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Mondiale 2026

La Svizzera inizia con una vittoria ma convince solo in parte

L’era Cadieux inizia con un 3-1 sugli USA, ma la prestazione è da rivedere per organizzazione e attitudine. Sabato secondo match con la Lettonia

La Svizzera inizia con una vittoria ma convince solo in parte

USA – SVIZZERA

1-3

(0-2, 0-0, 1-1)

Reti: 02’03 Suter (Andrighetto, Moser) 0-1, 11’19 Andrighetto (Malgin, Suter) 0-2, 48’45 Steeves (Lindgren, Borgen) 1-2, 56’21 Jäger (SKnak, Kukan) 1-3

Note: Swiss Life Arena, 10’000 spettatori
Penalità: USA 6×2, Svizzera 5×2

Assenti: Reto BerraLukas FrickNicolas Baechler

ZURIGO – Il tappo è saltato, l’esordio è vincente. C’era sicuramente attesa non solo per il fatto che si tratta dei Mondiali casalinghi che la Svizzera attendeva dopo l’annullamento di quelli programmati in piena pandemia da Covid 19, ma anche per tutta quella lunga e amara vicenda legata al “caso Fischer” che ha accompagnato la selezione rossocrociata nell’avvicinamento alla rassegna di Zurigo e Friborgo, per capire perlomeno come il gruppo ha incassato e digerito il fatto e il conseguente cambio in panchina in favore di Jan Cadieux.

L’ex allenatore del Ginevra può sicuramente sorridere per la vittoria – mai scontata comunque la partita d’esordio – ma per quanto riguarda la qualità del gioco espressa il lavoro per il selezionatore e il suo staff non manca.

L’inizio partita sembrava promettere benissimo, rete di Suter alla prima incursione, raddoppio di Andrighetto con la chiara complicità di Woll su un diagonale velenoso ma non certo imprendibile a visuale liberissima, e poi tante, troppe occasioni mancate soprattutto in entrata di periodo centrale.

Tre in fila, da Jäger, Meier e poi Niederreiter i dischi hanno fatto cantare le balaustre dietro la porta del portiere dei Maple Leafs, lasciando sul posto le grandi possibilità di allungare su degli USA come sempre coriacei e combattivi ma nemmeno lontanamente paragonabili alla loro miglior selezione degli ultimi Mondiali.

Da lì via e sulla scia di un powerplay giocato con confusione, la Svizzera si è chiusa su Genoni – sempre e comunque in forma eccellente il portiere dello Zugo – lasciando il pallino del gioco agli avversari e da metà incontro la squadra migliore è stata proprio quella di Granato. Genoni ha fatto un paio di miracoli su dei brutti turn-over concessi da una difesa svizzera troppo sbilanciata nelle ripartenze, e si è dovuto attendere il finale con una iniziativa del quarto blocco per tirare il fiato dopo il 2-1 trovato dagli USA e il pareggio sfiorato più volte.

Insomma, se la prima vittoria può aiutare a sbloccare il resto del percorso si può essere soddisfatti, per quanto riguarda invece l’impressione generale che la selezione rossocrociata ha proposto nella serata di venerdì di fronte a 10’000 maglie rosse, di lavoro da fare ce n’è sicuramente, anche per quanto riguarda quell’attitudine troppe volte apparsa quasi impaurita da parte di una squadra che invece dovrà recitare la parte del cane più grosso se vorrà arrivare all’obiettivo più desiderato.


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