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Ambrì Piotta

Häfliger: “Ho realizzato un mio sogno, quando ho visto il disco entrare quasi non ci credevo”

Il giovane difensore: “È stato bellissimo, e il fatto che sia stata una rete così importante ha reso il momento ancor più speciale. Oltre alla vittoria abbiamo dimostrato di saper soffrire. Ora daremo battaglia al Losanna”

AMBRÌ – Al termine della sfida vinta contro il Rapperswil, a prevalere è la sensazione che i biancoblù abbiano imboccato la strada giusta, quantomeno in termini di attitudine e volontà di adottare il sistema di Tapola.

Dopo un avvio estremamente favorevole, l’Ambrì si è trovato a dover gestire il ritorno dei Lakers, capaci di riportarsi sotto fino al 5-3. In quel frangente, però, i padroni di casa non si sono scomposti e Aris Häfliger – alla sua prima segnatura in National League – ha chiuso definitivamente i conti, garantendo la seconda vittoria consecutiva dei leventinesi.

“All’inizio abbiamo spinto tantissimo, con grande intensità e pattinando molto, proprio come vogliamo giocare”, ha dichiarato il 21enne di Faido. “Abbiamo messo in difficoltà il Rapperswil e chiaramente può capitare che, nell’arco di una partita di 60 minuti, il momentum passi anche all’altra squadra. Abbiamo però dimostrato di essere capaci anche di soffrire e questo è positivo. Dopo aver stretto i denti siamo riusciti a riprendere in mano il gioco e a fare nostra la partita”.

La rete del 6-3 è arrivata proprio quando il Rapperswil sembrava poter riaprire la partita. Oltre ad aver chiuso la sfida, è stata anche la tua prima rete in NL. Cosa hai provato in quel momento?
“È stata un’emozione incredibile, perché sinceramente non me l’aspettavo nemmeno io. È sempre stato un sogno per me e quasi non ci credevo quando ho visto il disco entrare. È stato un po’ un blackout, nel senso che per qualche secondo non ho nemmeno realizzato quello che era successo. Ma è stato bellissimo, e il fatto che sia stata una rete così importante ha reso il momento ancor più speciale”.

Il powerplay ha prodotto due reti, con una circolazione del puck molto pulita e diverse occasioni create. Da parecchio tempo non si vedeva un Ambrì così pericoloso in superiorità numerica…

“Ci lavoriamo spesso, perché siamo consci di quanto gli special teams possano essere decisivi nell’hockey moderno. Dedichiamo sempre molto tempo alla preparazione di powerplay e boxplay, e credo che la strada intrapresa sia quella giusta. Come hai detto bene, siamo riusciti a far circolare molto bene il disco, e riuscire a farlo ti apre a tante possibilità offensive”.

Dopo il 5-3, in entrata di terzo periodo, avete vissuto qualche minuto in affanno. Cosa avete fatto bene per non farvi sfuggire una partita che avevate iniziato a dominare?
“Non abbiamo mollato, dimostrando di essere capaci anche di soffrire. È assolutamente normale che nell’arco di una partita il momentum passi anche all’altra squadra, ma siamo rimasti concentrati e, con determinazione, siamo andati a riprendercelo”.

Sul 5-2 c’è stato quell’errore di Wüthrich. Dopo un episodio del genere, come squadra cosa potete fare per aiutare il vostro portiere a ritrovare subito concentrazione e fiducia? Cercate il dialogo oppure lo lasciate tranquillo ai suoi pensieri?
“Qualche parola di supporto ci può stare, ma penso sia importante anche fargli vedere che siamo lì per lui, concretamente, vincendo le battaglie davanti alla sua porta. Un errore può capitare a tutti, quindi l’importante è continuare a supportarlo in tutti i modi possibili. Non dimentichiamoci poi che, in diversi frangenti, ha effettuato tanti interventi che ci hanno tenuti in partita”.

Dopo queste prime due partite contro Ajoie e Rapperswil, sabato affronterete l’insidiosa trasferta di Losanna. Sarà un banco di prova importante, contro una delle grandi, per capire a che livello siete?
“Penso che dovremo semplicemente cercare di mettere in pista il nostro gioco, lottare su tutti i dischi e vincere le battaglie. Insomma, quello che abbiamo fatto contro il Rapperswil. Poi vedremo cosa succederà. Abbiamo iniziato bene e siamo consapevoli delle nostre qualità, ma ora dobbiamo resettare la mente e concentrarci sui vodesi”.

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