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Ambrì Piotta

Pestoni: “Sono tornato per aiutare l’Ambrì a crescere, dovrò mostrare di essere un leader”

Il ticinese è di nuovo in biancoblù dopo cinque stagioni: “Il mio ruolo non sarà molto diverso, ma ci sono tanti giovani in squadra e potrò dare loro dei consigli. Vedo un Ambrì con un bel mix ed un grande potenziale”

BIASCA – La preparazione verso la nuova stagione è appena iniziata, ma se c’è un giocatore che non vede l’ora di tornare a difendere i colori biancoblù, quello è sicuramente Inti Pestoni.

È bastato infatti osservare l’allenamento sul ghiaccio di giovedì per avere la conferma di quanto il ragazzo di Ambrì sia felice di essere di nuovo a casa, come ha testimoniato il sorriso con cui ha affrontato le prime pattinate a Biasca.

“Ci alleniamo solamente da pochi giorni, ma la principale differenza che ho trovato è la presenza di molti ticinesi, si parla tanto italiano e questo mi è mancato parecchio”, ha spiegato Pestoni. “In squadra ci sono inoltre diversi giovani, sempre solari e capaci di portare tantissima energia… Fa piacere allenarsi così!”.

Abbiamo già visto una certa intesa con Zwerger…
“Sì, fuori dal ghiaccio andiamo abbastanza d’accordo! Penso che passeremo dei bei momenti insieme, ma non so se in pista ci faranno giocare assieme… Non penso!”.

Da quando sei partito hai fatto tante esperienze ed al primo ingaggio della prossima stagione avrai compiuto 30 anni… In una squadra giovane come l’Ambrì che ruolo ti immagini?
“Non penso avrò un ruolo molto diverso rispetto al passato, quando ho discusso con Duca e Cereda è stato chiaro che mi hanno ingaggiato per tornare a fare ciò che portavo sul ghiaccio anche prima. Evidentemente però ora ho 30 anni ed in squadra ci sono tanti giovani, dunque uno dei miei compiti sarà di aiutarli e parlare con loro, visto che in carriera ho fatto tanti errori che spero loro possano evitare anche grazie ai miei consigli. Se vorrò avere un posto da leader dovrò inoltre crearmelo dimostrando quello che posso fare, perché se alle parole non seguono i fatti è difficile che la squadra ti segua”.

Lontano dal Ticino hai imparato il sacrificio e il duro lavoro, il tuo ritorno ad Ambrì è dunque arrivato nel momento giusto…
“Praticamente ogni volta che ho cambiato squadra negli scorsi anni ho avuto la possibilità di tornare, ma non mi sentivo pronto. Ho sempre avuto l’idea che se fossi tornato, sarebbe stato quando avrei potuto aiutare la squadra e nelle stagioni precedenti non pensavo fosse il caso. L’ultimo campionato però è andato molto bene per me a livello personale, dunque ho capito che era il momento giusto per aiutare l’Ambrì a crescere”.

Una delle criticità del club è aumentare la qualità della rosa, il tuo arrivo è da leggere anche in questo senso…
“L’obiettivo del club ora è crescere anno dopo anno. La passata stagione è stata difficile, ma non bisogna dimenticare che hanno giocato praticamente con due stranieri “e mezzo” per tutto il campionato, e questo sicuramente non è facile. La squadra è comunque arrivata alla fine giocandosi la possibilità di accedere ai preplayoff, quindi non è andato tutto male. Pensando al mio apporto, io sono cresciuto giocherellando un po’ sul ghiaccio – a me piace così – ma voglio farlo in modo da aiutare la squadra creando occasioni da gol e segnando. So che è questo ciò che ci si aspetta da me, ed io sono qui pronto a farlo”.

Alla squadra mancano almeno due stranieri, ma dal mercato sono già arrivati innesti importanti. Che idea ti sei fatto della rosa?
“Credo ci sia un grande potenziale, perché ci sono diversi giovani con qualità e tanti giocatori che sanno fare il lavoro sporco come pochi altri nella lega. Quando con le altre squadre giocavo contro l’Ambrì i biancoblù erano sempre una spina nel fianco perché non ti mollano un secondo, e quando hai un mix di giocatori così unito alla qualità che possiamo avere quest’anno, di sicuro potremo dire la nostra almeno per puntare ai playoff”.

Mancano un paio di mesi alla prima partita di preparazione, quanta voglia hai di tornare a vestire la maglia biancoblù?
“Davvero tanta. In estate è abbastanza dura allenarsi senza andare sul ghiaccio e senza avere la prospettiva di giocare una partita. Durante la stagione ci si allena ma nel contempo vedi il match del venerdì che si avvicina, mentre ora la prima uscita è lontanissima. Ho tanta voglia di tornare, ed anche giovedì che era la mia prima volta in pista mi sono già divertito tantissimo!”.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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