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La CHL aumenta i contributi ma i conti restano difficili, il Davos prevede una perdita a sei cifre

(PostFinance/KEYSTONE/Peter Klaunzer)

DAVOS – La Champions Hockey League ha aumentato sensibilmente il sostegno economico destinato ai club per la stagione 2026/27, ma partecipare alla competizione europea continua a rappresentare un investimento finanziariamente complicato. Il caso del Davos sollevato dalla SRF è emblematico: nonostante il nuovo sistema di contributi, il club grigionese prevede infatti di chiudere la propria avventura europea con una perdita nella fascia bassa delle sei cifre.

Per questa stagione la CHL distribuirà complessivamente 3,2 milioni di euro alle 24 partecipanti, con un aumento del 26% rispetto ai 2,54 milioni della passata edizione. Ogni squadra riceverà 90’000 euro per la regular season, mentre la qualificazione agli ottavi, ai quarti e alle semifinali garantirà ogni volta altri 30’000 euro, il doppio rispetto a un anno fa. La squadra campione potrà così arrivare a incassare complessivamente 280’000 euro attraverso i contributi ordinari della competizione.

Un aumento importante, pensato proprio per compensare almeno in parte i crescenti costi di viaggio e logistica, ma che non sembra ancora sufficiente per rendere la CHL finanziariamente redditizia per la maggior parte dei club. Secondo quanto riportato da SRF, l’esperienza delle ultime stagioni indica infatti che generalmente bisogna raggiungere almeno le semifinali per poter sperare di chiudere la partecipazione con un piccolo utile.

Una situazione conosciuta bene dal Davos. Il CEO Marc Gianola ha spiegato a SRF come le precedenti partecipazioni siano costate al club parecchio denaro, definendo questo aspetto lo svantaggio economico della competizione.

Dal punto di vista sportivo, però, Gianola continua a vedere un valore importante nella CHL. Confrontarsi con squadre di alto livello provenienti da Svezia, Finlandia, Cechia e dagli altri principali campionati europei può infatti permettere al Davos di presentarsi all’inizio della National League con un ritmo e un livello competitivo già elevati.

Il tema economico sarà comunque centrale per il futuro della manifestazione. Nel 2028 scadrà il contratto con l’agenzia di marketing Infront e, pubblicamente, non è ancora chiaro quale sarà la struttura successiva. Gianola auspica che venga fatto il possibile per garantire un futuro alla Champions Hockey League, sottolineando però come la partecipazione non possa mettere in difficoltà finanziaria i singoli club.

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