Social Media HSHS

Lugano

Un discreto Lugano basta per affossare il Langnau

I bianconeri vanno alla pausa nel migliore dei modi con due vittorie piene alle spalle. Alla Ilfis si rivede in porta Leland Irving, doppietta per Loic Vedova

(PostFinance/KEYSTONE/Marcel Bieri)

Un discreto Lugano basta per affossare il Langnau

LANGNAU – LUGANO

4-7

(1-3, 2-3, 1-1)

Reti: 2’27 Carr (Loeffel) 0-1, 13’13 Pesonen (Blaser) 1-1, 17’49 Loeffel (Fazzini, Müller) 1-2, 18’49 Herburger (Vedova) 1-3, 22’44 Pesonen (Blaser, Grenier) 2-3, 23’54 Vedova 2-4, 31’08 Blaser 3-4, 32’00 Thürkauf 3-5, 38’30 Vedova (Bertaggia) 3-6, 40’50 Pesonen 4-6, 59’56 Arcobello (Müller) 4-7

Note: Ilfishalle, 4’577 spettatori
Arbitri: Lemelin, Fluri; Stalder, Huguet
Penalità: Langnau 3×2′, Lugano 2×2′ + 1x rigore

Assenti: Yannick HerrenNiklas Schlegel (infortunati), Mikkel Boedker (sovrannumero)

LANGNAU – Certe partite sono solo da vincere, senza guardare troppo a fiocchi e fronzoli. Lo era per esempio la sfida tra Langnau e Lugano che ha segnato lo stop anche per i bianconeri in vista della pausa dedicata ai Giochi Olimpici, e vincendola la squadra di Chris McSorley si è permessa di passare una pausa in piena tranquillità – perlomeno chi non prenderà il volo per la Cina – soprattutto per aver ritrovato una certa costanza di risultati.

Una partita da vincere badando all’essenziale, certo, però se sul piano del risultato utile i tre punti sono tre punti, su quello della prestazione qualche appunto qua e là è bene rimarcarlo.

La vittoria del Lugano non è sembrata praticamente mai in discussione, per il semplice fatto che un Langnau ancor di più dipendente da Harri Pesonen e Alexandre Grenier a causa delle numero assenze, sul piano tecnico poco ha potuto (se non appunto con lo scatenato finlandese, autore di una tripletta), perché se il Lugano ha giocato sicuramente una partita col freno a mano e la testa forse già alla pausa, quando i bianconeri acceleravano i pericoli per Mayer si susseguivano.

E fin qui poteva anche andare bene, ma già nel primo tempo il Lugano ha lasciato sul posto un paio di occasioni importanti – passi il palo di Fazzini – lanciato in contropiede sugli errori banali dei Tigers sulla loro linea blu e in zona neutra. Primi venti minuti che, chiusi sul 3-1, potevano quindi mettere un solco più profondo e cambiare già la partita, invece un tempo centrale ballerino ha permesso al Langnau di restare in partita sfruttando i buchi lasciati dagli ospiti.

Il continuo batti e ribatti ha perlomeno reso “divertente” una partita che sui contenuti tecnici è rimasta piuttosto piatta, e questo ha favorito sicuramente la compagine di Sarault, che pur non dando mai l’impressione di poter scavallare l’ostacolo ha comunque avuto il merito di lottare in maniera indomita lasciando qualche dubbio al Lugano. Leland Irving, schierato dopo mesi a scapito di Boedker, non è sembrato particolarmente colpevole sulle reti, ma sul piano della sicurezza non ha dato delle garanzie assolute, e fino all’ultimo nemmeno lui non è potuto stare del tutto tranquillo.

Poco altro da dire su una partita di livello generalmente basso e dallo scarso ritmo, se non dell’attitudine messa in pista dagli uomini più “muscolari” e delle terze linee, con il promosso Vedova in luce con una bella doppietta e un assist e degli stranieri offensivi più a corrente alternata.

Non una grande partita da parte dei bianconeri, ma sufficiente per portare via quei tre punti da una disperata Langnau e per sperare di potersi ancora inserire in una difficile lotta per raggiungere il sesto posto, contando – si spera – su una ripartenza post olimpica a razzo.


IL PROTAGONISTA

Loic Vedova: Promosso in terza linea al posto niente meno che di Mikkel Boedker il piccolo attaccante bianconero ha probabilmente vissuto la sua miglior serata da quando gioca in prima squadra. Due reti da lottatore e un assist per Herburger, il tutto senza mai far mancare il solito carattere combattivo e i lunghi chilometri spesi sui pattini.


HIGHLIGHTS

Click to comment

Altri articoli in Lugano