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Mondiali 2017

Svizzera battuta all’overtime, ora la qualificazione è una formalità

SVIZZERA – FINLANDIA

2-3

(2-1, 0-0, 0-1; 0-1)

Reti: 4’40 Herzog (Richard, Untersander) 1-0, 10’30 Genazzi (Loeffel) 2-0, 19’01 Hietanen (Savinainen, Aho) 2-1, 47’40 Rantanen (Lajunen, Aho) 2-2, 62’24 Filppula (Savinainen, Hietanen) 2-3

Note: Parigi, 10’860 spettatori. Arbitri Gofman, Ohluns; Dedioulia, Suchanek
Penalità: Svizzera 5×2′ + 1×10′ (Ambühl), Finlandia 6×2′

PARIGI – La Svizzera non è riuscita ad abbattere la maledizione finlandese – l’ultima vittoria risale alle Olimpadi di Calgary del 1988 – ma il punticino conquistato contro Lajunen e compagni permette alla selezione rossocrociata di considerare la qualificazione ai quarti poco più di una formalità.

I ragazzi di Patrick Fischer hanno infatti in tasca l’accesso alla fase successiva, che potrebbe essere messo in pericolo solamente da un improbabile miracolo che dovrebbe vedere protagonista la Norvegia.

La Finlandia ha dal canto suo meritato di ottenere il punto aggiuntivo all’overtime, riuscendo a reagire dopo un primo tempo dominato dalla Svizzera, ma in cui gli elvetici non sono stati capaci di trarre il massimo dalla mole di gioco generata.

Diversamente da quanto successo contro il Canada, infatti, stavolta è stata la Svizzera a trovare rapidamente due reti e a costringere gli avversari al cambio di portiere, con Korpisalo che ha lasciato il posto a Sateri dopo le belle realizzazioni di Herzog e Genazzi.

Al cospetto di un avversario che sentiva la pressione del match – una sconfitta per i finlandesi sarebbe stata disastrosa – la Svizzera ha poi avuto diverse occasioni per ottenere una terza rete che avrebbe cambiato le coordinate della sfida, ma in quei frangenti è mancata la giusta freddezza.

Alcune buone occasioni sono arrivate durante una 40ina di secondi in 5-contro-3, ma in quel caso nessuno è riuscito a servire al meglio un Ambühl sempre in ottima posizione. Il giocatore del Davos ha poi finito per rimediare una penalità di 2+10 – decisione piuttosto severa – che ha di fatto avuto un’influenza importante sull’inerzia dell’incontro.

Nel successivo powerplay la Finlandia ha infatti battuto per la prima volta Genoni, e alla prima sirena la Svizzera si è ritrovata ad aver tratto un minimo vantaggio da 20 minuti giocati su buoni livelli.

Tutto è poi cambiato nel periodo centrale, sicuramente quello giocato meglio da un Finlandia dal ritmo indiavolato. Genoni ha saputo contenere bene le avanzate di Aho e compagni, capaci però di lanciare un chiaro messaggio ad una Svizzera un po’ intontita, anche in seguito agli infortuni di Furrer (fuori per tutto il match) e Genazzi (poi tornato a giocare).

Nel finale di periodo la Svizzera ha poi mancato nuovamente una grande occasione per dare un colpo importante al morale finlandese, ma Hollenstein a tu-per-tu con Sateri non ha trovato il pertugio giusto. Ne è così nato un terzo periodo più equilibrato, ma in cui la Finlandia ha comunque mantenuto il controllo del momentum, approfittando di un avversario a tratti passivo e siglando il 2-2 ancora in powerplay con una deviazione di Rantanen.

Sul fronte rossocrociato nel frattempo si è potuto recriminare per alcune occasioni capitate sul bastone di Praplan, così come su una superiorità numerica non sfruttata nel finale, quando la Finlandia si è ingenuamente fatta cogliere con sei uomini sul ghiaccio.

A decidere l’overtime ci ha così pensato Valtteri Filppula, autore di un bello spunto dopo che Rantanen aveva già sfiorato il game winning goal colpendo il palo. Per la Svizzera, però, può andare bene anche così. All’appello ora manca solamente una partita – martedì pomeriggio contro la Cechia – poi ci si potrà concentrare sui quarti di finale.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all’Università della Svizzera italiana.

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