
AMBRÌ – Inti Pestoni si presenta al via della nuova stagione in un momento particolare della sua carriera. Fresco del 35esimo compleanno, l’attaccante ticinese rimane uno dei volti più riconoscibili dell’Ambrì Piotta e un riferimento inevitabile per un club al quale ha legato gran parte del proprio percorso.
Dopo un campionato 2025/26 complicato, Pestoni riparte all’interno di una squadra chiamata ad aprire un nuovo ciclo, e si ritrova in una situazione in cui non può dare per scontato il posto in squadra.
“Non è che nelle altre estati arrivassi qui in vacanza, ma è sicuramente una situazione piuttosto diversa dal solito”, ha commentato il ticinese. “Sono qui a 35 anni con la stessa voglia di prima, pronto a guadagnarmi un posto e a giocare il più possibile durante questa stagione”.
Ti sei preparato in maniera diversa oppure hai lavorato come sempre?
“Ho sempre seguito i programmi che mi sono stati assegnati dagli allenatori e dalle società. Ho sempre fatto ciò che mi veniva chiesto. Quest’anno ci sono due nuovi allenatori che hanno modificato un po’ il programma, e io ho semplicemente seguito le loro indicazioni”.
Negli anni hai dimostrato di essere un giocatore che ha bisogno della fiducia dell’allenatore per esprimersi al meglio. Tapola sembra invece partire dal lavoro per poi concedere fiducia, potrebbe rappresentare una difficoltà in più?
“Penso che ogni giocatore abbia bisogno di fiducia per esprimersi al meglio. Ci sono situazioni in cui un allenatore te la concede perché ti ha visto per tanti anni fare delle cose che apprezza, mentre in altre devi guadagnartela. Io ora devo meritarmela, mostrando ciò che so fare e il lavoro che ho svolto. Questo non significa però che non senta la loro fiducia. Sono sempre stati chiari, vogliono determinate cose per permettermi di giocare e io so esattamente quali sono. So dunque cosa devo fare”.
Senti il rischio di dover snaturare il tuo gioco oppure potrai continuare a esprimere le qualità per cui sei sempre stato apprezzato?
“È sicuramente una situazione diversa. Nell’hockey ci sono tanti allenatori con idee differenti, così come ogni giocatore ha le proprie caratteristiche. Per tanti anni ho giocato curando magari meno il gioco difensivo e privilegiando l’aspetto offensivo. Non sto dicendo che questo sia necessariamente ciò che mi chiede Tapola, parlo in generale, ma lui ha dei criteri precisi che bisogna rispettare per poter giocare. Ora dovremo capire come riuscire a combinare le due cose”.
Con la partenza di Bürgler sei diventato uno dei giocatori svizzeri più anziani della rosa. Che effetto ti fa vedere arrivare tanti giovani che magari si rivolgono a te per ricevere dei consigli?
“Mi mantengono giovane, ed è questa la cosa bella. Quando entro nello spogliatoio trovo una ventata di giovinezza che mi fa bene. Sono ragazzi giovani e spensierati, e io mi sento a mio agio con loro perché sono un 35enne ancora piuttosto giovane dentro”.
A livello d’intensità, questa preparazione ti ha ricordato quella del tuo primo anno a Zurigo?
“È diversa. Le preparazioni sono veramente dure dappertutto. Io sono sempre stato un caso un po’ particolare, tutti mi hanno detto che avremmo dovuto lavorare su determinate cose e che avrebbero pensato loro a farmi migliorare… E siamo ancora qui, dunque non lo so. Quest’estate abbiamo corso molto ed è stato uno degli aspetti fondamentali della preparazione. A Zurigo era diverso, ma anche lì era stata veramente dura, così come ricordo una preparazione molto impegnativa a Berna. È dura ovunque”.
Sei in scadenza di contratto. Quanto ti stimola la possibilità di guadagnarti un nuovo accordo, che potrebbe anche essere l’ultimo della tua carriera?
“Mi stimola molto, perché per me è praticamente un anno da dentro o fuori. Se voglio continuare devo dimostrare di meritarlo, dunque sono decisamente motivato a farlo”.
Hai già pensato a un piano B nel caso in cui le cose non dovessero funzionare?
“Per il momento no, perché nella mia testa voglio rimanere qui e giocare per tutta la stagione. Come ho detto, so cosa devo fare. Non ho alcun problema con lo staff, sono sempre stati molto tranquilli e onesti con me. Siamo sulla stessa barca e so cosa devo fare per renderli soddisfatti e convincerli a farmi giocare. Ora sta a me, questa possibilità è nelle mie mani”.
Quanto saresti disposto ad accettare un ruolo da chioccia per i tanti giovani della squadra? Weibel ti ha anche definito “Mister Ambrì”, lasciando intendere che potresti continuare a essere importante per il futuro del club…
“Come ho detto, sono stati onesti con me, mi rispettano e stanno tutti cercando di aiutarmi. Al momento non vedo alcun problema, anche se non posso prevedere il futuro. Magari arriverà un momento in cui continuerò a lavorare ogni giorno e mi chiederò perché lo sto facendo se poi non gioco nel weekend. In quel caso mi girerebbero un po’ le scatole, evidentemente. Per ora, però, non siamo in quella situazione. Mi hanno sempre ribadito quanto io sia importante per lo spogliatoio e per il club. Cerco dunque di fare ciò che mi viene chiesto e speriamo che tutto vada bene”.


