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Patry: “Tanta voglia di lottare, ho capito subito che per me Lugano era la scelta giusta”

L’ex granata si presenta all’ambiente bianconero: “Sono qui per crescere e migliorare, ma anche per ritagliarmi un posto. Chris McSorley? È stato sicuramente importante ai fini della mia scelta di venire a Lugano”

LUGANO – Nel primo allenamento aperto al pubblico del primo agosto erano tante le facce nuove che i tifosi bianconeri hanno potuto scrutare e scoprire tra le fila del Lugano.

E tra i diversi giovani presenti sul ghiaccio c’era anche Stephane Patry, che un po’ sorpreso e divertito si è concesso anche lui ai selfie e alle richieste di autografi dei presenti: “È qualcosa di molto particolare – afferma il giovane attaccante bianconero – è veramente bello trovare un ambiente del genere”.

Stephane Patry, quali sono le tue impressioni dopo la prima mattinata con il pubblico presente?
“È sempre bello potersi allenare sul ghiaccio come facciamo già da qualche settimana tutti assieme, ma con il pubblico presente ad accoglierci in questa maniera è davvero particolare. Si percepisce la passione che c’è qua a Lugano”.

Come ti sei trovato nel tuo passaggio da Ginevra a Lugano?
“Sono stato accolto veramente alla grande, ho trovato un gruppo fantastico che mi ha fatto sentire subito a mio agio e mettersi al lavoro durante l’estate in questa maniera è veramente stimolante. Non vedo l’ora che si inizi a fare sul serio!”.

Ci sono diversi giovani attaccanti in rosa in questa stagione a Lugano, segnale che la concorrenza sarà alta…
“La concorrenza è quello che ti sprona a migliorare ogni giorno e che ti fa crescere come singolo e come gruppo, e io farò di tutto per ritagliarmi un posto. Sono qui per trovare il mio spazio”.

Che ruolo speri di poterti ritagliare in maglia bianconera?
“Non ho parlato direttamente di questo con lo staff, ma so cosa si aspettano da me. Mi piace giocare con energia e fisico ma vorrei crescere anche per un ruolo più offensivo e diventare un giocatore completo”.

Nella tua scelta di trasferirti a Lugano la presenza di McSorley ha avuto la sua importanza, dato che vi conoscevate dai tempi del Servette?
“Sicuramente una persona come lui rappresenta qualcosa di importante nelle scelte di un giocatore, lo conosciamo tutti benissimo. Personalmente non sono stato allenato moltissimo da lui direttamente perché quando era a Ginevra io ho giocato prevalentemente nella U20, e ho fatto solo qualche apparizione in prima squadra. Ma so cosa può dare ai giocatori giovani e questo ha certamente influito sulla mia scelta.”

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