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Dopo aver perso il treno, lo Zugo deve ritrovare serenità e visione futura

Sedutisi sugli allori, i tori hanno mancato la pianificazione di queste stagioni e i cambiamenti societari hanno scoperchiato una situazione molto tesa nel club. Per tornare ai vertici serve tempo e programmazione

L’inizio della stagione 2026/27 di NLA si sta avvicinando a grandi passi, ed anche quest’anno HSHS vi darà una completa panoramica di tutte le squadre che compongono il massimo campionato svizzero.

Giorno dopo giorno troverete sulle nostre pagine commenti e analisi dei vari club, a cui abbiamo aggiunto un nostro pronostico di posizione in classifica al termine della regular season.


ZUGO

La rosa 2026/27

PORTIERI
Leonardo Genoni, Mathieu Croce

DIFENSORI
Nic Balestra, Lukas Bengtsson (🇸🇪), Raphael Diaz, Tobias Geisser, Samuel Guerra, Jacob Moverare (🇸🇪), Elia Riva, Eric Schneller, David Sklenicka (🇨🇿), Livio Stadler

ATTACCANTI
Robin Antenen, Chris Egli, Rico Gredig, Gregory Hofmann, Jan Kovar (🇨🇿), Dominik Kubalik (🇨🇿), Mike Künzle, Sven Leuenberger, Colin Lindemann, Lino Martschini, Nik Petrovic, Vinzenz Rohrer, Sven Senteler, Tomas Tatar (🇸🇰), Loris Wey, Andreas Wingerli (🇸🇪)


(PostFinance/KEYSTONE/Christian Merz)

Sembrano così lontani gli anni di dominio della squadra allora allenata da Dan Tangnes, capace di vincere due titoli consecutivi ed ergersi a nuovo club di riferimento della Svizzera, sia sul piano sportivo, che societario e infrastrutturale.

Oggi tutto è cambiato da quegli anni in fondo non molto lontani, nuovo CEO, nuovo direttore sportivo, nuovo allenatore (il terzo dopo il norvegese), qualche problema con il famoso centro di allenamento e sviluppo e soprattutto una squadra che non ha saputo minimamente ripetere certi risultati.

Quali le ragioni di quello che si può quasi definire un crollo repentino e improvviso, sia di risultati che di immagine? Scelte azzardate come quelle di affidare a un coach inesperto come Michael Liniger il dopo Tangnes, una pianificazione completamente sbagliata in proiezione di un ricambio generazionale colpevolmente ritardato pensando di poter viaggiare “a vento” sulla stessa squadra quando altre potenze stavano crescendo e preparando il sorpasso (Davos, Ginevra, Friborgo), e troppe questioni interne lasciate ardere sotto la cenere, infiammatesi improvvisamente tra la scorsa stagione e questa estate.

Certo, Liniger ha pagato anche colpe non sue in questo caso, pensando alla pianificazione della squadra, e pure la stagione nera sul piano degli infortuni (Martschini, Hofmann, Bengtsson, Diaz, Riva) come lo scarso rendimento di alcuni stranieri, su tutti Vozenilek, ma anche un ormai logoro Kovar e l’incostante Wingerli.

Il risultato dell’ottavo posto e del play-in vinto contro il Rapperswil non possono essere presi semplicemente come quelli di un’annata storta, ma sono figli di tutto quanto elencato sul piano strategico, e se pure Genoni può attraversare una regular season sotto tono allora ci rendiamo conto anche di un’altra scelta sbagliata, quella di affidare il ruolo di back-up (a cui sono richieste molte partite) a Tim Wolf, rivelatosi assolutamente non all’altezza del ruolo, con Luca Hollenstein lasciato partire solo due stagioni fa per Davos.

E poi le questioni societario-sportive improvvisamente esplose nel momento peggiore, proprio quando sta per partire la nuova stagione e la squadra si riunisce per il preseason. Le improvvise partenze di Reto Kläy e del CEO Patrick Lengwiler hanno scoperchiato un vaso di Pandora in cui stava ribollendo di tutto, con idee opposte su gestione sportiva e societaria, con addirittura pure la posizione del nuovo coach Lauri Marjamäki già in bilico pochi mesi dopo il suo arrivo dal Kloten.

La speranza per i tifosi dei tori è che almeno un po’ di chiarezza sia stata fatta e che sul piano sportivo si possa partire con un progetto un po’ più chiaro. La strategia messa in piedi finora da Ted Suihkonen, il nuovo direttore sportivo, per ora non fa intravvedere chissà quale pianificazione, ed è probabile che il pubblico della OYM Hall debba farsi trovare pronto ad altre stagioni sotto le aspettative.


ARRIVI
Rico Gredig (F, Davos)
Eric Schneller (D, Ginevra)
Mathieu Croce (G, Turgovia)
Chris Egli (F, Davos)
Samuel Guerra (D, Lugano)
Jacob Moverare (D, Los Angeles Kings)
Vinzenz Rohrer (F, Montreal Canadiens)

PARTENZE
Tim Wolf (G, Ajoie)
Dominik Schlumpf (D, Kloten)
Fabrice Herzog (F, Rapperswil)
Nando Eggenberger (F, Langnau)
Flavio Sauser (D, Rapperswil)
Daniel Vozenilek (F, Ocelari Trinec)
Jakob Lilja (F, Vienna Capitals)

STRANIERI
Lukas Bengtsson (D, 🇸🇪)
David Sklenicka (D, 🇨🇿)
Jacob Moverare (D, 🇸🇪)
Jan Kovar (F, 🇨🇿)
Andreas Wingerli (F, 🇸🇪)
Dominik Kubalik (F, 🇨🇿)
Tomas Tatar (F, 🇸🇰)


Sul fronte d’attacco le manovre per Suihkonen non sono state molte, ma il nuovo direttore sportivo ha saputo piazzare il “colpo” Vinzenz Rohrer, trasferimento molto discusso per il suo prezzo/prestazione, quasi da fare pensare che sia stato strappato alla concorrenza ad ogni costo per presentarsi alla nuova stagione con il classico ingaggio da copertina.

L’austriaco però finora ha dimostrato qualcosa in una stagione con i Lions, e sarà chiamato a fare un vero salto di qualità per giustificare il suo oneroso ingaggio e biglietto da visita di Suihkonen. Sul fronte svizzero si segnala il movimento in uscita di Nando Eggenberger in direzione Langnau, con Chris Egli da Davos in sua sostituzione per un ruolo importante nel bottom six, a cui si aggiunge sempre in arrivo dai Grigioni anche il giovane Rico Gredig, alla ricerca di un rilancio dopo un paio di stagioni senza grossi passi avanti.

Il “core” della squadra, per quanto riguarda gli attaccanti svizzeri resta lo stesso degli ultimi anni, con il rientro di Martschini dall’infortunio, Hofmann, Senteler e Künzle, ma è abbastanza evidente come il calo di prestazioni di alcuni e gli anni che passano per altri, sul piano del gruppo elvetico lo Zugo sia rimasto indietro rispetto alla concorrenza invece di pianificare un ricambio generazionale puntuale che si sta cercando di recuperare oggi.

Sul fronte straniero, con un Kubalik principale arma offensiva e capace di rendere anche nelle stagioni più difficili, ci si attende sicuramente di più da Tomas Tatar – sempre sia in grado di alzare il livello su piani più consoni alle premesse del suo ingaggio – ma non si potrà pretendere la luna da Kovar, con il suo rinnovo (di riconoscenza?) che oggi risulta evidentemente sbagliato alla luce del rendimento e probabilmente al peso del suo contratto.

Partito Vozenilek, capace di abbattere un record nel suo primo mese di permanenza a Zugo, salvo poi passare quasi due stagioni ad arrancare e a mettersi in evidenza più per falli cattivi e provocazioni che reti ed assist, i rumors finora hanno fatto i nomi di Justin Robidas e Cameron Hughes, entrambi attaccanti in forza a compagini di AHL, ma sarà da capire se lo staff tecnico vorrà gestire ben otto stranieri dall’inizio o se ci saranno altri movimenti in uscita.



Un reparto abbastanza affollato è infatti quello dei difensori stranieri, ad oggi infatti lo Zugo ha sotto contratto David Sklenicka (il migliore della scorsa stagione), Lukas Bengtsson, che rientrato dall’infortunio può rappresentare un top in Svizzera, e l’ultimo arrivato lo svedese Jacob Moverare.

Tre stranieri difensivi sono inusuali in Svizzera, soprattutto se tutti partono con le stesse carte da giocare e non c’è quello di “ripiego”, per questo resta da capire come verrà gestita la rotazione nel caso di un nuovo arrivo in attacco. Il resto del reparto appare sulla carta discretamente equilibrato anche se senza picchi di talento estremi, con la partenza di Dominik Schlumpf rimane la grande esperienza di Raphael Diaz, con Tobias Geisser e Elia Riva chiamati a ruoli centrali e di grande responsabilità davanti a Samuel Guerra e Livio Stadler, con i giovani Eric Schneller e Nic Balestra pronti a subentrare con minuti importanti, ma tutto il blocco dovrà fare dei passi avanti sul piano della solidità.

Delle belle domande sono sorte anche attorno alla porta, con le prestazioni di Leonardo Genoni in netto calo in National League – salvo poi strabiliare in Nazionale – e la copertura insufficiente di Tim Wolf come back-up. La nuova partenza dello Zugo e il rinnovo del contratto fanno sperare ai tifosi che possano dare a Genoni nuova linfa, ma il discorso della riserva rimane aperto con una certa preoccupazione.

Partito Wolf, lo Zugo ha prelevato dal Turgovia Mathieu Croce, 23enne con zero esperienza di NL (uno scampolo di partita con il Davos nel 2021), con terzo portiere il 19enne del vivaio Matia Nico Birchler, un duo alle spalle di Genoni che non sembra ancora in grado di assicurare un passaggio verso una responsabilità di qualche partita qua e là.

Ted Suihkonen sta cercando in pochi mesi di porre rimedio a una mancata pianificazione in chiave futura che doveva essere aperta almeno due-tre stagioni fa per garantire il ricambio a una squadra che evidentemente qualcuno credeva fosse quasi eterna dopo i titoli vinti.

Il lavoro del direttore sportivo finora ha portato qualche frutto – sulla carta – con colpi sia studiati che apparentemente ad effetto, ma il lavoro di riparazione è appena iniziato e sarà molto lungo e ricco di difficoltà a causa anche di contratti lunghi e pesanti firmati nelle scorse stagioni.

Qualche giovane promettente potrà dare nuova linfa e freschezza, in panchina Marjamäki non ha bisogno di presentazioni per il buon lavoro fatto con il Kloten nonostante una rosa molto limitata e soprattutto nelle sue esperienze passate anche alla guida della Finlandia. Tanti interrogativi sugli stranieri e sulla loro gestione, così come sul ruolo delle riserve di Genoni dopo l’esperimento Wolf andato male.

A Zugo servirà serenità, una visione finalmente unica – le guerre interne hanno comunque prodotto dei risultati – e soprattutto la consapevolezza che quando si rallenta nel campionato svizzero recuperare terreno sulla concorrenza diventa un lavoro da programmare su più anni e non si torna nel giro di uno schiocco di dita, nemmeno se ti chiami EVZ.


MIGLIOR INNESTO

Vinzenz Rohrer: Non sono stati molti i movimenti di peso in entrata, quello dell’austriaco rappresenta il biglietto da visita di Ted Suihkonen. Dal sicuro talento, l’ex ZSC ha però parecchia pressione addosso, come principale pedina del ricambio generazionale e per l’investimento importante fatto dallo Zugo e adesso è chiamato al salto di qualità.

ADDIO DOLOROSO

Dominik Schlumpf: Per anni ha rappresentato uno dei pilastri della difesa dello Zugo, giocando mille battaglie senza mai tirarsi indietro, diventando uno dei leader silenziosi della squadra. Il 35enne lascia dopo 596 partite con la maglia dei tori e due titoli svizzeri vinti per continuare la carriera a Kloten.

FATTORE X

Le aspettative: I colpi di mercato come quello di Rohrer o l’arrivo di nuovi stranieri non deve illudere nessuno, lo Zugo si è trovato in piena ricostruzione senza accorgersene. La squadra ha tanti giocatori in posizione chiave ormai in là con gli anni e in calo di prestazione e tutti devono fare i conti con una realtà tornata per ora tra i ranghi.


La classifica di HSHS

1. ZSC LIONS
2. GINEVRA
3. _________
4. DAVOS
5. _________
6. _________
7. _________
8. ZUGO
9. RAPPERSWIL
10. _________

11. __________
12. __________
13. __________
14. AJOIE

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