimento statistico, supera quello del 99% degli attaccanti del campionato.

Il weekend appena concluso è stato una dimostrazione concentrata di queste qualità: tre gol e quattro assist in appena 32’06 di gioco, ovvero un punto ogni 4’35, partecipando a sette delle nove reti segnate con un portiere avversario tra i pali. A Kloten ha alternato passaggi illuminanti e conclusioni vincenti, mentre contro il Ginevra ha contribuito a entrambe le reti in powerplay e firmato il fondamentale 4-2.

Dopo un mese, il suo tratto distintivo è proprio questa doppia minaccia. Il finlandese può finalizzare l’azione oppure prepararla per un compagno, e questo per le difese avversarie sta diventando un problema serio.

2. Questione di feeling

Venerdì Joly gli ha preparato il primo gol stagionale, sabato Pestoni gli ha restituito il favore nel momento più importante. Dal 5-0 di Kloten al 3-2 contro il Ginevra, lo scambio di cortesie tra i due riassume un’intesa che sta prendendo forma e che per l’Ambrì potrebbe valere parecchio più dei due episodi finiti sul tabellino.

La combinazione del 51’17 alla Gottardo Arena è stata soprattutto una bellissima azione collettiva, con Kodytek ad iniziare la giocata, Pestoni a trovare il passaggio giusto e il canadese a concludere. Una sequenza arrivata mentre la partita stava diventando delicata, quando servivano lucidità e qualità per riuscire a superare la difesa ginevrina, ed è importante aver visto in particolare il ceco e il ticinese essere sempre più brillanti.

La continuità concessa da Tapola al terzetto, confermato nelle ultime quattro partite, sembra insomma iniziare a pagare. Per Kodytek è inoltre stato un weekend in cui è ritornato finalmente sul tabellino dopo cinque partite di assenza, il tutto unito al 57% agli ingaggi.

C’è anche una curiosa simmetria nei numeri: nel weekend Pestoni, Joly e Kodytek hanno effettuato cinque tiri in porta a testa. Tutti e tre hanno dunque cercato anche la conclusione personale, distribuendo le soluzioni offensive. Il quebecois, intanto, è salito a otto reti stagionali, tante quante Järventie, meritandosi pure lui diversi elogi.

Come visto sabato, per l’Ambrì la prospettiva più interessante è quella di poter contare anche su una linea diversa alla prima quando serve decidere e prendere in mano una partita. I tre stanno mostrando sempre più feeling, e questo per i biancoblù è un ulteriore margine di crescita.

3. Il centro del villaggio

Il centro del villaggio, per questo Ambrì, si trova a pochi metri dalla porta avversaria. Nel weekend da sei punti i biancoblù hanno chiuso il conteggio complessivo dei tiri sul 65-62, con dunque appena tre conclusioni di vantaggio sugli avversari, che diventano però dieci restringendo lo sguardo allo slot. Lì il bilancio sale infatti a 25-15.

Il dato è significativo perché indica in quale zona della pista l’Ambrì cerca di convergere il suo gioco, e questo è testimoniato dal fatto che quasi il 40% delle conclusioni arriva dallo slot, contro circa il 25% degli avversari. A Kloten inoltre nel primo periodo gli aviatori non avevano trovato alcun tiro dallo slot, un dato significativo che ha contribuito alla costruzione del vantaggio iniziale.

Contro il Ginevra è emerso invece il peso del powerplay, visto che sette dei 13 tiri dallo slot sono arrivati in superiorità. Una parte importante del vantaggio è dunque nata dalla capacità di sfruttare l’uomo in più per avvicinarsi alla porta, dove Joly ha aperto le marcature raccogliendo la respinta sul tiro di Järventie.

Il quadro complessivo conserva comunque il peso delle individualità, che rispetto alla settimana precedente sono riuscite a sfruttare le occasioni costruite, mentre tra i pali Wüthrich e Senn hanno fermato insieme 59 dei 62 tiri affrontati, il 95,2%.

Lo staff sarà insomma stato contento di quanto osservato. La squadra sa guadagnare lo slot avversario ed è ben presente nelle zone dove nascono la maggior parte delle reti, che sia con rebound, deviazioni o azioni ben orchestrate. In difesa invece la copertura davanti al portiere è stata efficace. Il centro del villaggio, almeno in questo weekend, è dunque stato parecchio frequentato.


4. Un centro per amico 

Schnarr e Järventie si cercano, si trovano e accendono l’attacco dell’Ambrì. Tutti e tre i gol del finlandese nel weekend sono infatti arrivati con un assist del canadese, confermando un’intesa nella quale la visione di gioco del centro e le qualità realizzative dell’ala si esaltano a vicenda, rendendo la prima linea sempre più difficile da contenere.

Il bottino personale di Schnarr è stato altrettanto significativo, con un bel gol e cinque assist (quattro primari) nelle ultime due partite. La sua è una presenza solida e costante, con tanto lavoro davanti alle porte avversarie che si aggiunge a quello ben consolidato agli ingaggi. Schnarr nel weekend ha infatti vinto 22 ingaggi su 34, il 64,7%, mantenendo praticamente la stessa efficacia nelle due serate.

L’intesa con Järventie emerge anche allargando lo sguardo. I due compaiono insieme fra marcatore e assist su undici reti stagionali, quasi un terzo delle 36 totali segnate dalla squadra. È la combinazione più produttiva dell’Ambrì, con un margine netto sulle altre.

5. Sennza sconti

Tre presenze, tre avversari molto impegnativi. Il calendario personale di Gilles Senn non è sicuramente stato semplice sin qui, con la necessità di prendere ritmo ritrovandosi davanti però davanti Losanna, ZSC Lions e Ginevra, ovvero tra le squadre più pericolose della lega.

Sabato Senn è così tornato fra i pali dopo 22 giorni senza giocare, sostituendo l’acciaccato Wüthrich contro un Servette che – pur con assenti eccellenti – non rappresentava esattamente un comitato di benvenuto.

D’altronde dall’arrivo di Tapola il portiere ha dovuto rivestire il ruolo di chiaro backup. Già nel finale dello scorso campionato il finlandese aveva schierato Senn soltanto due volte su dodici partite: contro il Davos e a Rapperswil, nell’ultima giornata ormai ininfluente per la classifica. La prima occasione era arrivata dopo 31 giorni senza partite, comprendendo la pausa olimpica, contro una capolista reduce da sette vittorie consecutive.

Quando impiegato il lavoro però non gli è mancato: nelle tre uscite attuali ha affrontato esattamente cento tiri, parandone 89, con almeno 32 conclusioni in ogni serata. Complessivamente ha subito undici gol, ma ben sette sono arrivati in inferiorità numerica, ovvero quasi due terzi del totale.

Anche per questo l’attuale 89% di parate va contestualizzato. Le occasioni affrontate da Senn corrispondono a circa 10,6 gol attesi, contro gli undici incassati, dunque il suo bilancio è molto vicino alla stima del modello sulla pericolosità dei tiri.

Contro il Ginevra qualche incertezza è rimasta, ma sono arrivati anche interventi importanti e 30 parate, preziose per completare il primo weekend da sei punti. Inoltre Senn ha festeggiato la prima vittoria con Tapola in panchina, alla quinta presenza. Una curiosità chiude il cerchio: anche il successo precedente, il 26 gennaio all’overtime, era arrivato contro il Servette. In mezzo sono passati ben 264 giorni

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